Dopo la via Novissima … “Case intelligenti in una città intelligente” …

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un nuovo “Rinascimento” … è alle porte …
parola di Paolo Portoghesi …

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e ci sono anche i cipressi … come in val d’Orcia …

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1 Response to Dopo la via Novissima … “Case intelligenti in una città intelligente” …

  1. Andrea Di Loreto ha detto:

    Effettivamente il prima, il durante e il dopo sono stati decisamente deludenti.

    E’ vero! La “Via Novissima” non è mai iniziata… però è finita! E’ finita per frattocchie e vignacce!
    La deriva “palazzinara” è addirittura fastidiosa, fa pensare ad una intera generazione finita nei centri commerciali e nei centri estetici a curarsi le ferite.

    Il sommo Paolo, “capo” di una generazione, s’incamminò in sella all’asinello, mentre noiantri tutti a piedi al suo seguito… e sulla via dell’agro romano, ci fermammo tutti alle “Porte di Roma”…
    Alla “Porta di casa” invece, ancora non ci siamo arrivati, con i prezzi che fanno da quelle parti poi, ma chi se la compra una casa?

    Intanto imperversa il sommo Fuksas, apostolo apocrifo di Derrida e Eisenman, che partendo dalla profonda constatazione che nel secolo passato si è costruito troppo (anzi troppissimo, secondo lui), ci dice che nel nuovo millennio sarà meglio decostruire, ingannare il paesaggio… e quindi, nuove e radiose architetture leggere e mutevoli nel tempo…
    e se poi queste architetture crollano da sole (ed è successo pure quello), fa tutto parte della leggerezza e della mutevolezza (ovviamente in questo caso si risparmiano anche i soldi della ruspa).
    “More ethics and less aestetichs” e… un sacco di altre fregnacce. Tanto pe campà.

    Nel frattempo la cura e il recupero della bellezza sono diventate una cosa seria, da approfondire adeguatamente… sempre nei centri estetici!
    E i giovani ventenni di adesso, lo hanno capito subito! Tant’è che vanno dall’estetista prima ancora di invecchiare e di studiare, l’accademia lo impone, meglio prevenire che curare, ovviamente!
    Il centro estetico come culla della modernità… e all’università che ce vai a fa?!
    Che ci andassero i tutor a studià, co li sordi che se piano?!!

    Da quando poi gli architetti sono diventati pure divi e menestrelli, vige il rito canoro dell’Alè Ooh Ohh di ogni mattino… tutti in coro e intonati per non fare figuracce!

    Non si scherza mica su ste cose noi che siamo architetti-architutto,
    salvatori della tariffa minima e del prosciutto.

    Chissà, forse sarà il caso di lasciare a casa i capi e i capetti… una volta per tutte.
    E scusate la lunghezza.

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