memmo54 commented on UN VARIOPINTO CAVALLO DI TROIA …
“Visto dall’interno è ancora più inquietante: un edificio ( …rectius…”manufatto”…) abbattuto dalle scosse e ridotto su un fianco (.. come fu la Concordia all’Elba ?….) o come tanti case di calcestruzzo collasate al livello del 1° impalcato.
Se ne sarà accorto ?
Avrà riflettuto sul fatto che parlare di corda in casa dell’impiccato può suscitare qualche malumore, qualche incomprensione ?
A meno che , ancora più probabilmente, non abbia riflettuto affatto; preso dali moltissimi impegni e “conti in sospeso” sparsi per il mondo.
Il “genio” non vuole pensieri: questi, magnanimamente, li lascia a noi ! (…che grazie al cielo ne abbiamo a sufficienza…possiamo anche rifiutarne alcuni…).
Gli estimatori dell’interprete, vero o presunto, degli affascinanti scarabocchi alla Klee hanno compreso appieno, istintivamente, la situazione, il paradosso, iscrivendosi senza incertezza, senza critiche e senza distinguo, tra i soccorritori del vincitore.
Brutta abitudine: gia stigmatizzata in passato che allunga la lista di quelle citate e giustamente imputabili al “caratteraccio” anarchico, astioso fino all’invidia, degli italiani.
Però è francamente difficile pensare che non si tratti di una beffa.
Un Saluto Sconsolato.”






Memmo 54,
che hai le idee così chiare:
postaci un tuo progetto (possibilmente realizzato),
in modo che noi tutti possiamo lodartelo;
dando in più la possibilità a Renzo,
(democraticamente) eventualmente,
di stroncartelo.
Il gioco si fa sporco! Mi unisco al coro, Piano o non Piano questo progetto è ben brutto! Ma del resto, come diceva Gardella, l’architetto è uomo e come tale gli è permesso di non fare sempre dei capolavori. Siamo noi che dovremmo essere così furbi da capirlo e non sbracarci davanti a qualsiasi archistar
Amici archiuoccichi, la domanda preme: avete mai realizzato una recinzione in Italia?
Se si, come è venuta? Ci mostrate il capolavoro?
“Una recinzione in Italia”. Il nuovo film del collega Mario Rosicone detto anche Er Piombo.
Baci
c
Quindi l’unico titolato a giudicare di un’esecuzione musicale è Abbado, di un romanzo, Baricco….
Senza contare il piccolo dettaglio che questa è una committenza pubblica, su suolo pubblico e pagato coi soldi pubblici…quando l’erario mi mette le mani nel portafoglio per soddisfare (anche) le megalomanie archistàriche, lì non gli fa schifo venire in contatto con noi ignoranti puzzoni, e anzi dobbiamo sganciare anche se i nostri fantastici amministratori non hanno proprio le competenze finanziarie di un Rockfeller o l’integrità morale di Madre Teresa…
Odi vulgus profanum et arceo!
Piano o no, forse dovremmo smetterla con il nostro protagonismo/individualismo e capire che un’opera di architettura, soprattutto se pubblica, è oggi più che mai un lavoro di squadra, frutto di un processo complesso in cui intervengono più soggetti pubblici e privati e una lunga serie di leggi e regolamenti, procedimenti e (cattive?) abitudini. Forse i nostri problemi sono più in questo che nel talento degli individui, che non mi sembra ci sia mai mancato. Meglio un’opera anche banale ben realizzata e a servizio della comunità o un progetto geniale realizzato male o peggio rimasto sulla carta?
Ma questo, come auditorium, funziona?