ctonia su: DOMUS di DI BATTISTA: recensio…
“Vedere Hadid e Libeskind alle prese con il problema dei balconi e credo null’altro dà una certa soddisfazione :))
baci”
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ctonia su: DOMUS di DI BATTISTA: recensio…
“Vedere Hadid e Libeskind alle prese con il problema dei balconi e credo null’altro dà una certa soddisfazione :))
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TRENT’ANNI FA: CASABELLA 494
“All’inizio. Preso all’edicola del Lungotevere prima della lezione di Disegno e Rilievo a Fontanella Borghese. Nasconderlo nello zaino per non passare per adulatore del professore. Disegni a pastello pubblicati anche in copertina senza attendere la costruzione mentre su L’Architettura di Zevi c’erano solo foto di edifici realizzati con planimetrie minuscole di servizio.
Il paradosso degli studi “in bella” delle varianti di impianto. L’attenzione poetica al luogo negando la realtà del tipo facendola sporgere appena oltre il limite della negazione del luogo stesso. La foto minuscola in bianco e nero del sito nel suo stato di caos primitivo e l’ordine tremendo stabilito dal progetto. Il brutto palazzetto ma recuperato perché vero. L’ermetico commento di Dal Co (e che adesso mi pare anche profondamente sbagliato. Purini “nostalgico”?) e intanto didascalie e disegni che spiegano tutto. Elementi architettonici e forme «banali»: scatoloni con finestre quadrate, travi, pilastri, tufo… materiali e strutture, qui in periferia di Roma, che mi circondano da una vita. Quella citazione del Villaggio Olimpico messa per iscritto che non rivela l’architetto colto ma l’architetto ossessionato dalle “figure” costruite dai maestri.
E poi, anni dopo. le cianografie dei disegni esposte a Valle Giulia. Qualcuno con il pennarello ha scritto “Rebibbia” sulla sezione prospettica. Il palazzetto “cerniera” che si rivela troppo compromesso strutturalmente viene riprogettato non proprio uguale. E, sopra tutto, la violenza della vita quotidiana. L’urto delle verande che chiudono i ballatoi. Le residenze che invadono anche i corpi scala. I panni stesi confusi con le tende parasole. Le cicatrici delle insegne. I tatuaggi delle bombolette di vernice. Ma l’architettura buona resta. Testimone di una forza che deriva dalla chiarezza.
Giancarlo Galassi :G
[duepuntig@gmail.com]
Da Sergio De Santis: …