Gentilissimi Pietro e prof. Muratore,
vi allego un articolo che ho scritto oggi e che riguarda un discorso molto delicato e attuale
Ettore
Limitarsi allo Stop al Consumo di Territorio o promuovere la contrazione delle città
Gentilissimi Pietro e prof. Muratore,
vi allego un articolo che ho scritto oggi e che riguarda un discorso molto delicato e attuale
Ettore
Limitarsi allo Stop al Consumo di Territorio o promuovere la contrazione delle città
«La crisi del capitalismo occidentale
investe il mondo dell’architettura raccomandando sempre la stessa
ricetta: controllare i flussi d’investimento del settore. Ma che ne è a
queste condizioni delle scatenate fantasie spaziali dell’architetto
contemporaneo? Può lo stendardo ideologico del liberismo sfrenato
essere riconosciuto come finalmente esteso anche al mondo costruito? Si
può debellare un dirigismo economico orientato al bene comune in modo
che mai più inibisca e frustri quella creatività infantile che è stata
di tutti fino ai dodici anni ma di cui solo l’architetto è, a buon
diritto, il più alto rappresentante superati i sessanta? Solo
l’integrazione nel mercato della possibilità di realizzare i più
inutili giochi di volumi sotto la luce nel nome di un esistenziale
movimento dello spazio può favorire l’annichilimento di ogni possibile
noiosa prospettiva culturale e intellettuale ed estendere così anche
agli spazi pubblici quello spirito da entertainment che la cultura
televisiva ha assai proficuamente diffuso da venti anni negli spazi
privati».
Giorgio Muratore e Falso Cascioli
Compendio di
Genialità Volubile e normative di mercato delle Opere Pubbliche
Maggioli Editore, 2011, 152 p., ill., brossura, € 18,50
speriamo che il progetto di “valorizzazione” del gioiello di Adalberto Libera,
di cui avevamo parlato in occasione di un evento tenutosi nel cinema Volturno occupato,
possa distinguersi da quello che, solo pochi anni orsono (2007), era stato
presentato in occasione della prevista trasformazione della sala cinematografica in
sede della fondazione “Ennio morricone”.
Mancando i presupposti più logici (Rilievo scientifico, analisi storico archivistiche, etc…)
vorrei esternare una comprensibile (e spero condivisibile) preoccupazione.
Le immagini della conferenza stampa, la maquette stile Rue pigalle (con tanto di Peep Show),
la mostra evento allestita in un wine bar a margine della kermesse cinematografica romana, non fanno
presagire nulla di buono (parlo degli esiti dell’eventuale valorizzazione).
La sala cinematografica è considerata un mero contenitore di funzioni, eventi etc…
Molto più interessante il reportage pubblicato su Flickr poco meno di un anno fa dagli
stessi assegnatari dell’opera di Libera (om teathre).
Le immagini raccontano di un’opera quasi completamente perduta, da recuperare attraverso un attento
e difficile percorso di studio e lavoro.
Speriamo bene
saluti”
Marco Giunta
……………………………
Da quello che si può capire le preoccupazioni di Marco Giunta non sembrano affatto infondate …