L’Archeologo … il Poeta … il Pompiere … la polpetta e la salsiccia …
L’Unità di oggi, a firma di Stefano Miliani, titola:
“Scontro ai Beni Culturali si dimette Salvatore Settis:
stanno privatizzando tutto” …
“Terremoto ai beni culturali. Il presidente del Consiglio superiore Salvatore Settis si è dimesso dalla carica alla riunione convocata nel primo pomeriggio di mercoledì 25 febbraio …
La miccia che ha scatenato il conflitto?
Un’intervista rilasciata dal professore, archeologo, preside della Normale di Pisa, a l’Espresso, in cui parlava di pessima gestione dei beni culturali, dei musei, criticava una volta di più la nomina di un manager a guida dei musei statali, criticava la decisione di mettere un commissario alle soprintendenze archeologiche di Roma e Ostia, criticava una filosofia di fondo che, a suo giudizio – ed è un parere fondato sui fatti – mette profondamente in discussione il ruolo pubblico su un aspetto fondamentale, quello della tutela del patrimonio artistico, da parte dello Stato.
Già in precedenza c’era stato scontro: sulla decisione ministeriale di creare una direzione per la valorizzazione dei musei affidandola a un manager come Mario Resca di provata esperienza nel suo campo, da McDonald’s ad altre aziende, ma nessuna nel mondo delle arti …
Infine, la contromossa del Ministro … che … ha nominato il professore Andrea Carandini Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali …”
…
Lo confessiamo: … ci piaceva di più Salvatore …
ché l’Andrea … dopo il Pincio … ci piace punto …






Penso che in democrazia nessuno sia insostituibile, perciò ritengo che il rinnovo delle cariche pubbliche sia quasi un obbligo per il benessere delle istituzioni repubblicane. Dalla stampa si ha notizia che anche alcuni membri del Consiglio superiore del Beni culturali hanno dato le dimissioni e altri stanno per darle. A questo punto mi sembra doveroso che ci sia una presenza autorevole sollecitata da popolo del web, come usano dire i giornalisti della carta stampata, invidiosi della concorrenza dei blog per paura di perdere il monopolio dell’informazione. Ebbene è il momento che il prof Muratore sia nominato nel Consiglio superiore dei Beni culturali per i suoi meriti accademici e per l’amore verso la storia e il paesaggio italiano. Proviamoci!