Sottopasso Ara Pacis
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Ma una manifestazione vera contro gli interventi demenziali e inutili ( e oltre al Sottopasso c’è San Silvestro, c’è vicolo della Moretta, ci sono anche quelli che non conosco)? Il fatto è che Roma, dopo l’Anno Santo del 2000, è diventata una città dedicata all’immagine, alle gelaterie dubbie, al turismo di massa che sciama a gruppi sempre più consistenti (rende di più e costa meno), e così via constatando. Il Centro ha perso residenti e acquistato gente di transito, e questo fa si che manchi il nucleo “duro” di chi ha a cuore le buone sorti di questa parte di città così delicata.
Secondo me è opinabile il pensiero di chi sostiene che le grandi e storiche città sono aperte a trasformazioni ardite; e anche chi obiettivamente dice che Roma ha vissuto secolari trasformazioni per sostenere l’opportunità di “innovare”, anche qui, dimentica che allora, nel tempo, esisteva lo spazio e le condizioni storiche per fare la città che oggi ci ritroviamo. Adesso c’è solo la voglia di lasciare segni, quali che siano, basta che siano “moderni”, “alla pari delle altre capitali”, eccetera. Però la manutenzione vera dell’esistente, l’uso degli edifici esistenti e il ripristino di tante realtà abbandonate, queste cose no, non vengono prese in considerazione. Peccato, perchè anche queste cose sono lavoro e guadagno, anche per il bene dell’assetto urbano.
E dico ancora una brutta cosa, ma una cosa vera: anche questo genere di lavori offre la possibilità di poco chiari guadagni, ma almeno ne guadagnerebbe il bene della città.