Giancarlo Galassi :G commented on DISEGNI (degli scolarchi) ROMANI …
“Il problema è che da studente un corso di composizione è un corso di composizione e non mi immaginavo minimamente che nel frequentare Caniggia (Scuola romana moderna) oppure Melograni (Scuola Benevolo) oppure Pellegrin (Scuola Zevi) o Purini (Tendenza romana) la differenza non fosse solo il tema o l’importanza come “firma” del professore (controllavo in biblioteca cosa avessero realizzato o scritto) ma ciasuno tenesse a fondamento un metodo e una teoria profondamente, radicalmente, incommensurabilmente differenti.
Nessuno ce lo spiegava perchè dei colleghi della stessa facoltà, per pace accademica e buona educazione, non si parlava e ancora oggi non si parla. Le presentazioni in Aula Magna dei diversi corsi che si potevano scegliere (prima che l divisioni per lettera consegnassero ignari studenti nelle braccia di chissà chi) erano basate sul tema progettuale non sulla teoria.
In cattedra ci sono molti allievi e continuatori di quelle tradizioni didattiche, le quattro scuole di Nicolini più una quinta oggi che cerca una sua identità mettendo in discussione la propria alla luce delle conquiste delle altre, più una sesta abbastanza imbarazzante di cani sciolti e pensiero sciolto che scimmiottano tutto lo scimmiottabile.
Queste scuole sono presenti e sopravvivono, a volte per inerzia, nell’inconsapevolezza degli stessi docenti che ne adottano gli schemi per valutare e revisionare i lavori didattici solo perchè così hanno imparato a fare e lo ritengono l’unico modo buono per l’architettura e gli esiti diversi dei progetti non sono altro che espressione di maggiore o minore talento del progettista cui è legato un linguaggio unico e incomunicabile.
Quindi uno studente su questi problemi deve diventare autodidatta e inventarsi una “Storia-dell’Architettura-Contemporanea-all’Interno-della-Propria-Facoltà” materia di cui deve scrivere il programma e inventarsi i libri di testo.
Quello di Nicolini ad esempio è un buon articolo per cominciare.“




