LA SUPREMAZIA DEL CUPOLONE – Repubblica.it » Ricerca
9 giu 2010 … Repubblica. LA SUPREMAZIA DEL CUPOLONE. SALVATORE SETTIS. — 09 giugno 2010 pagina 130 sezione: PRIMA PAGINA.
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Salvatore Settis: …
… “Vedremo a che cosa somiglieranno i grattacieli proposti da Alemanno, e in che cosa sapranno distinguersi dalle architetture in genere scellerate che infestano quello che fu l’ agro romano. Vedremo se essi tracceranno una nuova forma urbana, o saranno una corona di spine che assedia, o crocifigge, il centro storico «più importante al mondo». Vedremo se sapranno rimediare a quella indeterminata e incessante espansione delle periferie ai danni dell’ ambiente naturale e storico, sempre più marcatamente dissolto nella confusione di una disordinata megalopoli; o se, al contrario, ne aggraveranno i problemi proprio col «densificarla». Lo vedranno, prima di tutto, i romani, se -come Alemanno promette-saranno chiamati a una consultazione popolare. Ma con quali informazioni? Con quale cultura urbanistica e architettonica? Con quale senso del bene comune?”
S.S.




Come già si sapeva, Alemanno è la continuità di Veltroni, la testa di ponte dei costruttori, dalle centralità ai grattacieli, un unico comune denominatore: costruire a più non posso. E sono 50 anni che si dicono le stesse cose. E 50 anni che si “delinque” sul territorio in una forma viscidamente legale. Le centralità sono macchie d’olio che si dilatano, i grattacieli sono fiammiferi che incediano tutto intorno, perché fatto un grattacielo se ne fa un altro e poi un altro e poi un altro ancora e ancora sino a perdere il paesaggio, che è unico e irreversibile, il nostro e non quello di Pechino che scompare in mome della modernità…
Con parole di S. Settis:
“….tramonto del pubblico bene, e del trionfo degli interessi del singolo”
Articolo, quello di Settis a dir poco “strabiliante”…consiglio di visitare il link riportato e leggere tutto l’articolo.
e poi mi permetto di consigliare anche la lettura del libro:
Futuro del “classico”, Torino, Einaudi 2004
sempre di S. Settis