Dopo Adams che, ripescando Forsslund, ricostruisce le memorie
letterarie ispiratrici di Villa Stennäs, riporto anche le simpatiche
ipotesi di Stuart Wrede [1980].
Wrede individua quale riferimento per la casetta di Asplund, ma a
suo dire dotata di una “più complessa sensibilità”, un’altra abitazione
in riva a un lago: Lilla Hittnäs a Sundborn che i pittori Carl Larsson
(1853-1919) e Karin Bergöö (1859-1928) ristrutturano nel 1888 una volta
tornati in patria dopo l’indispensabile, per ogni artista del tempo,
periodo bohemienne a Parigi dove si sono conosciuti. L’ hanno ricevuta
in dono dal padre di lei e via via l’adattano alle esigenze della loro
sempre più numerosa famiglia più il cane. Spesso Carl e Karin
ritraggono loro stessi e marmaglia tutti insieme appassionatamente
fuori e dentro quelle stanze, più o meno in ordine quelle più o meno
vestiti loro, immagini molto popolari al tempo che devono aver
suggestionato anche il nostro quarantenne Gunnar fresco di secondo
matrimonio.
In un disegno in particolare si vedono Carl che ridipinge l’esterno
della casa (nel caratteristico rosso scuro, credo) mentre Karin rinnova
l’interno con colori chiari e decora con ghirlande le nodalità tra
pareti e soffitto. E’ al gusto dei Larsson, in particolare proprio di
Karin, che dobbiamo molto di quell’idea di casa contemporanea che da
allora scandinavizza in maniera pervasiva i nostri interni. Nella
stanza in cui sto scrivendo sono assediato in maniera inquietante,
pronti a saltarmi addosso se scrivo troppi strafalcioni, da libri in
agguato su scaffalature ikea.
Lilla Hittnäs è tra le prime che, con tante forzature del caso sempre
accettate come inevitabili – come il grande letto piazzato al centro
della stanza sull’asse di attraversamento della casa, cerca di adattare
alla tradizione vernacolare del costruire i modi di abitare di una
famiglia borghese risolvendo in una successione di stanze
intercomunicanti il problema di far entrare in una serie di piccoli
rustici indipendenti, caratteristici dell’edilizia contadina svedese,
gli spazi di un appartamento borghese.
Ma di questi e altri caratteri dell’architettura tradizionale
scandinava parleremo meglio nel prossimo post per conoscerli e capire
meglio poi come li interpreterà Asplund.
Giancarlo Galassi :G





50 !! Asplund si risposa e si inventa un nuovo posto delle fragole, cinquantenne!
E mi pare proprio che il lapsus freudiano ci stia tutto.
Speriamo non se accorgano a casa se no per me si mette male per un pezzo.
AGGIORNAMENTO LINK AI POST PRECEDENTI
Post 0 – Premessa emotiva
Post 1 – Razionalismo e principio di necessità
Post 2 – Paesaggio ambiente architettura
Post 3 – Fuori stagione
Post 4 – Estate scandinava
Post 5 – Karl-Erik Forsslund
vedi anche:
Memorie nordiche : Commento di E. Arteniesi e, tra i commenti, alcuni chiarimenti metodologici che sembrano più una excusatio non petita, accusatio manifesta.
Portolago : Spassosa divagazione OT de Il Palazzo a partire dal pasticcio sulla localizzazione di Villa Stennäs.
Hanno commentato “Asplund in ordine sparso” in ordine di apparizione:
Emanuele Arteniesi, Filippo De Dominicis, Stefano Salomoni, Eugenia Penna, Antonio C., Vittorio Corvi e Ctonia che ringrazio tutti insieme e uno per uno. A loro sono venuti in mente Luigi Moretti, Ragnar Ostberg, Kay Fisker, San Francesco, Federico Fellini, Christian Norberg Schulz, Luciano Semerani, Ernesto Nathan Rogers, Giuseppe samonà …
Bibliografia consultata finora e fonti delle immagini:
1950 – Holmdahl Gustav e a., Gunnar Asplund Architect 1885-1940, Tidskriften Byggmästaren, Stockolm
1959 – Capobianco Michele, Asplund e il suo tempo, Tip. R. Licenziato, Napoli
1980 – Wrede Stuart, The Architecture of Erik Gunnar Asplund, Mit Press, Cambridge-London
2000 – Zevi Bruno, Erik Gunnar Asplund, Testo&immagine, Torino (1a ed.: Il Balcone, Milano 1949)
2011 – Adams Nicholas, Gunnar Asplund, Mondadori Electa, Milano