“… caro Simone se cerchi l’eleganza … cambia indirizzo … documentati … se voglio fare una pernacchia al mio maestro Bruno Zevi la faccio dove, quando e come, me pare … e sono sicuro che il primo a compiacersene sarebbe proprio lui … che ha passato una vita a rompere il cazzo al mondo … e, almeno questo, me l’ha insegnato …”, scrive tosto il rude Muratore, l’altro ieri su questo blog.
Bene, molto bene, coraggiosi amici muratorini: fate tesoro di questa indicazione suprema. Cioè: Dell’Arte di far Pernacchie e di Rompere il Cazzo al Totò Mundo”(e non solo al piccolo mondo antico dell’Architettura). All’uopo, se permettete, segnaloVi -per affinità tematica- il mio “Elogio dello sputo”, “intermezzo” pubblicato sull’ultima PresS/Tletter (17/2012). Al quale segue ora l’inedito “Sputo d’Empedocle”, che questa settimana mediatica, non so se siete d’accordo, se lo aggiudica Sandro Ruotolo, “giornalista dal 1° maggio 1974”.
Ha preso (parrebbe al momento, senza meno, al meno), una svista dolorosa nel dare precipitosa-mente, senza ponderato riscontro, nome, cognome, indirizzo, abitazione …. alla sagoma del sospettato dell’odioso attentato di Brindisi alla scuola professione Francesca Morvillo. Aveva battuto tutti sul tempo, il giornalista di “Servizio Pubblico”, in quella sua giornata memorabile, il 21 maggio 2012: “Il cognome sarebbe Strada. Il sospettato si chiamerebbe Claudio. Il fratello che sarebbe in questura M.” Invece no, non era vero. I due fratelli non c’entravano proprio niente. Niente di niente con la tentata strage. “Scusate tanto, ci siamo sbagliati, arrivederci e grazie…..”.
Non è il primo caso, non sarà l’ultimo errore visivo (tutto parte da due fotogrammi sfocati ripresi a distanza da una telecamerina piazzata sul chiosco delle bibite di fronte alla scuola, nda). E’ la società veloce, la società dello spettacolo & dell’informazione “a rischio” zazzà che produce i falsi lanci. A chi coglie, coglie, coglioni…. roulette russa. Così il mancato scoop-pistaaa dovrà poi tristemente ammettere: “…. Dopo i riscontri, i sospettati tornano liberi. Non ci sono indagati per ora.” Si ricomincia con altri “sarebbe”, … direbbe …, “si chiamerebbe” …
Tutti scenari interessanti, questi. Intriganti per l’architetto globale, criticamente scrivente e navigante nel web. Nuove narrazioni veloci metropolitane, muratoriane. Nuovi spazi tecnologici, nuovi immaginari e inediti rapporti mente-corpo-macchine. Sviste incluse, che incidono sulla scrittura. “Decisioni irrevocabili” prese al volo, immediate, istantanee, diaboliche, sinteticamente pubblicate sul twitter: 140 battute dopo 140 battute al max. … battute a vuoto comprese, … e incomprensibili nel vuoto, … ruotolando così, nel suo diario twitterato: “Stanno verificando l’alibi del sospettato. – I due fratelli Strada sono in questura. – Ho fatto vedere il volto scoperto dell’uomo che aziona il telecomando ad un suo vicino di casa che era titubante: si può essere lui – Abita qui il sospettato della strage di Brindisi – Quartiere popolare. Lui mano offesa. Vive con il fratello e una signora. All’ultimo piano di un palazzo. Edilizia popolare. (L’edilizia popolare parrebbe un’aggravante, un indizio sicuro di quasi-devianza architettonica, … e poi la mano offesa e la “signora”…., ce sta tutto, narrativa-mente twittando, nda) ….
E poi, alla fine: “Accolgo i vostri rilievi (disegno e rilievo I, nda) ma tutti sapevano. La mia intenzione era di raccontare i fatti. Mi dispiace di aver ferito sensibilità”, twitta pentito così il 22 maggio sandroruotolo. Ma si sa che di “buone intenzioni” è lastricato l’inferno del web. Controllate, verificate anche voi le fonti di questa storia dei nostri giorni on line. Soddisfatti o rimborsati del tempo perduto.
Che dire allora, in fine, giocosi e piangenti? Solo: “Empedocle, pensaci tu!”
Saluti, Eldorado




