FOSSEVERO … FROMVANITYTOSANITY …


Riceviamo da Stefano Serafini: …

LA FINE DELL’ERA DEI GRATTACIELI

di Gabriele Tagliaventi
http://magazine.quotidiano.net/ecquo/tagliaventi/2011/05/02/la-fine-dellera-dei-grattacieli/

Rassicuriamo i patiti dei simboli fallici e gli architetti in cerca di notorietà. Sicuramente se ne costruiranno ancora.

Soprattutto nei Paesi del cosiddetto Terzo Mondo e là dove la parità di diritti tra i cittadini è un concetto evanescente.

Tuttavia, l’articolo recentemente pubblicato da Bloomberg -”From Vanity to Sanity”- segna la fine dell’era dei grattacieli ad ogni costo.

Anzi, come afferma il progettista del famoso “Gherkin” di Londra, il “suppostone” subito imitato da Barcellona e che ha inaugurato la serie dei grattacieli fallici, il problema di fondo è proprio il costo.

Già, costruire un grattacielo costa il doppio di un edificio urbano, a parità di superficie.

Cioè, costruire un grattacielo di 40 piani costa il doppio che costruire un isolato urbano di 6-7 piani con la stessa superficie utile.

Lo si sapeva da tempo, ma è stata la crisi economica più dura degli ultimi 80 anni a rendere evidente questo enorme spreco di risorse.

Uno spreco cruciale per gli investitori privati che rischiano la bancarotta quando inseguono le ambizioni di altezza e predominio, uno spreco intollerabile per gli enti pubblici, le varie Regioni o Provincie che costruiscono grattacieli a spese del contibuente facendogli spendere il doppio di quello che avrebbe speso se si fosse costruito un efficiente isolato urbano compatto.

In base a queste considerazioni, la società immobiliare Commercial Estates Group Ltd ha abbandonato il progetto di costruire una torre di 63 piani a Canary Wharf, mentre HMSO ha cancellato il progetto di una torre di 32 piani nella City di Londra per sostituirla con un isolato urbano compatto di “soli” 15 piani.

Dopo aver visto imprese, banche, compagnie di assicurazione fallire a decine, gli imprenditori immobiliari stanno rivedendo in fretta i loro piani commerciali.

Perchè costruire un grattacielo se costa, a parità di superficie costruita, esattamente il doppio di un isolato urbano compatto?

In aggiunta, sostiene Mark Swetman, direttore di Hines Interests LP, la multinazionale dell’edilizia che ha costruito ovunque nel mondo, costruire un grattacielo costringe l’investitore ad affittare gli spazi al 15 – 20% in più del prezzo praticato per un isolato urbano compatto. Ed è per questo che Hines ha deciso di abbandonare l’ennesimo progetto di grattacielo a Londra per costruire, al suo posto, un isolato urbano di 8 piani di complessivi 36.000 m2.

 Esistono, inoltre, altre buone ragioni per smettere di inseguire la moda del grattacielo come segno di potere e di dominio. Un grattacielo può essere occupato dagli acquirenti solo al termine dei lavori. Non è flessibile. Un isolato urbano della stessa superficie può, invece, essere realizzato per fasi e, quindi, essere venduto, affittato, occupato per fasi.

In tempi in cui il valore del denaro diventa importante, questo è un vantaggio decisivo per gli investitori del real estate.

Poi, esistono, evidentemente criteri ecologici. Per costruire il “suppostone” di Londra sono stati impiegati 35 km di acciaio, materiale la cui produzione è famosa per le enormi capacità inquinanti. Oggi, si cerca di costruire utilizzando i principi della bio-architettura, utilizzando materiali locali che richiedono una bassa quantità di energia per la loro produzione.

Infine, esiste sempre il problema dei diritti e della democrazia.

Perchè mai solo il Signor Rossi dovrebbe poter costruire un grattacielo in una città Rossa e non, anche, il Signor Neri?

E viceversa, ovviamente.

O tutti possono costruire grattacieli, come accade a New York nelle 2 zone di Up-Town e Mid-Town, o nessuno, come accade a Washington D.C.

Non solo gli amici del sindaco…

Costruire grattacieli è diventato, oggi, decisamente politicamente scorretto, simbolo di arroganza e di prevaricazione.

E, palesemente, antieconomico.

Speriamo che i candidati alle poltrone di sindaco delle città italiane facciano tesoro di questa esperienza e adottino nuovi criteri di pianificazione urbanistica basati sull’efficienza e la parità dei diritti.

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11 risposte a FOSSEVERO … FROMVANITYTOSANITY …

  1. sergio43 ha detto:

    Sono d’accordo! Se penso che papi immobiliaristi, da Giulio II a Sisto V, hanno fatto anche loro l’errore di non valutare i costi di una operazione come quella di rifare la più contenuta basilica costantiniana nella più orgogliosa forma umanistico-rinascimentale di San Pietro! Mal gliene incolse! Praticamente la Fabbrica, con i suoi costi enormi pagati con l’indulgenze, fu una delle cause più pregnanti per lo Scisma Luterano. Era sufficiente un buon restauro per la veneranda basilica e per il resto della esternazione della fede erano sufficienti delle buone pievi romaniche.

  2. biz ha detto:

    “Costruire grattacieli è diventato, oggi, decisamente politicamente scorretto, simbolo di arroganza e di prevaricazione.”

    Ed è proprio per questo che dubito che la “era dei grattacieli” sia davvero finita.

  3. biz ha detto:

    In sostanza, la questione è duplice: da un lato – prosaicamente – ciò che è non conveniente per la collettività, per l’insieme delle persone, non necessariamente coincide con la convenienza di pochi gruppi che determinano certe scelte. Anzi, in genere non coincidono. Ma prevale quest’ultima, perché non esiste oggi una democrazia sostanziale.

    Dall’altro, le costruzioni non sono, non sono mai state, puramente funzionali. Sono anche linguaggio simbolico. In tal senso, l’inopportunità palese dei grattacieli dimostra quanto l’architettura mantenga questo aspetto comunicativo, di manifestazione del potere.

  4. ctonia ha detto:

    Va bene, va bene. Supponiamo però che un committente – l’ultimo giapponese della situazione – vi chieda di costruirne uno, voi lo fareste compiutescional o passatista? :-)
    saluti
    c

  5. liuk ha detto:

    ma alla prossima ripresa economica ritornano, tranquilli. comunque è un a discussione che lascia il tempo che trova. tutta l’architettura è fatta di scelte anti-economiche per il prestigio ed il godimento di pochi. anzi non esisterebbero l’architettura e l’architetto senza un committente ricco e megalomane, dalla notte dei tempi

  6. pietro pagliardini ha detto:

    I grattacieli, oggi, sono un’idiozia sotto ogni profilo, e lo cominciano a capire anche i cinesi, che non saprebbero come fare a spegnere gli eventuali e non improbabili incendi. Finita da tempo l’epopea pionieristica c’è rimasta solo la tecnica priva di alcun contenuto che non sia l’affermazione del potere della tecnica stessa su tutto. Il grattacielo è il corrispondente architettonico degli eccessi della chirurgia plastica, delle biotecnologie, dei vari metodi di riproduzione assistita della vita. Il potere economico è solo il mezzo attraverso cui si esplicita il vero potere della tecnica.
    Ma quello che mi interessa è questo: not in my country, o se preferite NIMBY, con un cortile un po’ più allargato.
    ctonia, come lo farei? Non saprei farlo probabilmente, ma se lo facessi non riuscirei a non immaginarlo simmetrico. Se deve essere, che sia come una colonna, un obelisco, un campanile, un minareto, piuttosto che una lampada da terra dalle forme fantasiose disegnate al computer!
    Pietro

  7. pasquale cerullo ha detto:

    Grattacielo? Come le ville hollywoodiane, se le fa chi se le può permettere. Forse che Gehry ha mai progettato case per gente comune? O la Hadid?
    Mercato, l’ultimo modello della Lamborghini è già esaurito. È mercato, se c’è una domanda c’è anche un’offerta.

  8. il 2 maggio fan fuori quell’idiota che ha tirato giù le twin towers
    lo stesso giorno appare ‘sto post
    che tempismo

  9. Stefano Serafini ha detto:

    Càpita, se si legge Baudrillard, di postare in contemporanea allo scongelamento di un ologramma… Ma poi che spreco di azoto liquido… scongelato e buttato subito in mare… Dev’essere un’altra espressione simbolica dell’antieconomia dei grattacieli, o della loro iperrealtà…

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