Da: Lucio Zappalorti: …
“Buonasera professore,
leggendo qua e la, mi sono imbattuto su un’articolo sulla demolizione
della Casa Evolutiva di Renzo Piano del 1978 a Bastia Umbra.
Mi sembra una pazzia..
le allego il link dell’articolo
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/201005articoli/55067girata.asp
Cordialmente”
L. Z.
Naturalmente mi associo, …
ma mi viene pure da pensare alle povere torri dell’Eur …
“vittime” dello stesso Piano …
che non ha pensato un momento al povero Ligini (lo stesso del Velodromo …)…
per fare spazio al suo condominio di lusso, …
vista lago, …
ma Piano, si sa, è una Star …
Toccare Piano … roba da matti …





..Ashes to ashes, dust to dust..
Tutto sommato un altro obiettivo raggiunto: presto si trasformerà in un bel cumulo di macerie…( peraltro costosissime da smaltire…)
Si chiude l’anello…che c’è di male ?
La casa evolutiva! Siamo giusti però e diamo a Piano quel che è di Piano e al Comune quel che è del Comune: la demolizione è dovuta al fatto che, al crescere o ritrarsi della casa, occorreva una DIA, e la ASL si è scocciata di pagare ogni volta la pratica per lo stesso edificio! Pare che abbiano provato a chiederlo allo stesso Piano, e lui avrebbe risposto che sarebbe stato anche disponibile, però avrebbe dovuto studiare prima tutto il corpus normativo regionale, provinciale e regionale, e questo sarebbe, giustamente, costato molto più di qualche DIA.
Dal canto suo il Comune non ha voluto fare una variante urbanistica alle NTA e prevedere la così detta DIA “evolutiva”, perché era venuto a conoscenza che il non lontano comune di Arezzo si era alquanto incasinato con la così detta DIA “tardiva” e allora….
Anche Piano sarebbe dunque vittima delle leggi, proprio come noi comuni architetti, e la sua immagine ne esce intatta e anche meno stellare e più umana.
Saluti
Pietro
Mi piace ricordare anche la fabbrica mobile per l’estrazione dello zolfo.
Che la diano a chi non ha casa.
Il problema forse però è che sta in un’area da ristrutturare, valorizzare, promuovere, vitalizzare, insomma cementificare e immobili-arizzare :-)
Idea: facciamo fare tutto a Renzo, una soluzione credo la troverà.
Mi piacerebbe capire perchè chi è penalizzato dal non avere una casa debba essere ulteriormente punito con questo … “inabitabile”… dove non riuscerebbe neppure a piantare un chiodino.
Per tacere di una “rinfrescatina”…
Saluto
Memmo, forse non ti sei mai trovato senza casa.
Capisco che tu (e io) considereremmo l’essere costretti a vivere nella ferraglia pianesca la più grande punizione possibile, ma… :-)
ciao
c
Il pensiero che qualcuno possa spostarmi la parete della casa, mentre sono fuori a fare la spesa, mi atterrisce! Brr.. E la chiamano Casa della salute!