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Pubblicato in Architettura, Archiwatch Archivio
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OLEVANO TEDESCO …
Emanuele Arteniesi commented on: ATELIER APPENNINI … l’ultima di Pino …
Atelier Appennini manifesto – Atelier Appennini Atelier Appennini’s Videos
“Olevano Tedesco”
Pubblicato in Architettura, Archiwatch Archivio
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LA “BELLEZZA” … DELL’ITALIANO …
L’ITALIANO LINGUA NAZIONALE
ROMA, 21 LUG – “In pieno spirito riformista che contraddistingue il passato e il presente del socialismo italiano – ha affermato il senatore Fausto Guilherme Longo, capogruppo Psi in commissione Industria, Commercio, Turismo – il PSI rilancia l’idea del riconoscimento della lingua italiana in Costituzione. Parte oggi dal Senato, la raccolta delle firme necessarie alla presentazione del nostro Disegno di legge costituzionale per l’introduzione del riconoscimento e della tutela della lingua italiana come ‘ idioma ufficiale della Nazione’. Riteniamo che il riconoscimento della lingua ufficiale non possa che inserirsi come terzo comma nell’art. 9 della Carta. L’articolo che più di altri definisce l’identità e l’eccezione culturale italiana fondata sulla libera ricerca, la cultura e la bellezza paesaggistica, artistica e naturale.”
“Se ai tempi l’inserimento dell’italiano sembrò superfluo ai Padri costituenti – ha sottolineato il senatore socialista – oggi, il mutato ruolo degli organismi internazionali, la globalizzazione sempre più monoculturale e anglòfona, l’accesa conflittualità anche in materia linguistica tra le regioni italiane a causa della riforma del Titolo V, la messa ‘al bando’ persino sul territorio nazionale della lingua italiana come dimostra la vertenza del Politecnico di Milano (Università pubblica statale ), necessitino il richiamo alla Carta Fondamentale a quel ruolo primario di fissazione dei principi fondamentali sulle materie che possono essere controverse.” …
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Hyper-photo …
http://www.hyper-photo.com/hyperpano/vedute/index.html
Da Giuseppe Pasquali …
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MORTIFICANTE ZAVORRA … CHIUDERE L’ANVUR … PER SALVARE LA RICERCA …
Vale più’ una monografia oppure l’essere coordinatore a progetti Quadro europei? Ma il secondo dei due, è normale!
Carissimo Prof. Muratore
“Vorrei parlare di valori.
Questi sono tempi di Anvur e di Scopus nelle nostre Universita’. Come verrebbero valutati quegli ingenui di Zevi e Benevolo? Non c’è niente di piu’ noioso che soffermarsi su una tabella che contenga i numerini con gli indici per la ripartizione dei fondi di ricerca di Ateneo in un’ Universita’. Anch’io, snobistcamente, ho votato per l’approvazione della Tabella medesima. Che noia. Del resto sono della generazione che nell’Istituto di Critica Operativa vedeva il Direttore Bruno Zevi liquidare in gran fretta le noie con i numerini per passare a parlare prima possibile di Architettura. Poi purtroppo si impara che dietro
i numerini si nascondono la filosofia e i valori. Quale filosofia e quali valori! Essendo cinque il numero massimo dei titoli da considerare, se avrai all’attivo uno o piu’ articoli su riviste scientifiche di classe A, se avrai un contributo al convegno giusto, se sarai stato coordinatore di Progetti Quadro europei, avrai la sorpresa di avere l’attribuzione di indici i piu’ alti (e quindi piu’ fondi) rispetto all’autore di Libri a prevalente diffusione nazionale, presenti in almeno 5 biblioteche nazionali e pubblicati da editori presenti
nella lista Anvur. In parole povere ai tempi che corrono un articoletto di tre pagine, o un contributo di due valgono in termini di riconoscimento di fondi di ricerca più che un lavoro ben piu’ impegnativo in cinque libri. E pertanto cinque libri in cinque anni vengono valutati ancor meno che due articoli, due curatele, un contributo in un convegno. Capisco che tutto e’ relativo in base alla qualita’ che si è capaci di mettere in campo. Ma chi ha provato a scrivere cinque libri in cinque anni sa che quell’impegno è ben differente rispetto a quello di tre partecipazioni ad un convegno, a due curatele, ad un articolo in cinque anni. Dietro una curatela vuota ci si puo’ nascondere, dietro una partecipazione ad un convegno ci si nasconde, ma un libro vuoto è ben difficile farlo, confidando nella distrazione del lettore, o no? Ma questi sono tempi di Anvur e di Scopus nelle nostre Universita’. Come verrebbero valutati quegli ingenui di Zevi e Benevolo?”
Sandro Ranellucci
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L’IMPOSSIBILITA’ DI ESSERE “NORMALI” …
palazzi giardino e orti verticali contro le ferite del bombardamento
Il progetto per gli edifici sventrati nel 1943
solo nella Roma di Marino …
si possono pensare delle stronzate simili …
come è mai possibile che dopo settant’anni …
non si riesca a risolvere una banalità del genere? …
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BUREN … BURINO …
Per favore non italianizziamo Buren in ‘Burino’
“La storiaccia di La Spezia, ha almeno un risvolto positivo: si svolge a La Spezia e non altrove; né in Liguria, né in Italia. Diciamoci la verità, quando pensiamo alla città in cui sbocciò il genio precoce di Toto Cutugno il primo aggettivo eufemistico che ci viene in mente è: ‘sciatta’. E’ una delle città più sciatte d’Italia. Il perché è ovvio: è il prodotto della burocrazia. Oggi La Spezia ha, quindi, tutto il diritto di perseguire, con orgoglio e coerenza, la propria tradizione di sciattezza urbana. Le scelte di gusto vanno rispettate e incoraggiate, perché sono le uniche che contino davvero nelle questioni d’arte. All’apparato buro-social-democratico che governa la città piace quel progetto che fa schifo anche l’ultima casalinga di Voghera? Benissimo! Che se lo faccia realizzare. Infondo, il gusto è il modo più pacifico inventato dall’uomo per marcare il proprio territorio. E’ qualcosa di un po’ più articolato e complesso, ma di molto simile alla coazione a ripetere intrinseca a ogni canide maschio appetto spigoli, alberi, paracarri, ecc. Lasciamo dunque che il Sindaco Federici irrori di sciattezza urbana la sua povera piazza Verdi.” …
segue: Buren-Burino …
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