“La povertà delle idee cannibalizza le forme” …

“Caro Professore,

In un recente commento mio su Archiwatch l’interlocutore anonimo
“Outsider” ha risposto così:

«Salìngaros, fossi in lei mi preoccuperei dei disegni dei suoi
“adepti” che scopiazzano e riproducono il barocchetto di un secolo fa
senza vergogna…»

Qui apre la questione di vergogna nella professione dell’architetto.
Io direi invece che bisogna vergognarsi chi segue ciecamente uno stile
visuale molto ristretto per motivi ideologici, al contrario di molti
amici miei intellettualmente onesti che utilizzano un’enorme gamma di
linguaggi di forme a costruire edifici viventi. Progettano per esseri
umani, non per i robot. Chi fosse un membro praticante della setta del
Fondamentalismo Geometrico certo che non si possa vantarsi per avere
ignorato e sepolto tutta l’architettura dell’umanità!

Quello al quale mi riferivo nel post originale (ma che non voglio
mescolare con il presente dibattito) l’ho già detto nel mio libro
“Antiarchitettura e demolizione”, pagina 166:

«Un universo di forme aliene è inospitale per qualunque tipo di
struttura realmente adattiva, che sia animata o inanimata. Si tratta
di un mondo in cui la materia deve conformarsi strettamente ad
immagini specifiche. Tali immagini servono come materiale da
riutilizzare. Man mano che le immagini aliene cominciano a rimpiazzare
forme più complesse e coerenti, si sottraggono a vicenda parti e
informazione. È prova di questo fenomeno l’architettura contemporanea,
dove il plagio all’interno di un vocabolario “approvato”, molto
limitato, di forme, superfici e materiali alieni è divenuto dilagante.
Si tratta di un fenomeno inevitabile. Tutti gli edifici sulla cresta
dell’onda, cannibalizzandosi a vicenda, tendono oggi ad avere
un’apparenza molto simile. Questo è ciò che resta del mito
dell’innovazione architettonica!»

Saluti cordiali,
Nikos

………………..

Come al solito mi riesce difficile concordare con Nikos, …

anche se su alcuni punti potrebbe esistere un’obiettiva convergenza, …

ma una domanda tra le altre si impone: …

che cosa c’entra la modernità (che, peraltro, è antica quanto il mondo) con la moda e lo Star System? …

A proposito di “alieni” poi, … anche la Garbatella, Cesaroni compresi, … oggi come oggi, …

comunque, ognuno è libero di “produrre” e di “riprodurre” … quello che gli pare …

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10 Responses to “La povertà delle idee cannibalizza le forme” …

  1. maurizio gabrielli ha detto:

    Qualcosa di veramente astratto. All’inverosimile !
    Mi torna in mente un progetto di Quaroni per il concorso sulla sistemazione del Vittoriano. Non ricordo quando ma non ho mai più visto niente di tanto dirompente,spregiudicato,chiaro e concreto di quell’ipotesi di ruderizzazione del più brutto monumento del mondo conosciuto. Ruderizzazione indotta e controllata ! Pazzesco.L’indicazione era chiara e visibile, aveva una forma,conteneva un pensiero urbanistico e architettonico inequivocabile e lanciava un pensiero avanti nel tempo alle future generazioni di architetti.

  2. Lorenzo ha detto:

    Ruderizzazione indotta e controllata (?). Non capisco esattamente di cosa si tratti, ma qualcosa mi dice che non sia niente di buono!
    Per fortuna quel pensiro, alle future generazioni, non è arrivato…
    Forse avrebbe dovuto lanciare più forte…

    • maurizio gabrielli ha detto:

      Aspetti a vederlo quel progetto ! Da qualche parte lo troverò.Il pensiero che c’era dentro forse aveva gittata troppo lunga per essere compreso oggi. Domani…forse. Ma ” Time wait for no one”. Saluti

  3. Insider ha detto:

    Caro Professore Muratore,

    a noi, come al solito, riesce difficile capire le sue idee del tutto prive di argomentazione.

    Comunque “se in alcuni punti potrebbe esistere un’obiettiva convergenza” è già qualcosa, non possiamo essere mica tutti letterati o architetti.

    Saluti cordiali

  4. Outsider ha detto:

    Insider rilassati (o rilassateVi se preferite), era solo una battuta per via dei nick…

    Muratore si dice in disaccordo con il professorone dei frattali e ZAC! spunta l’accusatore… mmmm sarà tal insider uno dei fedelissimi adepti della Setta-Salingaros?? (che tra l’altro stanno monopolizzando il blog con indegni autoreferenzialismi e reciproche lusinghe)

  5. giancarlo galassi ha detto:

    A partire dal 1514, in un centro rurale tardo medievale formato da strade strette su cui si affacciavano abitazioni con bottega al piano terra e un piano residenziale superiore a cui si accedeva con scala esterna che riduceva ulteriormente la sezione stradale, modeste case a schiera di altezza diversa una dall’altra che definivano fronti urbani in cui le file di finestre non possedevano una campata ritmica, né erano allineate sullo stesso piano e non erano nemmeno delle stesse dimensioni, Antonio da Sangallo il Giovane e dopo di lui Michelangelo nel 1546, costruiscono Palazzo Farnese, un universo di forme aliene inospitale per qualunque tipo di struttura realmente adattiva, che sia animata o inanimata. Si tratta di un mondo in cui la materia deve conformarsi strettamente ad immagini specifiche. Tali immagini servono come materiale da riutilizzare. Man mano che le immagini aliene cominciano a rimpiazzare forme più complesse e coerenti, si sottraggono a vicenda parti e informazione. È prova di questo fenomeno l’architettura rinascimentale, dove il plagio all’interno di un vocabolario “approvato”, molto limitato, di forme, superfici e materiali alieni è divenuto dilagante. Si tratta di un fenomeno inevitabile. Tutti gli edifici sulla cresta dell’onda, cannibalizzandosi a vicenda, tendono ad avere un’apparenza molto simile. Questo è ciò che resta del mito dell’innovazione architettonica!

  6. hutter@fuksas ha detto:

    (…) Sarebbe stata la prima partecipazione di Fuksas a un dibattito con il pubblico sulla sua opera

    http://www.asca.it/news-PD__A_FESTA_FORFAIT_DI_RUTELLI_E_FUKSAS__ARCHISTAR_TEME_CONTESTAZIONI-947050-ORA-.html

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