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ogni tanto una buona notizia
http://www.elpais.com/articulo/andalucia/borron/mapa/Sevilla/elpepuespand/20110626elpand_1/Tes
pare, ma forse sono le solita malelingue, che per concepire i papaveri rossi sia necessario passare attraverso quelli bianchi!
noto, da lontano e da ormai non più romano, che i papaveri sembrano attirare molte persone che sembrano, utilizzandolo, gradire questo nuovo spazio. Mi pare un buon risultato quando i bambini sìimpossessano di una piccola collina verde e riescono a giocare con l’acqua.
Ma certo. Un risultato favoloso di imposssesamento molto gradito, lo si nota da lontano che quello è un raduno spontaneo e fanciullesco, sospetto anche quotidiano. Praticamente ogni giorno intere scolaresche premono per andare a giocare con l’acqua nei giardinetti del Maxxi. Credo vi sia anche qualche cane trendy che sogna di far pipi sotto i papaveri.
D’altronde se fossi Pio Baldi, con una media di 50 visitatori al giorno e una spesa annua di una settantina di milioni di euro, anche visto quello che è successo al direttore del Macro, mi preoccuperei di organizzare molte altre papaverate, per attirare folle felici e buoni risultati.
mi dispiace, ma forse essendo distante da roma non conosco tutta la storia del maxxi , dei costi, di Pio Baldi e altro che Serafini padroneggia così bene. Ho solo espresso un parere su di un progetto e un ‘iniziativa che ho seguito su Domus, Repubblica e questo blog e mi aveva colpito la partecipazione intorno questo prato… se non è così e tutte quelle persone, che mi sembra di vedere, vengono invece ogni giorno deportate lì per coprire un default economico, allora è un’altra questione.
Non se l’abbia a male Vit, è che le condizioni sofferenti per assenza di fondi dei monumenti e dei parchi di Roma gridano vendetta davanti a certi giochini effimeri, e c’è già il carico dei 150 milioni di euro costato l’aggeggio della Zahah Hadid (vedi qui: https://archiwatch.wordpress.com/2011/06/16/mocak-alla-faccia-de-zaza-de-pio-de-margherita-de-warter-e-de-pippo/). Poi lasciamo perdere periferie e sistema viario.
Non mi risulta che nessuno sia stato deportato, ma far passare un happening mediatico organizzato, di 40 partecipanti, per un fenomeno sociale è, appunto, roba da Domus e da Repubblica (non da Archiwatch!).