Velodromo Eur … come Versailles …

Si legge, tra le altre amenità, sul sito dell’Eur spa alla voce:

Riconversione e riuso funzionale dell’area dell’Ex Velodromo Olimpico”: …
“ … il processo di riconversione e riuso funzionale dell’ ex Velodromo Olimpico è stato concordato insieme all’amministrazione capitolina e formalizzato nel 2003 in un Accordo di Programma tra Comune di Roma e Regione Lazio, adottato con Decreto del Presidente della Regione Lazio 3 agosto 2007 n. 525, approvato sempre nel 2007 all’unanimità dal Consiglio Comunale e pubblicato sul BURL il 20 settembre 2007. A tal proposito si ricorda che lo strumento dell’Accordo di Programma tra Comune, Regione e Municipi, ha una valenza vincolante, che consente di realizzare nuovi progetti di interesse pubblico e privato, contemplando anche la realizzazione di interventi di interesse strettamente pubblico connessi agli stessi. Si ricorda che l’Accordo di Programma per la trasformazione dell’area del Velodromo ha seguito una procedura di piena trasparenza, prevedendo espressamente la demolizione e la ricostruzione filologica. Nella fattispecie dispone “interventi di demolizione e di nuova edificazione anche totali”. Così accade normalmente per i più importanti monumenti, come ad esempio è avvenuto per Versailles. Si ricorda che il Velodromo dell’Eur non è da considerarsi un’opera monumentale, dal momento che fin dal 2006 la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Roma ha rilasciato il nulla-osta per la realizzazione del nuovo intervento di trasformazione, dichiarando che l’impianto non ha caratteristiche tali da rivestire un interesse monumentale e auspicando il recupero della sola idea progettuale del bene.
Proprio per questo EUR SpA con il Comune aveva istituito una Commissione paritetica tecnico-scientifica per redigere le linee guida da imporre come requisito fondamentale per l’aggiudicazione del bando di progettazione. Nonostante questi accorgimenti ed in aperto contrasto con il parere precedente, tuttavia, la Soprintendenza Regionale il 16 aprile u.s. adottava un provvedimento di dichiarazione dell’interesse culturale di taluni residui manufatti del complesso, notificandolo successivamente alla proprietà il 28 maggio. A dirimere la questione, il 15 luglio u.s., è intervenuto il decreto a firma del Direttore Generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che, a seguito di ricorso gerarchico, ha stabilito che il Velodromo è, come è sempre stato, ad ogni effetto libero da qualsivoglia vincolo.
E’ bene sottolineare che il processo di trasformazione dell’area dell’Ex Velodromo Olimpico manterrà inalterato lo skyline dell’Eur. Il progetto vincitore, infatti, proprio come richiesto dal bando, non potrà modificare in alcun modo l’idea progettuale originaria. Verrà infatti conservato il segno dell’invaso, l’andamento curvilineo della gradinata, il percorso anulare di coronamento con la gradinata stessa, l’involucro del fabbricato della tribuna principale ed il tracciato del corsello.

Così come definito dalle linee guida elaborate dalla Commissione tecnico-scientifica del concorso di progettazione, il nuovo progetto ripropone in chiave moderna l’edificio della tribuna principale, la pensilina e l’impianto a terra dell’edificio originario, prevedendo altezze massime non superiori a quelle dell’ex Velodromo Olimpico.” …

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7 Responses to Velodromo Eur … come Versailles …

  1. filippo de dominicis ha detto:

    ACCORDO DI PROGRAMMA

  2. filippo de dominicis ha detto:

    vergognosi cazzari, non ci sono altre parole.

  3. manuela marchesi ha detto:

    Soldi per soldi, appalti per appalti, e concessioni perfide per perfide concessioni, anche ristrutturandolo, il Velodromo sarebbe stato sempre un mezzo per soddisfare la fame degli ingordi, e per distribuire incarichi a chi di dovere… Ma dimentico che, oltre alla speculazione e alla distribuzione di benefici e di ” do ut des”, c’è anche la perniciosa tigna di voler lasciare un segno nella città, un segno del proprio mandato amministrativo, costi quel che costi (e si intaschi ciò che si deve, fosse anche solo l’ ignorante consenso della gente).
    Il mito della modernità, dell’eclatante, dell’Opera Magna e, in questo caso, del benessere, il “Centro Benessere” con tutte le comodità di cui usufruirà chi ha soldi da spendere…Il Velodromo è ancora un’occasione per ricordare, ancora una volta, che la nostra contemporaneità deve avere gli occhi per vedere che sono finite le “magnifiche sorti e progressive” della modernità, della fede cieca nella tecnica e nella tecnologia.
    Intanto le speculazioni mascherate da “riqualificazione”, da sortita culturale, continuano a fare danni su danni: ora è toccato al Velodromo, prossimamente potrà essere, per esempio, quello stupendo caseggiato di via della Penitenza e il terreno adiacente ridotto a deposito di generici materiali, e già salito alle cronache anni fa per una poco chiara vicenda di proprietà o competenze.
    La forza della speculazione non vede in faccia nessuno, nemmeno le più autorevoli e disinteressate proteste. La speculazione assume l’abito di sicurezza, di vivibilità, di “tempo libero” che prevede un abbigliamento “casual” (si legge “chescgiuol”…) appigliandosi anche al degrado da sanare: per anni e anni, per esempio, il Mausoleo di Augusto è stato lasciato nel più totale abbandono, con parapetti sostituiti da tubi Innocenti, con gradini sbreccati, con una sporcizia che neanche portarci i cani la mattina, come si era fatto sempre…Così l’intervento in atto si è messo il vestito del “recupero dal degrado insostenibile”. A suono dei soldi di tutti arriverà un’altra spianata infuocata, abbagliante e inospitale. Ci sarà un altro museo, visto che Roma ne difetta, e magari anche l’ennesima caffetteria, che fa tanto figo.
    Anche se poco si può contro certi poteri forti e ignoranti, almeno la consapevolezza di come stanno le cose, per piacere!

  4. andrea ha detto:

    vedremo che capolavoro architettonico ed urbanistico ci proporranno i soliti speculatori !!!!

  5. maria grazia ha detto:

    Solo all’Eur una manica di ottusi conservatori vorrebbe far rimanere il quartiere agli anni cinquanta dopo decenni di immobilismo .Le altre capitali europee ,come Parigi, Londra e Barcellona,hanno saputo rinnovarsi.Speriamo che il rinnovamento iniziato possa proseguire sfruttando le grandi potenzialità del quartiere.

  6. andrea ha detto:

    Questi “ottusi conservatori”, tra i quali a questo punto ho l’onore di annoverarmi, anzi ci tengo proprio, ritengono che forse più “illuninati progressisti” si dovrebbero rendere conto di quanta periferia oscena, priva dei servizi più elementari hanno generato i governi di Roma nel dopoguerra in una con le caste di palazzinari ed immobiliaristi, e che forse sarebbe il caso di iniziare da lì il vero rinnovamento di una città, un tempo fra le più belle del mondo, piuttosto che ululare sempre contro un presunto “degrado” dell’EUR. Invece sembra che tutti gli “illuminati” siano mossi da un irrefrenabile impeto di ridisegnare l’EUR. per trasformarlo in una specie di Disneyland! Basta quartieri dormitorio ! Tutti in strada a ballare ed a scorrazzare fino all’alba ! ….tanto a sud della Padania lavorano così poche persone.
    L’EUR, fino a qualche mese fa era ancora una delle zone più belle e vivibili di Roma, modello di architetture ed urbanistica, piena di verde e di spazi a misura d’uomo e di bambino.
    Chissà, gli “illuminati progressisti” avranno gioito nel vedere spuntare il colosso di Euroma2: anche questa è riqualificazione, vero ? Certo in un anno è spuntata come per incanto una viabilità faraonica a servizio della cattedrale del consumismo. Si dirà che comunque (finalmente ed incidentalmente ) è stato realizzato un utile collegamento tra Laurentino e Torrino, al quale nessun urbanista aveva mai pensato. Solo mi domando come mai da oltre dieci anni, il vicino polo oncologico Regina Elena/San Gallicano, visitato quotidianamente (ahimè) da migliaia di mesti individui, in una condizione non invidiabile, non ha visto realizzare un minimo di adeguamento della viabilità afferente, ancora quasi di tipo rurale (prego percorrerla nelle giornate di pioggia)? Ma probabilmente chi non abita da queste parti ed ama fare shopping e vedere Roma con gli occhi incantati del turista benestante (ma progressista), per poi lanciarsi in arditi paragoni con altre metropoli, può anche sorvolare sui problemi della mobilità del quadrante sud (pensa: ti pare che non ci ha pensato il piano regolatore, dopo che lo abbiamo atteso per quaranta anni ?).
    Complimenti, questi sono veramente interventi prioritari per la città, come grida in coro la manica di gente “sveglia” (se si vuol fare business)!

  7. memmo54 ha detto:

    Benedetto Immobilismo !!!
    Santa Ignavia !!!
    Ci ha evitato centinaia di “capolavori” degli anni 50-80 di fronte a cui ora saremmo costretti a sorridere imbarazzati ( …quando non a viverci dinnanzi ! ..)
    Ora ci toccheranno, inesorabilmente, le esercitazioni di tardi epigoni che vorranno mostrarci la loro particolare interpretazione del dramma della modernità, dello straniamento, sogni turbati e cuori infranti …
    C’è, sinceramente, da rimpiangere i vecchi Dc che scherzavano coi fanti ma lasciavano stare i santi.
    Permettevano, a Sacripanti, di giocare con le matite ed i pennarelli… e si guardavano bene dal realizzarne le allucinazioni !
    Altri tempi …altra classe politica…

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