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Calcinaio Cortona, San Biagio Montepulciano, forse Todi la prima a sinistra?
L’ultima è una cupola naturale, o meglio, semi-naturale.
A proposito, perchè San Biagio non viene completata, dato che uno dei due campanili esiste già completo e l’altro è a metà e dunque basterebbe copiare quello accanto?
Ma forse è meglio far finta di niente, altrimenti ci fanno un concorso d’idee e qualche scienziato, con l’avallo della Soprintendenza, lo interpreterebbe, dato che copiare è peccato. E così ci ritroviamo un campanile di vetro o corten, oppure solo vetro, oppure solo corten.
Saluti
Pietro
si, Todi….Santa Maria della Consolazione…
Bramante(?)
Montepulciano è inconfondibile per l’insieme costituito dal centro arroccato sulla cima del monte e il Tempio di San Biagio ai suoi piedi. Che dire? Sangallo il Vecchio ci ha lasciato una gemma d’architettuta, perfetta nella sua geometria a croce greca. Una considerazione: in Atene il tempio più bello, il Partenone, era sull’Acropoli, a Montepulciano è ai suoi piedi. Ciò la dice lunga sull’importanza dell’abitare dei comuni mortali!
Ma che vuol dire? Visitando l’Acropoli potresti vedere che l’Agorà romana, con i suoi 2 templi, sta ai suoi piedi. Oppure, inversamente, a Firenze, il “tempio” di San Miniato è su una sorta di “acropoli” e il rinascimento albertiano si sviluppa ai suoi piedi, oltre Arno.
Forse non c’era spazio per un tempio rinascimentale di grande scala, coinvolgente lo spazio aperto a trecentosessanta gradi, sulla ristretta Acropoli medioevale di Montepulciano. Qualunque sia stata la contingenza, resta un “modello” in cui l’evento architettonico unico non si pone in contrasto con il preesistente contesto urbano. Entrambi, la città come architettura diffusa e il Tempio come architettura concentrata, si integrano nel paesaggio geografico, in modo inconfondibie e irripetibile, non dogmatico.
Sa perchè “l’evento architettonico non si pone in contrasto con il preesistente contesto urbano” “integrandosi nel paesaggio geografico”?
La risposta la si trova in tutte le chiese/tempio del ‘400-‘500, poste fuori dalla cerchia muraria delle “acropoli” dei borghi medievali. E’ cosi a Cortona – sia con S.Maria Nuova, splendido tempio a croce greca simile a quello di Montepulciano, sia con il Calcinaio – ma anche a Todi, oppure a Urbino con il Tempio di F.di Giorgio e in molti altri casi, perchè sono interventi (lei li chiama eventi architettonici, sa un po’ di Biennale, ma non era voluto immagino…) che rientrano in un processo architettonico, che si è articolato nel corso dell’intera storia dell’architettura, capace di ELABORARE le forme dell’architettura Antica, le forme spaziale di quella del medioevo – dove lo spazio antico si traduceva nelle forme romaniche o si “dissolveva” nella spazialità della luce gotica – fino a giungere alla sintesi del rinascimento che inventava forme nuove elaborando quelle antiche.
E’ questa lunga “elaborazione” compositiva e spaziale che ci fa dire che tali architetture si inseriscano nel paesaggio e nella storia di un luogo, fuori o dentro le mura della città “vecchia”. A Cortona la chiesa del Calcinaio, poco importa se sia su disegno di Leonardo o di F. di Giorgio, si può dire che sia “inserita nel contesto e nel paesaggio” perchè è parte di quel processo “evolutivo” che unisce Antichità e Rinascenza facendo propria, in una sintesi mirabile, la pianta a navata unica delle chiese romaniche, e ancor prima delle chiese paleocristiane, con lo spazio centrico a croce greca sottostante la cupola, lo stesso spazio che ritroviamo nelle pale del Signorelli negli edifici di Cortona.
E’ quando quel “filo conduttore” di elaborazioni spaziali viene a mancare, come spesso accade nelle architetture contemporanee , allora possiamo dire che quell’edificio non sia inserito in un contesto paesaggistico o ambientale.
Saluti
Mauro
Ma si, basterebbe copiarlo l’altro campanile…!Per le stesse ragioni, Pietro, non si potrebbe completare lo Zen a Palermo con tutta la spina di servizi mancante, con buona pace di Gregotti e C. … ?