C’era una volta … l’Architetto … col camice bianco …

commenta Sergio 1943 … a proposito di effetto Fuffas: …

“Com’era bello una volta, Bikila, fare il mestiere d’architetto! Si entrava la mattina a studio e, come un dottore, un dentista, un ingegnere ci si metteva un camice bianco, si pulivano i pennini e si cominciava a disegnare. Come un dottore, un dentista, un ingegnere non ci si credeva di essere un essere superiore, un artista ma soltanto un onesto lavoratore con le sue proprie specifiche. Se poi, armati di buona volontà, di quello che ti aveva trasmesso la Scuola e di qualche necessaria intuizione, riuscivi a fare qualcosa di soddisfacente questo era premio a sè stesso. Come un dottore, un dentista, un ingegnere riponevi, dopo le tue oneste otto ore di lavoro, il tuo camice non più tanto bianco e venivi salutato con rispetto dall’edicolante dove compravi il giornale della sera. Oggi, o sei una starlette vestito tutto di nero, come un imbolsito Ives Montand “de noantri”, oppure tutti, clienti quando ne trovi uno, titolari di studio quando con sufficienza ti fanno entrare al loro servizio, possono dirti come il Marchese del Grillo:”Io so’ io e voi nun siete un cazzo!”

grazie Sergio …

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13 risposte a C’era una volta … l’Architetto … col camice bianco …

  1. Cristiano Cossu ha detto:

    Grazie Sergio!
    Mi è venuta in mente la famosa foto dei BBPR tutti in camice bianco e matita in mano…

  2. andrea di loreto ha detto:

    e Sergio ha perfettamente ragione…
    ormai il denaro ha sostituito tutti i valori… …purtroppo.

    Ci sarebbero anche altre frasi, oltre a quelle del marchese del Grillo…
    del tipo:
    “Perchè le cose vanno fatte come vanno fatte!” …che non significa proprio niente…

    “E’ giusto che vada avanti (vadi…) chi sa lavorare”… e normalmente è il raccomandato (mafioso) di turno che lo dice…

  3. emanuele arteniesi ha detto:

    Esiste una fantastica foto di Gio’ Ponti a lavoro sul cantiere della cattedrale di Taranto. L’enorme intelaiatura in cemento armato sullo sfondo e l’architetto con cappotto e colbacco che disegna assorto seduto a un tavolone

  4. zille ha detto:

    Non capisco,…….camice bianco?…….a quale periodo storico ci riferiamo?
    I camici bianchi o neri venivano uasti un tempo nei uff. tecnici dai progettisti meccanici delle grandi aziende, oggi nemmeno loro li utilizzano + ,……..non mi risulta che gli arcvhitetti abbiano mai usato camici bianchi,………..come non mi risulta che gli architetti di oggi siano tutti vestiti di nero a parte fuksass, Libeskind e Ando………ma mi sembra una esigua percentuale nel panorama mondiale.

  5. pasquale cerullo ha detto:

    Oltre l’immagine del camice, che Sergio ha fissato per farla coincidere con la democrazia del mestiere, resta una questione di uomini. Che un tempo ci fosse più abnegazione e rigore è un dato, ma l’umiltà dinanzi al lavoro altrui, la differenza limitata solo all’esperienza, e non all’arroganza del potere, non sempre, era/è prassi di vita.

    ps
    se si disegnasse con gli antichi pericolosi pennini, Fuffas potrebbe lo stesso fare a meno del camice bianco, nero su nero la macchia di inchiostro non si vedrebbe.

  6. isabella guarini ha detto:

    Non ci posso credere. Ho appena sentito dalla tv che il neo -Sindaco di Roma Gianni Alemanno ha dichiarato che la teca di Richard Meier sull’Ara Pacis verrà rimossa. Aggiungerei anche l’ascensore del Vittoriano.

  7. Bikila ha detto:

    Grazie… cerco di immaginarmi questo studio, i camici…e magari una vecchia radio che trasmette bandiera gialla… forse è l’immagine che aveva mio padre quando mi sono iscritto ad architettura, forse i primi anni anche io avevo la stessa immagine, poi all’università piano piano mi si aperto un mondo non ho avuto il coraggio di tornare indietro o forse ne ho avuto troppo per sfidare il mondo a cui andavo incontro, cercherò comunque di fare sempre quello in cui credo, schiavo di nessuno.

  8. Danilo Nuccetelli ha detto:

    a belli! nun fate miscujo cò ll’anni d’oro dell’età vostra e ll’anni d’oro der mestiere vostro. li tempi sò cammiati, fatece li conti.
    (chiedo scusa per l’utilizzo della lingua ufficiale del blog senza autorizzazione)

  9. Danilo Nuccetelli ha detto:

    post scriptum:rosicate de meno

  10. zille ha detto:

    Insomma questo camice bianco coincide con la democrazia del mestiere,…….un architetto che lavora otto ore al giorno e poi si toglie questo fantomatico camice bianco non sarà mai un Architetto ma solo un utile impiegato tecnico,………mi viene in mente libeskind, lui è paladino di una architettura libera e democratica in realtà per produrre tutto questo si avvale di una rigida struttura gerarchica quella del suo studio dove lui è leader assoluto tutti gli altri buoni architetti utili ma sostituibili,……questa è l’architettura di oggi: potere!

  11. emanuele arteniesi ha detto:

    a Danilo. Guarda com’è andata a Mick Jagger… Cantava: Time is on my side…
    nun te fidà. Fanne de più de miscui

  12. eduardo Alamaro ha detto:

    Simpatico Sergio ’43. Simpatici i suoi dentisti-architetti che disegnano protesi madeleines. Non è vero, ma ci credo! Però, a pensarci bene, parcelle salate o leggere a parte, una differenza c’è tra i dentisti e gli architetti in camice bianco verginale: quelli, i dentisti, le mole e i canini cariati li levano ai pazienti. Noi perfidi e maledetti architetti, le mole e i canini cariati già in progetto, glieli mettiamo. Corrosivi canini edifici pieni di pus! E se no che sfizio c’è? Che sfizio c’è a scriverci su, sur p(l)us? Noi creiamo problemi, non li risolviamo, per definizione disciplinare. O no? Cari saluti. Eldorado
    P.S. … a proposito di architetti & dentisti, di camici bianchi e di parcelle salate: ma Pinello che fine ha fatto? Non lo leggo più su questo archi-teatro blog! E si sente la mancanza! Anche Isolabella la leggo un po’ stutata, negli ultimi tempi. Ma che succede? E’ il primo caldo, la primavera? Datevi sotto! Mi raccomando, più frizzanti! Ancora saluti alarchiwatch.

  13. RomaCogitans ha detto:

    Ah, che goduria! Queste polemiche mi mandano a nozze!

    Premesso che nutro molta stima per l’autore di questo blog, nei confronti della categoria degli architetti ho invece un profondo astio, che qui sarebbe lungo spiegare. Per questo, se posso permettermi di usare l’ospitalità del padrone di casa, rimando alla lettura di un paio di cose che ho scritto sul mio blog, la prima dedicata agli architetti urbanisti, mentre il secondo articolo è più strettamente legato ad un certo delirio d’onnipotenza alla “Fuffas” :)

    Se volete ne ho anche per gli ingegneri… basta scavare nel mio blog :)

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