Dia c’è …

Da Eduardo Alamaro: …

“Cari muratorini,
stasera sono contento, vi ho ritrovati. Vi avevo perso di vista. Vi avevo dato per defunti on line. Fine delle trasmissioni, oscurati nella notte fonda. Fine fronda!
Addolorato per la perdita, avevo scritto ad ottobre alla mia amica Isolabella di Posillipo ‘ncantata: “Ma ch’è successo al Muratore?, è schiattato con l’Archiwatch? Troppa fatica quel blog?”.
E quella, di risposta: “È un Mistero il blocco del blog di Muratore. Forse i potenti Dei dell’Architettura hanno chiuso le bocche dei loro criticlik!”
Invece no, vedo stasera che siete vivi e vegeti on line. E operosi come prima. Anzi più di prima.
“Pronti? Dia!”, ho spedito un messaggio nei giorni scorsi. E il Muratore l’ha raccolto e rilanciato. “Che bello!”, mi son detto: “il maschio Dio dell’architettura a Roma c’è. E anche a Napoli sirenusa la Dia c’è. Tutta on line, niente più carte e lunghe file, buste e bustarelle. Nelle 10 municipalità di Napoli, dal 1 febbraio scorso. Provare per credere. E cedere. (vedi informazioni e a modulistica in merito e demerito sul sito istituzionale http://www.comune.napoli.it, nda).
E’ una rivoluzione comoda, veloce, tracciabile. Lubrificata e trasparente, sicura e resistente. Come un new preservativo edilizio marca Bel fiore, Naples. Del quale io sono (anzi, tento di essere) umile e utile capostraff all’a/sessorato. Nonché s/coordinatore di “quelli della Dia”, un gruppo affiatato e puntuale. Che man mano si è simpatizzato lavorando. Che ha avuto l’unico merito di crederci. E di fare, nonostante tutto. E tutti.
Siamo la prima città d’Italia, Napoli, che manda on line l’intero antico incartamento e incantamento delle istanze di Dia. Compreso allegati, progetti e rendering fotorealistick. Con elaborazione, archiviazione, trasporto e conservazione eterna negli uffici edilizi comunali. Consultabile prossimamente anche dall’Antiabusivismo e dall’Autorità Giudiziaria giudiziosa, dietro protocollo d’intesa tra le parti.
Avete capito il miracolo telematico? Tutto comodamente dal vostro studio, muratorini miei napolitani. All’uopo ho ricevuto anche i complimenti di Isolabella, muratorina super, che mi ha scritto beffarda: “Che bello, complimenti: la DIA elettronica mi sembra un’ottima soluzione per evitare l’incontro con i Sangiacomini comunali!”
Abbiamo avuto anche i complimenti dal Ministero di Brunetta, l’antifannulloni per eccellenza. Quindi forse anche vostro. O almeno mio, che notoriamente sono un perdigiorno. E quando mi capita, volentieri un perdinotte. Finché tira l’antico capitello architettonico!
Alla fine del processo tecnico è stato varato, in tempi record, una campagna di comunicazione stampa, cronoca locale (La Repubblica, Il Corriere del Mezzogiorno, Il Mattino, Il Denaro, Il Napoli, Cronache di Napoli, City, Leggo, Roma, … fino a mercoledì prossimo, 10 febbraio). Ma anche uno spot televisivo. Fatto in casa, tra Napoli e New York, mirato, legato al luogo, per le tv locali (ma non per questo localistico). Come Canale 9 etc…
Mi pare, l’ho vissuto io, come un Intermezzo visivo d’Eldorado realizzato. Nato da un gioco di squadra. Da “quelli della Dia”. Un gioco coordinato, assolutamente voluto dal Belfiore assessor, che poi ha avuto in Giuseppe Cozzolino un implacabile organizzatore. E nel creativo Salvatore Sparavigna un assoluto visualizzatore. La Dia che buca la rete e fa goal!!!.
“Signora, non si preoccupi, ci Dia fiducia. Niente carte, tutto on line. E’ la Napoli vaco ‘e press non abusiva. Solo il tempo di un caffè!!”.
Non s’era mai visto, credo. Confezione e lancio del prodotto, in tempi stretti e con così pochi fondi. Ma è i Comune di Napoli o di Stoccolma? E’ centro destra o centro sinistra? O tutt’è due insieme? Altro che Mignottopolis. Qui è Dia-polis! Metropolis ove la Dia è salita al settimo cielo del web!! Così pare! Per far tutto questo c’è voluto un anno. Voi direte. “E vi pare poco?” E io vi rispondo, muratorini miei: “Provateci vuoi, con le resistenze del genius loci delle carte interessate sangiacomichine”.
Noi abbiamo fatto mattone su mattone, gradone su gradone, tutto a mano e poi on line. Come alla Villa di Malaparte a Capri. Per una bona parte nostra della commedia edilizia comunale.
Basta per oggi, devo andare. Ci risentiremo, ora che vi ho ritrovato nel web, Muratore permettendo!

Saluti cari,”

Eldorado

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5 Responses to Dia c’è …

  1. paolo ha detto:

    a tutt’oggi ancora non funziona niente on line, e per di piu gli uffici comunali non accettano pratiche in cartaceo dal 1 febbraio… insomaaa, ad oggi, sono 10 giorni che non si puo presentare una DIA…… provare x credere vi terro informati x quanto tempo ancora perdurerà questo caos bel-fioresco ed eldoradiano

  2. paolo ha detto:

    ma che facce toste!

  3. isabella guarini ha detto:

    @ paolo
    Non vorremmo litigare mentre siamo ospiti di un blog straniero, ovvero fuori Napoli!
    Ogni inizio è duro e bisogna apprezzare lo sforzo di cui c’informa Eldorado per liberarci dai “figuri” degli uffici tecnici. Dico questo perché ho memoria delle stanze circondate da muri di pratiche edilizie di cui ho avuto visione diretta quando ero componente della Commissione Edilizia. Era davvero scioccante lo scenario delle carte accumulate alle quali dover dare risposte dopo anni. Da allora la Dia ha risolto molto, ma la informatizzazione è un passo ulteriore verso la liberalizzazione. Che Napoli sia la prima città a perseguire la via della informatizzazione della DIA, in verità mi preoccupa perché Napoli storicamente è stata prima in tante cose, come per la Ferrovia Napoli-Portici, ma nel tempo si è trasformata in ultima. Che sarà mai? Attendiamo di essere né primi né ultimi, ma semplicemente di ordinaria amministrazione!

  4. Pino ha detto:

    Consiglio all’architetto paolo che non riesce ad inviare la sua pratica di DIA di soffermarsi a leggere il manuale d’uso della procedura, poiché tutto funziona come previsto. Aggiungo: come ha firmato gli allegati della pratica se l’ordine degli architetti non ha ancora distribuito la firma digitale???

  5. Luigi Di Napoli ha detto:

    Caro Paolo è vero.
    Certo alcuni ordini e collegi professionali non hanno ancora fornito di PEC i loro iscritti, ma il Comune di Napoli è stato gravemente scorretto! Quando si è mai visto in Italia che una pubblica amministrazione dice che una cosa incomincia il primo di febbraio e poi la fa iniziare veramente? Ma che scherziamo?!

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