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segnalo al titolare del blog l’intervista ad alemanno sul foglio di sabato scorso (http://www.rassegnastampa.comune.roma.it/View.aspx?ID=2010061915986283). dopo 3/4 di intervista sulla politica nazionale (è mai possibile che non si possa avere un sindaco che si occupi della città?) troviamo la seguente chicca: “Negli anni del centrosinistra, questa città era stata erroneamente dipinta come una gemella, non so, di New York. di Parigi, persino di Berlino. Ora, mi chiedo, ma che confronti sono? Che senso ha? Per trovare un termine di paragone, una rotta su cui far viaggiare la città nei prossimi anni, a me vengono in mente altre esperienze. Mi viene in mente soprattutto una città a cui spero che Roma possa ispirarsi per la sua trasformazione. Come sviluppo economico. Come possibilità di attirare investitori. Come rapporto con le sue periferie. Come allegria. Come fermento culturale. La nostra pietra di paragone è Barcellona, non c’è dubbio. E’ questo il nostro modello e sono convinto che, con tutta la sua ricchezza e le sue straordinarie risorse, Roma se guarderà a quest’esempio, se sceglierà di valorizzare sempre di pi la sua presenza sul Mediterraneo, riuscirà a crescere come mai le era successo prima” ancora barcellona?!? ma barcellona non era il punto di riferimento per tutti i sindaci di sinistra degli anni ’90?
un esempio che poteva andare bene al limite per palermo, napoli, salerno, ma roma? come più volte denunciato illo tempore dal prof. Muratore quando si poneva come esempio bilbao o barcellona, torniamo a chiederci: ma roma è una città industriale depressa e che deve reinventarsi un’immagine e un futuro per attirare turisti? parafrasando la vignetta di vincino sullo stesso numero del foglio sulle buche (a che ce serve un sindaco fascista se manco sa fare le strade?): a che ce serve un sindaco fascista se non rivendica l’immagine di grande capitale e continua ad umiliare le testimonianze eccezionali del ventennio (leggi eur e foro italico)?