dimenticando Venezia …
Eutanasia della critica, è il titolo di un piccolo libricino di Mario Lavagetto pubblicato l’anno passato per Einaudi e che ci è ricapitato sotto gli occhi, proprio in questi giorni, …
scherzi del destino …
proprio quando chiude la Biennale …
e le migliaia di pagine dei suoi ciclopici e inutili cataloghi scivolano pigre verso i depositi per poi … finalmente … approdare al macero …
Breve … sintetico … intelligente …
in un periodo di chiacchere stucchevoli e accademiche … illuminante …
Tra le altre, alcune considerazioni sull’editoria universitaria …
…” i professori universitari al momento di sottoscrivere incredibili “contratti” di pubblicazione che non prevedono alcun compenso (o, solo raramente, una mancia simbolica) si impegnano a garantire nel giro di due o tre anni l’esaurimento della prima tiratura o, in caso contrario, ad acquistare le eventuali giacenze. La macchina a quel punto si è messa in moto e il libro, finalmente, pubblicato, si trova inserito nei programmi di studio come obbligatorio. In tal modo accade che lo studente si senta raccontare a lezione quello che poi troverà puntualmente stampato: non conoscerà sul tema del corso che la voce del suo docente, non avrà alternative, non metterà a confronto punti di vista diversi, e talvolta conflittuali, e non si renderà conto della pluralità di letture che un libro può legittimamente promuovere e sollecitare. Gli sfuggirà uno dei principali elementi di fascino del testo letterario che consiste proprio nel non lasciarsi mai ridurre a una sola, omnicomprensiva e definitiva interpretazione …”
e altrove esorcizzando, in una riga sola. il malvezzo altrimenti esaperato ed esasperante dei tanti che dalla cattedra starnazzano a suon di altrui citazioni:
“ … la cultura di un individuo è fatta dai libri che ha dimenticato …”
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Accade spesso che i professori creino un piccolo monopolio su un corso estendendo la loro influenza ed i loro libri di testo non solo al loro canale, ma a tutti i canali della facoltà piazzandovi dei professori (assistenti) fantoccio … uno di questi (a Valle Giulia) trovandosi in difficoltà di fronte ad una domanda a revisione è stato in grado di rispondere…”Senti…io fino a qualche anno fa facevo il pilota d’ aerei…non me chiede come e perchè stò qua perchè non lo so manco io”. Ovviamente questi “professori” sono incapaci a tenere un corso (serio) così a lezione uniscono i canali, pur disponendo di due o più aule, stipando gli studenti come le bestie. Un modo decisamente creativo per evitare che gli studenti possano fotocopiare i loro libri è anche quello di colorare intere pagine con colori come il verde scuro, il rosso, il viola… oppure di stampare in bianco su campo chiaro; non è che non si debbano “tutelare” , ma anche chi compra l’ originale diventa cieco a leggere. E’ veramente patetico inoltre come, all’ inizio del corso, alcuni professori “tranquillizzino” gli studenti elencando tutte le loro pubblicazioni…di uno che ha scritto così tanto ci si deve fidare!! (aldilà di ciò che ha scritto) .