
Da Sergio Marzetti: …
Caro Giorgio,
sempre a infastidire le persone! Mia figlia si comincia a preoccupare: “Mai ti avessi fatto conoscere Archiwatch! Ma che è una droga?”. Niente di tutto ciò, almeno credo! Forse è perché sto aspettando di essere chiamato in ospedale e ho urgenza di parlare. Rompo le scatole a te con l’Architettura, rompo le scatole con la politica con chi pazientemente mi sta a sentire, spiego la vita alle nipotine che mi guardano perplesse, litigo con un amico, romanista come me, su Zeman sì-Zeman no!
Ho un cane bastardino che venne addestrato in un paesino vicino Rieti ad annusare il terreno alla ricerca di funghi e tartufi. Quando lo porto a fare due passi, lo scemo sta sempre naso a terra come se potesse trovare un tubero sotto l’asfalto. Così io, come lui, sto in attesa ad annusare Architettura sul campo che tu ari quotidianamente. Così mi si sono appuntate, oltre il naso, le orecchie quando ci hai mandato le foto del Museo di Arte Contemporanea (Accipicchia! Ma loro hanno i Miliardi e noi solo la Melandri!) ad Hobart, Tasmania. Tra queste ne ho scelta una perché in questo lontano NOWHERE ho trovato attinenza con la mia chiesetta sotto casa che non so di chi é, una NOWHO insomma. Stesso cassettonato e stessa (poco visibile per la qualità della foto) serpentiforme vetrata. Ho detto una stupidaggine o pensi anche tu che per fare uno spazio intelligente dedicato a una comunità non è necessario “fa’ lo stravede”?
Sergio

inutile dire che …
sono perfettamente d’accordo …
grazie e auguri …