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ERMENEUTICA? … USARE CON CAUTELA …
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Ermeneutica da Wikipedia:
“Nell’interpretare un testo l’ottica ermeneutica considera ciò che il linguaggio dice, ma anche ciò che esso presuppone, non dice, implica.
Se facciamo riferimento ad un testo sacro la metodologia per rivelare o restituire un testo pone almeno due questioni:
– quale autorità dare agli scrittori (perché il termine stesso di autore pone esso stesso dei problemi) del testo biblico, del testo ispirato, della verità rivelata?
– fino a che punto l’interpretazione del lettore deve essere tenuta in conto e considerata valida (a confronto con la tradizione religiosa e con una lettura collettiva rappresentativa di un gruppo fedele a tale tradizione)?”.
“Cosa presuppone dunque questo progetto?” Boh!
“Quale autorità dare allo scrittore (progettista)?” Quello della verità rivelata, perchè spiegarla sarebbero cavoli amari.
“Fino a che punto l’interpretazione del “testo” da parte del lettore, cioè di colui che occasionalmente o quotidianamente transiti nei pressi o addirittura vi abiti, debba essere ritenuta valida?” Penso che convenga di gran lunga all’autore del testo non debba essere ritenuta valida l’intrepretazione del lettore, mentre è certamente utile la “lettura collettiva di un gruppo fedele a tale tradizione”.
Mi domando allora: ma Gianni Vattimo come farà a conciliare una ermeneutica del relativismo, con l’ermeneutica della “verità rivelata”? Facile: con un’ermeneutica dell’equilibrismo.
Conclusioni: ma non ho nient’altro da fare di meglio all’ora di pranzo?
Pietro