Donna Letizia … dal KGB al MAXXI …

     

Corriere della Sera Roma – Metti una sera, tre protagonisti (più

20 giu 2010 Cena in via Margutta, l’altra sera, fra tre Numeri Uno dell’ ospite), il teorico (Franco Purini) anche se le definizioni hanno acceso un dibattito degno di Bisanzio. ricordo dei maestri: Benevolo (Ciucci), Zeri (mirini), Fasolo (

Barucci). Giuseppe Pullara *** GregotiiPollini), unanimemente.
http://www.rassegnastampa.comune.roma.it/View.aspx?ID…1
Questa voce è stata pubblicata in Architettura. Contrassegna il permalink.

8 Responses to Donna Letizia … dal KGB al MAXXI …

  1. Maurizio Gabrielli ha detto:

    Se nell’alternarsi dei pieni e dei vuoti è il senso dell’architettura,a scala urbana trascurare il vuoto significa tradire anche il pieno:l’uno non esiste senza l’altro.Contemplare i pieni,il costruito e prestare la stessa attenzione alle strade,ai vuoti, nella Roma contemporanea significa leggere una sconfitta lunga 50 anni.La storia urbanistica di Roma scritta dal ’62 in poi,è quella sbagliata,quella giusta è rimasta sui fogli e nelle matite a partire dall’asse attrezzato di L.Piccinato,per far posto a quelli che l’hanno scritta:la rendita fondiaria e la speculazione, Vaticano in testa.Gli architetti si sono adeguati anche perchè con riga e squadra non si poteva fare di più.Ma i bravi architetti bisogna meritarseli e Roma non l’ha fatto,tranne alcuni casi.Il risultato è una delle più sbagliate e brutte città del mondo.Aver considerato le strade alla stregua di mere infrastrutture”sopportate” per necessità,ha comportato l’assenza di una loro degna progettazione.Nella sezione”tipo”,marciapiede sede stradale marciapiede, quest’ultimo è sede d’innumerevoli funzioni,luogo del fluire di una comunità,dove se ne misura il grado di civiltà(che non a caso con città ha in comune la radice)il luogo pubblico del transito,una parte consistente del bene comune dedicato al flusso.La trama urbana si rivela nella maglia stradale che cessa di essere infrastruttura e per metamorfosi diventa struttura,scheletro e vene.Basta guardare le strade di Roma per misurare una sconfitta lunga 50 anni.

  2. mara dolce ha detto:

    ciucci,purini e barucci si vedono a cena in una serata romana e si dicono ( a quanto dice il commentatore) una caracca di banalità (“i giovani non leggono niente” mi ci gioco la testa, questa è di Purini, lui che nella vita ha letto tanto di architettura per non aver prodotto nulla di rilevante nell’architettura..sarà per questo che i giovani non leggono? visto mai si mettono a progettare come il purini..) e la circostanza merita di essere commentata da corriere della sera? macchissenefrega.

  3. mario rossi ha detto:

    Molti si battono nel nostro paese per impedire che passi il decreto antibavaglio per i giornalisti. Fanno molto bene. Per Pullara, orfano di Veltroni come almeno due tra suoi tre ospiti alal cenetta marguttiana, non c’è tuttavia bisogno di Berlusconi,basta non leggerlo ricordando che, in quelle stesse colonne, anni fa scriveva di Roma Franceco Perego ….

  4. Maurizio Gabrielli ha detto:

    Parlando ancora d’altro,bisognerebbe ricordare che dall’ 800 le crisi servono al Capitale contro il lavoro per combattere il salario.E’ su questo terreno che comincia lo scontro finale tra Capitale e Lavoro sul terreno globale,con il rialzo dei salari in paesi come la Cina,come ci ricorda L.Napoleoni e la tendenza opposta in Occidente,Italia per prima.I tristi anni del Centro-sinistra sono solo serviti ad accreditare gente come Veltroni e Rutelli presso chi il potere economico lo detiene da sempre,neanche a fornire la prova che una buona socialdemocrazia vale la pena della fatica che si fa a sopportarla.Ma come dicono gli Inglesi”ognuno dorme nel letto che si rifà”,compresi gli architetti,quelli bravi, che nel 1985 dicevano che se il flusso di danaro scorre lì,l’architetto non può stare quì.Col bel risultato di aver fatto in alcuni casi anche un’ottima Architettura,ma sempre dentro un’ orrenda città.

  5. paolo ha detto:

    ma quando trentanni fa purini faceva la casa del farmacista e tutte quelle altre ( … bip … ), che tutti elevavano a opere fondamentali della teoria architettonica contemporanea! voi, dove eravate?
    gli avete, tutti, dato spazio, e lui se lo è preso!
    ora è convinto di essere un genio… tenetevelo,

  6. paolo ha detto:

    esimio professore,
    mi scuso per averla indotta alla censura (il …bip…): ma quando ci vuole, ci vuole!

    • mario rossi ha detto:

      (…bip….) scusi professor Muratore, ho sentito il professor Purini dire che ogni architetura deve produrre critica; se non lo fa vuol dire che è inutile. Perchè, dunque,lei censura una critica,magari pesante, ma sempre una critica? A Paolo, Purini pare sopravalutato; a me almeno come teorico ,come lo definisce Pullara, mi intriga anche se, dietro tanto senso immaginifico, a volte pare del tutto conservatore come, per restare all’architettura, la palazzina/torre del’Eur dimostra.
      Maledizione ci risiamo; ancora una volta Purini riesce a farci pensare a quello che dice ( molto) e che fa ( pochissimo).

  7. Maurizio Gabrielli ha detto:

    Intanto mi scuso per la fretta con cui ho scritto le poche righe su capitale e lavoro. Poi devo dire che Purini lo spazio se lo è sempre preso senza aspettare nessuno o chiedere il permesso a qualcuno,che io sappia. Pur essendo lontano dalla mia sensibilità, questo non mi ha mai impedito di apprezzarne lo slancio e la generosità e di cercare di capirne l’operato.Cosa doverosa nei confronti di tutti da parte di tutti. Forse oggi siamo arrivati a capirlo.Come va il mondo è altra questione. Io intanto ho trovato la più bella canzone d’amore mai scritta; Harvest moon di Neil Young. 1969. Kisses

Scrivi una risposta a mario rossi Cancella risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.