CERVELLO FRITTO ALLA PROVENZALE …

faenza

“Muratorini di ieri oggi e dimani,

guardate a tiempo per so questo video ceramico anni cinquanta-settimana Incompagni che allegoVi: è una chicca, una checca: A Faenza il concorso delle ceramiche ...

In questo breve filmato “di regime” ascoltate la guida della voce democratica del commentatore.
Avverte il Pubblico del post Picasso-Tsun’ami a Vallauris che: “… le opere in Concorso (a Faenza) paiono ideate da un artista solo …”. Osservazione acuta: sono arti dis-applicate da un pensiero unico e da una fattura, frattura e frittura unica.
Fine delle differenze e dei luoghi. Cambel lotti ce lo giocammo al lotto!
E perdemmo Chini. Per cui, da allora imper versò lo stile “famolo strano”, famolo straniato e straniero.
Famolo pre-global. Facite ‘a famme e po’ … de-localizzatevi!!
A presto, a bene”

Eldorado

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3 risposte a CERVELLO FRITTO ALLA PROVENZALE …

  1. ELDORADO ha detto:

    Muratorini della domenica postpranzo, architetti della memoria a giornata 2013, un passo indietro, al 1933 (XI E.F.)!
    Dopo quello del 1953 segnaloVi un altro filmato d’Epoca a Faenza-fajance.
    Mi dispiace, pero-però: oggi solo musichetta!
    Non ha commento sonoro, infatti, questo bel giornale-luce dal titolo: “L’arte della ceramica presso la Scuola Regia di Faenza.”
    L’ho pescato smanettando in rete, in you tube. Se volete, fatelo anche voi. Consiglio d’amico.

    All’inizio del breve filmato (due minuti) sono dichiarate le condivisibili intenzioni didattiche:
    L’ARTIGIANATO ITALIANO / COME SI INSEGNA / COME SI LAVORA / ALLA REGIA SCUOLA.
    Rivedetelo più volte: è commovente e utile; per un’architettura umana, laboriosa e non boriosa: è una favola! Tutti vivevano (o parevano) felici e contenti modesti artigiani solidali, quando un brutto giorno del 1938 il governo dell’UNI (Uomo Nuovo Industriale) emanò le leggi razziali dell’arte: la Regia Scuola si allontanò così di botto e di brutto dall’artigianato e tralignò per la via dell’Arte concettosa: era nata (ab orto) la Ceramica Superiore, quella d’arte alta, era nato il Concorso di Faenza col suo pezzo unico e fuori serie Keramico. L’artigia-nato fu dichiarato Artigia-morto per legge, nel 1938!

    Fu l’inizio della fine: gli artiGiani e gli industriosi, gli art-ieri e i mani fattur-oggi, i ceramisti e ceramanti furono così (via via) presi casa per casa, rastrellati bottega per puteca, individuati e messi all’indice opificio per opelegis… furono presi e compresi dal dentro dell’Arte, dal complesso di inferiorità: dall’essere solo un tascurabile avanzo della Storia, una razza umana inferiore, da mondare, da lavare con Perl’Arte. Furono isolati e ben confinati … e finirono così (per questa via breve) nei forni a gas, con tutte le loro ceramiche d’uso del bel tempo che fu, fru-fru, cu-cu.

    Per non dimenticare, Eldorado

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