PERPARCONDICIO …

“Archi-BAY-watch,
l’architettura in Italia è una cosa viva da sempre divora e ricresce su se stessa.
Pagliardini moralista, giustizialista, interventista è triste, quasi patetico.
Dov’è finito il ricorso alla frase contenitore di tutte le battaglie ‘biofile’: questo è quello che vuole la gente?
Benetton è una persona quindi ‘gente’. Faccia quello che vuole secondo i dettami etici politici di Pagliardini.
Roma è stata bella perché ha stratificato ‘facciate’ di storia. Roma adesso è brutta perché non sta rigenerando le sue ‘facciate’.
Roma è una fotografia antica che ha bisogno di un supporto aggiuntivo per essere raccontata.
Un minimo di coerenza rispettate i gusti della ‘gente’.
Perché non proponete ‘alla gente Benetton’  la vostra soluzione ‘salingarosiana’?
Che ne so, un portico alla Pietro Pagliardini (in stile medieval aretino), una mensola Mazzoliana (in stile eclettismo tardo romano) e un’altana Salingaros (stile frattale greco).
Per carità siete degli architetti non dei politici.
L’architettura è un lavoro non un’agenda politico-sociale.
Saluti”

Salvatore D’Agostino

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11 Responses to PERPARCONDICIO …

  1. Pietro Pagliardini ha detto:

    Sì, l’architettura è un lavoro. Ma non è il tuo lavoro.
    Pietro

    ERRORI BLU:
    Benetton è una società. “Gente” sono tutti coloro che hanno quel cognome.
    Si scrive: dettami etico-politici, oppure dettami etici e politici.
    Roma adesso è brutta: doppio errore blu
    VOTO:
    Sei largamente sotto la sufficienza, come al solito. Studia e applicati di più

  2. aldo ha detto:

    accettare le critiche senza fare la maestrina dalla penna rossa (o come diavolo si chamava)…no!

    • Pietro Pagliardini ha detto:

      Accettare le critiche sì, ma le stupidaggini di Salvatore non sono critiche, e non sono nemmeno illazioni ma sono solo frasi prive di alcun senso: dettami etico-politici? Ma di chi! Io moralista e giustilizialista? Secondo lei, un berlusconiano convinto e dichiarato come me, potrà essere moralista e giustizialista? Potrò mettermi a dare dettami etici? Salvatore, da quando lo conosco, vale a dire da tre anni, in tutte le sue incursioni nei numerosi blog che frequenta, senza discernere l’uno dall’altro, scrive solo per lasciare una traccia in rete, perché lui persegue tutto un altro fine, che non sto a dirle.
      In effetti è un serial blogger.
      Pietro

  3. Stefano Serafini ha detto:

    A parte il qualunquismo da formulette (“salingarosiano”), in D’Agostino vi è proprio la mancanza di distinzione tra il concetto di architettura viva, e dunque ovviamente dinamica, espressione dei cambiamenti culturali; e quello di società dello spettacolo, di capitalismo dell’immagine, o, in soldoni, di anticultura che scarabocchia il reale e si fa vetrina illuminata, cartellone, circo, spot pubblicitario.

    No, la cultura è un’altra cosa. E anche il mestiere. A meno che non si voglia accogliere in pieno il sogno (e il concetto di “cultura” e “mestiere”) della velina, e sostituire del tutto la TV alla realtà. Allora cetamente il Fuksas dei bozzoli può essere paragonato al Bernini dei ritmi e delle curve, Alemanno a Sisto V.

    Poi, ancora, questo insistere sull’idea individualista e dai capelli bianchi e ingialliti, di architetto artista, che ovviamente a braccetto dei suoi amici funzionari, politici, costruttori, fa quello che c***o gli pare dei luoghi pubblici e comuni, in quanto membro di un’èlite, l’èlite catodica, o meglio dell’interfaccia. Lui può.

    Bene, lo difenda d’Agostino, avrà gioco facile.

    Ma, pardon, non occorre appartenere a una scuola o a un club o a un gruppo per capire quello che D’Agostino non capisce, ad es. che è proprio questa la politica, non il voterello dato ogni tanto all’uno o all’altro dei venduti: alzarsi in piedi quando è giusto, essere presenti nel comune, vivere la propria cultura e farla parlare contro chi le sputa in faccia sghignazzando.

  4. Outsider ha detto:

    Pagliardini, l’architettura non è il lavoro del 90% del Gruppo al quale tu stesso, con estrema fierezza, appartieni, pensaci… e inizia a puntalizzarlo al tuo “collega” Serafini va…. un po’ di coerenza Diosanto!!!

  5. Pietro Pagliardini ha detto:

    Outsider, l’architettura non si fa con un titolo di studio e neppure con la sola matita, ma anche e soprattutto con la testa. A questa mi riferisco nella ironica risposta a Salvatore, non al suo titolo di studio, che invece lo abilita.
    E Stefano Serafini, qualunque cosa tu possa legittimamente pensare di lui, di testa ne ha di avanzo.
    In architettura, in senso ampio, c’è sempre stato l’apporto essenziale di non architetti o comunque di figure che non progettavano. Il primo che mi viene in mente è Bruno Zevi, architetto sì, ma a Bruno Zevi chiunque avrebbe potuto dire: pensa e scrivi, ma non fare progetti. Eppure come critico e storico dell’architettura è quello che ha influenzato più di ogni altro la cultura architettonica italiana e non solo. Io dico nel male, tuttavia non si può non riconoscergli cultura, genialità, acume, entusiasmo, conoscenza, forza delle idee, e nessuno avrebbe potuto dirgli, smetti di fare lo storico e il critico che non sei capace! Semmai avrebbe potuto dire: le tue idee sono sbagliate, che è un’altra cosa.
    Per stare all’oggi, sociologi come Bauman e Augé influenzano l’architettura più di quanto sembri.
    La Cecla, sociologo, lavorava con Piano, Derrida è il vate ispiratore del decostruttivismo, anche se nessuno, tanto meno i decostruttivisti,abbiano capito mai cosa scrivesse. O forse proprio per questo.
    Pensa a Mondrian, pittore, quanto ha influenzato l’architettura moderna. Direi quasi che è una base fondante, almeno negli aspetti più formali, dell’architettura moderna, ancora oggi. Mi viene in mente il villaggio Olimpico di Torino e guarda te se non ci ritrovi, nella composizione delle facciate, Mondrian.
    Dunque, se ritieni che Stefano Serafini sbagli o addirittura dica sciocchezze, penso faresti bene a contraddirlo e replicare nel merito di quello che dice e non nel fatto che non è architetto ma epistemologo. Rifugiarsi nel fatto che lui, come altri, non è architetto, vuol dire rifiutare la storia antica e contemporanea dell’architettura. Certo, Stefano non potrebbe, e forse nemmeno saprebbe “costruire” una casa, ma una casa non è solo mattoni e calcina.
    Ciao
    Pietro

  6. Stefano Serafini ha detto:

    Puntuale come la crisi epilettica, la “coerenza” del futuro professionista Outsider. Un altro che ha capito tutto.

    Anche tu, O., sostieni il progetto di Fuksas per partito, o ti piace proprio? Dai, facci una bella lode architettonica del capolavoro!

    • Outsider ha detto:

      NO!!! non lo sostengo affatto, è criminoso…. nella stessa misura in cui sono criminose le proposte azzardate dal Gruppo S. per interventi in altri punti del centro di Roma…. ma preferisco indignarmi con Fuksas che sentirmi morto dentro con Mazzola…

      Pagliardini quanti nomi!!! Mettiamoci anche De Saussure, Deleuze, Arnheim… continuiamo??
      Tutti dello stesso calibro di Serafini o di Tagliaventi… con tutto il rispetto….
      BAUHAUS come GRUPPO S. !!!! … Oh Yeah…!!!

      • Pietro Pagliardini ha detto:

        Outsider, perchè ti alteri così tanto, davvero non capisco. Io ho risposto serenamente ad una tua affermazione certamente eccessiva ma legittima, cercando di spiegare. Se già conoscevi la risposta avresti potuto fare a meno di farmi perdere il tempo. Ma la tua voleva essere, evidentemente, solo un gesto di banale disprezzo.
        Benissimo. Stiamo al gioco.
        Mazzola è vivissimo di fuori e di dentro,salta come un grillo, ha energie mentali e fisiche da vendere, non trova nemmeno il tempo di andare ovunque lo chiamino e dove va riscuote, guarda un po’, un certo successo. Fuksas mi sembra invece alquanto mortifero con questo progetto.
        Ma perché perdere altro tempo con chi preferisce un’architettura (anzi una non-architettura, dato che quell’oggetto è un contenitore di maglioni in vendita, direi parafrasando Mac Luhan che “il contenitore è il contenuto”) che tu ritieni criminosa ma, evidentemente creativa, ad una umana che tu consideri morta? Si vede che hai una passione per i geni del male. Ti hanno indottrinato proprio bene, meglio di quanto potessi immaginare. Non a caso porti l’esempio del Bauhaus!
        Ma nessuno di noi si è mai azzardato a paragonarsi al Bauhaus, ci mancherebbe, anche perché …. siamo molto migliori!!!!
        Pietro

      • Outsider ha detto:

        l’esempio del Bauhaus non l’ho portato in senso positivo… anzi… era una sottile ironia alla tua Mondrian-citazione
        ma vabbè….

  7. Pietro,
    grazie per il tuo stile da penna blu.
    A che serve dare dello stupido in rete?
    Con rispetto,
    Salvatore D’Agostino

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