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Aita , aita!
ma c’è qualcuno che sappia ancora riconoscere lo specifico dell’architettura?
Mi fa specie de “la Stampa” che di solito fa commenti notevoli.
Senza tanti giri di parole dico: ma come si fa a conciarsi a quel modo? Quale messaggio vogliono veicolare le Signore col loro aspetto? Una Dark e l’Altra Fluida, la platealita’ dell’Eterno Femminino?
Per carita’, il fatto in se’, del come ci si veste, è irrilevante; il fatto che le donne siano fiere e consapevoli del loro lavoro è una conquista ancora incompleta quanto necessaria alla società tutta.
Ma se l’aspetto e il “look”, e il fatto che siano delle donne, serve a far leggere le loro architetture in chiave “fluidità e morbidezza femminile” o in qualunque altra chiave, allora non mi diverte piu’, anzi come donna mi secca vedere la creazione di nuovi stereotipi del femminile.
Penso che solo Dagospia potrà “raccapezzarcisi” con queste due qui :-)
Benché come coppia sanremese potrebbero far sfigurare anche il duo Bertè-Rettore, sono due artisti veramente geniali… non so che tipo d’archetipo del Femminile rappresentino… Chissà…