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Pubblicato in Architettura
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SOGNOTUSCOLANO …
… “Si è citato il Palazzetto dello sport. A tal riguardo voglio ricordare che esiste uno spazio a tre dimensioni nel quale viviamo. E’ inutile venire a dire che ci sono gli spazi a n dimensioni, di cui oggi, purtroppo, se ne parla a vanvera. Un edificio divide lo spazio a tre dimensioni in due sottospazi, sempre a tre dimensioni, uno interno e uno esterno. Si devono eliminare quelle condizioni che impediscono il normale svolgimento delle attività: l’acqua dà fastidio e così i rumori. La funzione della calotta è di eliminare rischi e pericoli. Essa nasce in uno spazio geometrico a tre dimensioni. C’è una gradualità quando si passa da corpi solidi, spazi a tre dimensioni, a superfici, spazi a due dimensioni, a rette, spazi ad una dimensione, quindi ai punti che costituiscono spazi a zero dimensioni. E’ necessario che gli estremi dei corpi solidi siano superfici, gli estremi di una superficie siano linee, gli estremi di una retta siano due punti. La copertura di Nervi scarica su unghiature e quindi su contrafforti circolari esterni fatti a cavalletto. Sulle riviste di architettura, all’epoca, sono riusciti a scrivere le cose più assurde, che si stenta a crederci … il tutu delle ballerine.
Questo è invece il necessario passaggio geometrico affinché la costruzione stia in piedi. Le unghiature, linee ad una dimensione, fanno da tramite di passaggio fra la superficie della calotta, spazio a due dimensioni, e i punti esterni dei supporti, a zero dimensioni.
Anche il Torroja, nel mercato di Algeciras, simile per dimensioni, ha adottato una soluzione simile definita “a cappello di prete”: c’è una tesa intorno, quindi l’intersezione della tesa con la calotta passa da due a una dimensione; infine ci sono dei punti che insieme costituiscono zero dimensioni.
Le strutture così realizzate sono geometricamente sane.
Bisogna chiarire un altro concetto fondamentale. Riferiamoci ad un sottospazio dello spazio a tre dimensioni in cui viviamo. Supponiamo che all’interno di uno di questi sottospazi si voglia realizzare un ambiente per concerti. E’ evidente che, in tale caso, è necessario che la superficie delimitante i due sottospazi (quello interno e quello esterno) debba essere tale da non permettere l’entrata di rumori dall’esterno all’interno oppure la fuoriuscita di suoni dall’interno all’esterno. Questa condizione deve essere tale da impedire fenomeni di eco e di risonanza. Ciò può essere ottenuto scegliendo opportunamente i materiali che rivestono le poltrone, le pareti ecc.” …
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“I problemi non sono difficili, è la nostra mente che li rende difficili, la perversione di certe persone”.
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“…Oggi non si ragiona più col cervello, è il difetto di un mondo che pensa di utilizzare solo i maledetti computer. Se un problema non si presenta uno non imparerà mai niente; non si presenta perché c’è la macchina che ce lo risolve. Ritorna sempre il solito giro!”.
A.M.M.
Da: “Le Tecniche Costruttive Antiche e Moderne
Due lezioni di Antonio Maria Michetti”
Testo inedito dattiloscritto …
Le lezioni del Prof. Antonio Maria Michetti
si sono tenute nell’Aula Magna della Facoltà di Architettura Valle Giulia,
il 5 e l’8 giugno 2007 a cura di Francesco Ciccarelli
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EFFIMEROLITTORIO …
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BAMBOLANUNC’E’NALIRA …
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