ARCHISTAR … in piazza …

Da: Pietro Pagliardini: …

“Caro Professore
anche ad Arezzo si sta insinuando lentamente il virus dell’archistar, il cui vaccino è insicuro almeno quanto quello della AH1N1.
Per ora è solo una campagna giornalistica fatta con spirito positivo, per ridare vitalità a Piazza Grande, o Piazza Vasari, che, avendo perso il Tribunale, resta per la maggior parte del tempo vuota. Si pone adesso il problema di come “riutilizzare” le Logge del Vasari e l’edificio di Fraterna dei Laici del Rossellino, e le proposte fatte non appaiono al giornalista convincenti, e credo anche con qualche ragione.
Dunque qual è la soluzione-scorciatoia? Il sogno dell’effetto Bilbao: il grande architetto! Come se spettasse all’architetto, grande o piccolo, decidere cosa fare, piuttosto che alla città e ai suoi amministratori. Un pò di acciaio e vetro firmati, per incanto la piazza risorge e “fuck context”.
E’ difficile far capire che se la Piazza è vuota, salvo due giorni al mese per la Fiera Antiquaria, è anche e soprattutto colpa del fatto che urbanisticamente è fuori da ogni direttrice stradale principale, e il Sindaco ha giustamente osservato: “Mica posso spingerceli io gli aretini in piazza”.
Dice un aretino appassionato di urbanistica che Arezzo è l’unica città che ha come piazza un incrocio con il semaforo, e c’è del vero.
Pensare che adesso vogliono addirittura “riutilizzare” anche la Fortezza Medicea, lassù, in vetta al colle: ma chi ce la porterà mai la gente in un luogo per definizione chiuso e isolato? Qualche importante “funzione” certamente, la parola magica dell’urbanistica “funzionale”. Ma quante funzioni bisognerà inventare, e poi mantenere, per risolvere tutti i problemi?
Nella speranza di prefigurare, e scongiurare, le possibili conseguenze alle sua proposta, ho fatto pervenire al giornalista questo montaggio: mi auguro che non sortisca l’effetto contrario.
Cordiali saluti”

P. P.

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2 risposte a ARCHISTAR … in piazza …

  1. Pietro,
    perché parli di effetto Bilbao ed elabori una foto con un progetto frutto da un architetto italiano (o forse Piano è da considerare poco italiano?).
    Qual è la tua proposta?
    Sarei curioso del montaggio con il tuo progetto.
    Questa piazza storica è vuota, non sempre le piazze storiche, anche se belle, sono piene (d’italiani).
    La piazza è nata perché crocevia del commercio, senza l’anima economica tutto svanisce, anche la città.
    Io farei un bel centro commerciale (non simil padiglione) ma rielaborando il tema per questo luogo.
    Una provocazione ma a pensarci bene… (i puntini muratoriani sono d’obbligo)
    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

  2. Lucio Zappalorti ha detto:

    Da aretino che sono mi sento chiamato in causa.
    Una piazza storica che ha un’elevata importanza per la città di Arezzo, attualmente è dissociata dalla “vita” quotidiana del centro storico, come osserva giustamente Salvatore la piazza, “agorà”, è stata concepita come un punto di incontro, di crocevia.Adesso la piazza è preda soltanto delle cartoline dei turisti e dei banchi della fiera, senza lasciare niente di concreto ai cittadini che la amano così tanto.
    Sarebbe opportuno pensare un’intervento non invasivo,creando un nuovo centro di incontro, educando le persone contemporanee a saper utilizzare uno spazio così importante della storia, con piccoli interventi come una libreria, un museo, anche semplicemente un bar, che riporti il vero senso di socializzazione che può dare soltanto una piazza,(esempio lampante Piazza San Francesco,un tempo completamente vuota e adesso fulcro della vita diurna e notturna degli aretini).
    Maestri in questo e purtroppo c’e solo da imparare, gli spagnoli, capaci di far rivivere ambienti pubblici semplicemente con un sapiente arredo urbano…
    Questo è il vero valore che ha Piazza Grande pensata per questo, e non per trasformarla in un’enorme “centro commerciale”,chiediamo a Renzo Piano se avesse il coraggio di replicarsi con il centro pompidou in questa piazza..
    Saluti.
    Lucio Zappalorti

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