Walter, Chicco e Mario … al teatrino del Pincio …

Danilo Nuccetelli che, come noi, ha un’idea della politica piuttosto fuori moda, …
e che conosce assai bene e dall’interno la situazione romana ci da un’immagine cruda, ma realistica della situazione ambientale che, protagonista il trio infernale, ha portato agli ormai tragicomici eventi pinciani …

“Se uno dice che bisogna costruire un parcheggio per togliere di mezzo le macchine dalla strada e a pochi metri ce n ‘è uno vuoto le persone normali pensano che sia necessario l’intervento dello psichiatra.
Se uno dice che bisogna costruire un parcheggio di 726 posti per togliere di mezzo le macchine dei 30.000 abitanti di un quartiere le persone normali pensano che bisogna ricominciare dall’aritmetica.
Walter, Chicco e Mario no,non ci arrivano.
Per leggere delle cose sensate tocca sorbirsi Sandro Bondi.
Oh, non dimentichiamoci che Di Carlo è quello che definì le multe alle auto in doppia fila “accanimento terapeutico”.
Chissà cosa avrebbe detto se fosse stata sua nonna la poveretta che morì bruciata viva in via della Croce perchè i pompieri non potevano passare per le auto in sosta selvaggia.E’ facile che ne avrebbe fatto un cavallo di battaglia a sostegno della “più grande operazione urbanistica di sempre”(Walter): il salvifico parcheggio del Pincio.
Li ho conosciuti da vicino: sono stupidi.
Così innamorati di se stessi, così autoreferenziali, così arroganti da diventare completamente stupidi.
Adesso sono anche dei morti viventi, politicamente parlando.Tenuti in vita artificialmente.Qualcuno stacchi la spina. Vadano a godersi in Africa le plusvalenze degli immobili di proprietà pubblica acquistati in saldo, i diritti d’autore dei best sellers diventati tali per l’affetto di imprese amiche, le pensioni da parlamentari e i proventi delle macellerie eque e solidali.
Vadano dove gli pare ma vadano, altrimenti il destino di questo paese sarà quello del partito unico berlusconiano.”

D.N.

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11 Responses to Walter, Chicco e Mario … al teatrino del Pincio …

  1. pinello berti ha detto:

    Mr. Danilo Nuccetelli,
    Mi spieghi con cifre la Sua aritmetica: TRENTAMILA veri residenti intorno al tridente non esistono da molti decenni, altrimenti l’autorimessa sotto il galoppatoio non risulterebbe sotto-utilizzata, come sostiene.

    pinello berti
    Campiglio, alpi del Brenta

  2. Danilo Nuccetelli ha detto:

    Berti,faccia un piccolo sforzo,vedrà che i conti saranno chiari anche a lei.Oppure provi con il pallottoliere.Cordialità.Danilo N.
    P.S.:Ci risparmi, per favore, le sue locations.Almeno a me fanno crepare di invidia e non è giusto!

  3. isabella guarini ha detto:

    A seguito della ricostruzione post-erremoto ’80 è stato costruito un parcheggio multipiano in Via Brin a Napoli, per la sosta degli stanziali, da cui è possibile raggiungere il centro facilmente con i mezzi pubblici. Ma non vi sono i risultati attesi, perché non è impedita la sosta delle auto almeno per un raggio di cinquecento metri, nè controllo della sosta abusiva e dei divieti. Inoltre, l’errore madornale è stato quello di istituire le strisce blu nella zona centrale ad libitum vanificando la funzione del parcheggio periferico. Anche nei pressi di un altro parcheggio sotterraneo, in Piazza San Francesco, non si è riusciti a liberare le strade dalla sosta dei furbi e dei pigri. Il fenomeno si riproduce in cerchi concentrici senza soluzione di continuità. Inoltre, annoto che la gestione dei parcheggi sotterranei è costosa e problematica per la sicurezza. Rientrare di notte un parcheggio sotterraneo è un’avventura da cui non si sa come si esce. La stessa questione riguarda le metrpolitane che, dopo le sette di sera, sono impraticabili. La novità di oggi sarebbe quella di saldare la progettazione architettonica e urbanistica alla efficacia gestionale, specialmente per le opere pubbliche. Non è un caso che le opere d’arte contemporanea nelle stazioni della Metropolitana di Napoli hanno bisogno di costosi restauri ad appena qualche anno dalla inaugurazione.

  4. Mirella Belvisi ha detto:

    Caro Danilo, sei grande, In questo nostro disastrato paese ci vuole molta ironia
    per sopravvivere. In tempi preistorici, oggi molto contestati, si diceva ” una risata li seppellirà” – Oggi per seppellirli occorre invece più informazione e
    mobilitazione da parte dei comuni cittadini.
    E’ incredibile il silenzio delle forze politiche di sinistra( in realtà dei loro dirigenti) che continuano a piangersi addosso per avere perso le loro poltrone. Sono le stesse persone che ti hanno fatto fuori dal Municipio del Centro storico perchè eri l’unico che denunciava gli abusi edilizi da qualsiasi parte venissero.
    Sentiamo la tua mancanza. Mirella

  5. federico ha detto:

    Caro Professore,

    le posto il comunicato sul pincio appena uscito sulle agenzie…e si il pincio si salverà sara la riprova che come scriveva Tolkien “Tale è il corso degli eventi che muovono le ruote del mondo: che sono spesso le piccole mani ad agire per necessità, mentre gli occhi dei grandi si rivolgono altrove…” un saluto federico

    ROMA: MOLLICONE E DE PRIAMO (PDL), SU PINCIO SCELTA CORAGGIOSA DI ALEMANNO =
    ‘FUMMO I PRIMI A SOSTENERE IPOTESI GALOPPATOIO’

    Roma, 7 set. – (Adnkronos) – “Quella del sindaco Alemanno e’ una scelta coraggiosa che riafferma il primato della politica sulle scelte urbanistiche della citta’. Un primato che era stato umiliato con Rutelli e Veltroni condizionati fortemente dalla tutela di interessi particolari. Siamo orgogliosi come Pdl di essere stati i primi, facendo esprimere un parere contrario, insieme alla verde Santolini e al radicale Staderini, alla Commissione urbanistica del centro storico, quando ancora governava Veltroni”. Lo hanno dichiarato Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura del Comune di Roma e Andre De Priamo, presidente della Commissione Ambiente della capitale.

    “E gia’ allora emerse chiaramente che la cosa piu’ sensata fosse l’ampliamento e la riqualificazione del parcheggio del Galoppatoio – proseguono Mollicone e De Priamo – Ora auspichiamo che le Sovraintendenze, in piena autonomia, facciano il loro lavoro, che consiste nel tutelare i beni archeologici della citta’ prima di ogni altra cosa. Per quel che riguarda gli interventi polemici di Morassut e Marroni rispondiamo che se avessero voluto risolvere il problema del traffico in 15 anni di centrosinistra avrebbero potuto seguire la proposta presentata nell’ambito del piano regolatore dall’allora capogruppo Marsilio che prevedeva di trasformare i casermaggi, in accordo con il Ministero della Difesa, e gli edifici in disuso che circondano il centro storico, via Labicana, Castro Pretorio, Via Cavour, etc, in parcheggi e servizi come accade nelle maggiori capitali europee”.

    “Proporremo al sindaco, agli assessori competenti e al delegato Gasperini di predisporre insieme un ‘Piano speciale mobilita’ e sosta’ per il centro storico – hanno concluso i due consiglieri del Pdl – che le precedenti giunte non hanno mai realizzato se non con interventi parziali, ideologici e speculativi come quello del Pincio. Infine, a chi ci accusa di essere il partito del non fare rispondiamo di essere, al contrario, il partito della bellezza e della modernizzazione. Un deciso si’, pertanto, alla metro, alle infrastrutture, alle nuove opere a patto che vengano realizzate con concorsi e appalti trasparenti orientati dall’amministrazione da linee guida a tutela dell’impatto e della coerenza urbanistica del contesto. E’ troppo difficile da realizzare per qualcuno? Allora, facciano loro un altro mestiere”.

  6. massimo mazzone ha detto:

    in pratica, o si fa un parcheggio veramente fuoriluogo, o si mettono l’ascensore e la pista “temporanea” al colosseo per i concerti dei vip, o si demolisce il velodromo o si costruiscono l’ara pacis o l’auditorium o il MAXXI, poco cambia da “fantasmi a roma” o da “c’eravamo tanto amati” …sempre le solite luride “mani sulla sulla città”… perfino i cinematografari s’enerano accorti 40anni fa…la biologia, ci salverà?

  7. Pasquino Pasquinelli ha detto:

    Egregio Sig. Berti,
    noto con piacere il suo voler segnalare SEMPRE E COMUNQUE, all’orbe terracqueo, il luogo d’elezione delle Sue sudate vacanze. (Orbe terracqueo che, per inciso, una volta messo a parte del luogo delle Sue sudate vacanze potrebbe rispondere, accompagnandolo con un’eloquente ipotiposi digito-interrogativa, un soave “Chemmefrega?!?!”) Ora, se permette, un po’ di aritmetica (o, forse, un sillogismo) vorrei fargliela io: nel Suo intervento, mi par di capire che Lei difenda lo SVENTURATO “porcheggio” del Pincio…ORBENE, strenui difensori del succitato abominio siete rimasti in pochi, per lo più ricchi e “a la page” col sistema di potere creato dai vari “wa(l)ter, chicco e mario”..sistema di potere, beninteso, che ho FELICEMENTE contribuito a SMANTELLARE, col mio voto…ebbene, tutti costoro, alla faccia del “popolo bue” cui hanno la faccia tosta di chieder voti, fanno spessissimo vacanze da sogno (pagate dal popolo bue, nda). Ergo, appoggiando Lei, al pari della succitata terna, l’abominio di cui sopra, se tanto mi da tanto (tanto per chiudere il mio sillogismo) sempre Lei, Sig. Berti, è fatto della MEDESIMA PASTA della succitata terna e, per tale motivo, NON GODE della mia stima. (chissene, risponderà Lei…ma, personalmente, l’ho voluta “mettere a parte” di un mio personalissimo pensiero…non me ne voglia…).

    Pasquino.
    Portofino, ormeggiato in rada, fronte “Bar Jolly”, Mar Ligure

  8. Manuela marchesi ha detto:

    Insisto sempre e ancora: la questione Pincio non è una questione di schieramenti politici, di colore e, peggio, di affezione al partito di appartenenza.
    Non ho votato Alemanno (..e tre che lo dico…) e non ho votato Rutelli, ma ho dato il mio voto a sinistra. Ciò detto, mi è cara la salute di un bene irrepetibile come il Pincio, e come anche di altre situazioni (vedi Pavia) che meritano di essere rispettate. Conosco poche realtà, e quelle che conosco mi sono a cuore, figurarsi il Pincio! Così quando leggo le parole di Alemanno o i pareri del ministro Bondi o la bella lettera al Corriere di Vittorio Sgarbi, ebbene io sono contenta perché sento odore di obbiettività nel considerare la faccenda.
    E del resto mi incazzo quando alcuni giornali autorevoli (vedi Repubblica) riducono il dibattito a canzonella, a mero antiveltronismo facendoci sopra dello spirito di patate. Non è così che si aiuta la sinistra a crescere sana, non è così che si esce dal momento, lungo, critico, di offuscamento politico.
    Autocritica senza autolesionismo, quella si che sarebbe benvenuta da chi ne ha piene le tasche di anni di autoincensamenti e di assoluti divieti di critica.
    “Se facciamo critica interna finisce che della critica se ne avvale Berlusconi, che ritorna!” Eccolo ritornato, il Cavaliere. Ecco cosa ha prodotto il fare sciocco quadrato intorno a un progetto di città alla Disneyworld, (vedi Marco d’ Eramo nel 2004 su “il Manifesto”), un progetto incongruo per una città come Roma che non soffre di poca visibilità tanto da dover essere reclamizzata e sponsorizzata a vanvera!
    I tanti posti di lavoro creati coi Mangifici, con le gelaterie, con una liberalizzazione fantasiosa del commercio, sono specchi per rintronate allodole perché nascondono lavoro in nero e, fatto ancor più grave, infiltrazioni malavitose che sguazzano senza gran controlli in questo mare di commercio sbandato.
    Tornando al Pincio, è il Pincio e la città tutta a chiedere rispetto e tutela, al di là di qualunque appropriazione politica.

  9. franco di monaco ha detto:

    Egr Prof Berti,
    finalmente qualcuno, su questo blog, pone l’accento sul tono “professorale” (certo, è Docente…) delle sue risposte: spesso piene di “spocchiosa arroganza”, quella di chi preferisce – alla densi-tà (ta, ta ra ta ta…..iamme iamme ià. Come vede riesce anche a me, il suddividere in sillabe le parole; il risultato è meno efficace del Suo…sa i miei docenti di “riferimento” erano altri……) dei contenuti – anteporre, nelle risposte, il distacco, pseudo-intellettualistico, di Colui che sta un “gradino” al di sopra.
    Aggiungo – in riferimento alla Sua risposta sull’uso dell’aggettivo pieno, da Lei, in preda ad una sfrenata voglia di giustificare un neologismo, utilizzato come verbo (ricorda “PIENARE”, da Lei assimilato al verbo, in questo caso sì un verbo, riempire) – che, proprio durante questo fine settimana, durante un mio “viaggio” (come vede, viaggio anch’io…) per visitare e documentare le Ville Medicee, nei dintorni di Firenze (ricorderà sicuramente dai Suoi studi…), mi sono intrattenuto con uno studioso dell’Accademia della Crusca (ricorda, ha sede all’interno della Villa di Castello): una persona amabile, aperta all’introduzione, nel linguaggio comune, di nuoivi termini, anche di origine francese o localismi meno diffusi; ho sottoposto la Sua interpretazione……..agettivo-verbo, ho provato a ricordare (andavo a memoria, non viaggio ancora con Le sue risposte via e-mail, ma provvederò presto…) la sua citazione tratta dalla motivazione del Nobel…Pensi alle risate che si è fatto lo studioso, aveva da ridire anche sul Nobel per la letteratura, si figuri rispetto alla Sua fantasiosa interpretazione (errore da “matita blu)
    La ringrazio per l’attenzione.
    Saluti
    FdM
    Pienza, (Corsignano), Città ideale, Palazzo Piccolomini

  10. sergio 1943 ha detto:

    Se la città, più che chi si é opposto al parcheggio pinciano, l’avrà vinta in questa…e chiamamola, battaglia! possiamo sperare che Roma venga finalmente considerata per quello che é: non un’intoccabile città-museo ma una conurbazione dal cuore antico che deve essere “conservato” e, quando necessario, “risanato” evitando di sottoporlo a “rinnovamenti” che costituiscono solamente omaggi alla megalomania, presunzione e incultura. Perchè questo avvenga la premura di chi amministra questa città deve essere, più di ogni altra cosa, la costante attenzione alle esigenze e al riordino della parte più recente di questo enorme territorio. Se sapremo gestire la megalopoli, ridistribuendo e ricollocando funzioni, ricucendo il costruito più recente, salveremo e faremo vivere modernamente anche la polis ovvero l’urbs…insomma, quella parte che chiamiamo “Città eterna”. E’ necessario fornire risposte che nascano prima con il contributo essenziale ed onesto, non legato alla difesa di caste e congreghe,degli operatori intellettuali (gli archeologi facciano gli archeologi, gli urbanisti gli urbanisti, gli architetti gli architetti), poi con il necessario apporto delle capacità tecniche dei nostri costruttori che, pur avendo anche loro il diritto di esprimersi, debbono evitare di volersi sostituire, prevaricare o indirizzare, con la forza del loro potere economico e delle loro manovre lobbistiche, gli amministratori politici, anche quando abbiano contribuito alla loro elezione. Così Roma può tornare ad essere la capitale-madre delle capitali europee. E’ un programma di lungo corso ma se, al di là di logiche e opportune differenze tra le forze politiche, si terrà sempre conto della responsabilità verso l’Urbe e verso l’Orbe e della delicatezza con cui l’architettura può e deve essere matrice di questa visione, vorrà dire che la Ragione, come dice Benedetto XVI, é ancora la guida dell’uomo.
    Fine di questo, forse sconclusionato, pistolotto e della retorica profusa a piene mani, della quale ancora mi scuso.
    Sergio,
    Roma, “Villa De Santis”, fronte Mausoleo di S.Elena, detto anche “Torpignattara”, chiamato anche dai cafoncelli “Torpigna”

  11. manuela marchesi ha detto:

    Gentile Professore,
    ho appena letto il Suo articolo “La difficile tutela del moderno” pubblicato in “Palladio” n°. 34 luglio-dicembre 2004. E’ appassionante e attuale come mai in questo frangente del Pincio.
    “Bianco, abbagliante, un vastissimo open space con le tipiche linee geometriche ed essenziali, con gli ampi finestroni a giorno che bombardano l’interno di luce e si affacciano sull’orlo di Manhattan, a due passi dal fiume Hudson.”
    Parole di Rutelli da Lei riportate nel saggio di cui sopra, e che mi fanno capire a chi devo imputare la manìa dell’abbagliare, delle spianate oceaniche, del vuoto sterilizzato, anzi, del nulla, ché il vuoto di suo è adatto a riempirsi…

    Perla nera: Andando alla mostra di Prouvé ho fatto un giro con mia figlia anche nella sezione dei ritrovamenti, dove ho visto dei calchi in gesso che gridano vendetta.
    Anche uno studente del 2° anno di Liceo Artistico è capace di fare meglio, sà che il gesso deve essere versato nell’acqua spargendolo con le mani e facendo attenzione che non si ingrumi; poi si fa posare quel poco tempo che serve all’assorbimento e poi, finalmente, si passa sull’originale che, prima dell’operazione, è stato opportunamente isolato con sapone o altro ingrediente.
    Tutto questo preambolo (pippone…) per dire che i gessi che ho visto laggiù sono grumosi, hanno evidenti bolle d’aria che, pur se piccole, sono visibili e “intontiscono” le sculture. Ma a chi dànno gli incarichi? e poi sanno per caso controllare il lavoro fatto, o confidano nell’ignoranza della gente?
    Un saluto.

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