Alemanno ancora sull’Ara …

Alemanno e l’Ara Pacis “Pronti ad abbattere il muro”

Il sindaco concorda il piano di modifica con Meier. “L’intervento prima della fine del mandato”

Il parcheggio della pace …

più verde che pria …

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4 Responses to Alemanno ancora sull’Ara …

  1. isabella guarini ha detto:

    Illusione! Gli alberi sul parcheggio interrato non cresceranno mai e quelli che esistono muoriranno!
    Così è avvenuto a Napoli in Piazza Nazionale, dove dimoravano pini della specie mediterranea,abbattuti per la realizzaziione del parccheggio sotterraneo con la promessa di ripristino delle alberature. Non ci ho mai creduto. Infatti, ora alberelli nani e cespugli presiedono alla desolazione della piazza.

  2. Manuela Marchesi ha detto:

    Ancora non hanno capito nulla! Va beni togliere quell’inutile muro e restituire alla vista e alla vita le due chiese, ma insistere con la violenza dei parcheggi sotterranei e per di più a riva fiume, con tutto quello che comporta, mi sembra un’idea “moderna” del tutto stantìa. E invece potenziare i mezzi publici e facilitare il minore uso delle macchine, quello no?
    Tanto per essere brutale e concreta: gli affari e i malaffari, volendo, si possono fare anche con il trasporto pubblico… (ecologia della mazzetta…) e allora, tanto vale i mezzi pubblici.

  3. isabella guarini ha detto:

    la Legge Tognoli, vechhia di venti anni, dovrebbe essere modificata se non abrogata ,m perché è riferita a un modo d’organizzazione urbana obsoleto, basato sul trasporto individuale con l’auto a benzina. Nella prospettiva delle auto elettriche e dei trasporti pubblici, le auto a benzina, andranno scomparendo, lasciando da gestire l’eredità degli obsoleti parcheggi sotterranei. Non è utopia, il domani è già qui!
    Infatti, la società di architettura americana HOK ha completato la realizzazione, nel popolare quartiere di North River a Chicago, di un innovativo parcheggio auto a basso consumo energetico. Si tratta di un parcheggio permanente (24/24 ore) di 11 piani, della capacità di 725 posti auto, denominato Greenway Park e dotato di elevati parametri di sostenibilità. Dispone infatti di un “tetto verde” e di un sistema di raccolta delle acque piovane, è predisposto per la ricarica di auto elettriche, prevede un’area per il car-sharing, ha uno specifico parcheggio per biciclette (tra l’altro con locali docce a disposizione dei ciclisti) e le mura perimetrali sono realizzate in modo da ottimizzare la ventilazione naturale, cosa che elimina completamente l’esigenza della ventilazione forzata necessaria nei grandi parcheggi convenzionali. Ma la caratteristica principale del nuovo parcheggio è data da una serie di 12 miniturbine eoliche ad asse verticale, prodotte da HelixWind con una particolare forma elicoidale, integrate in uno degli angoli dell’edifico. Pur lavorando in una situazione molto sfavorevole – chiuse tra due muri ad angolo – la produzione attesa dalle turbine varia da 10.000 a 15.000 kWh/anno ed è in grado di soddisfare l’illuminazione dell’edificio. Cedendo, eventualmente, alla rete cittadina la maggiore energia prodotta.
    Ma scavare nelle viscere della terra rende di più!

  4. Pietro Pagliardini ha detto:

    Cara Isabella, questa volta devo dissentire, almeno in parte. Il fatto che le auto passino dalla trazione con motore a scoppio a quello elettrico non mi sembra che cambi di niente il problema del parcheggio, se non nelle dimensioni dell’auto e quindi con un bisogno di spazio appena appena inferiore. Infatti l’esempio che tu porti è…..un parcheggio, solo che è fuori terra. Nè cambia molto, dal punto di vista urbanistico, che l’edificio sia ecologico perché sempre un bell’ingombro rimane. Ad esempio, nel caso in oggetto, che non voglio assolutamente difendere, non è che sarebbe meglio fare un parcheggio di 3 piani fuori terra, anche se avesse il tetto verde.
    Non sono di norma favorevole ai parcheggi interrati, specie se multipiano, per un’infinità di motivi, ma non è certo l’auto elettrica a risolvere questo problema. Tra l’altro l’auto elettrica non è, come dice la vulgata giornalistica, ad energia alternativa; ha di buono che non inquina la città (ma il bilancio ambientale dipende dalla produzione di energia elettrica)e fa meno rumore (vorrei però si dicesse anche cosa comporta lo smaltimento delle batterie). Non è poco ma non è la panacea.
    Ciao
    Pietro

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