Giancarlo Galassi :G commented on A VALLEGIULIA PRIMA DI P.P.P. …
“Per la serie Novella 2000, l’assistente più vicino a SM e anche arcinoto quale tombeur de femmes in gioventù era colui che l’ha registrato e sbobinato.
Era anche un disegnatore che dire straordinario è dir poco ma erano tempi nei quali saper disegnare per un architetto era il minimo necessario, come saper affettare il prosciutto a mano per il pizzicagnolo.
Altrimenti fai un altro mestiere.
Poi Aldo Rossi ha stabilito che saper disegnare non serve e non c’è più un corso di disegno in facoltà.
Sono andato a trovarlo, anzianissimo, nella sua casa a p.za della Cancelleria e da un finestrino che ricordo piccolissimo (ma tutto era relativo alla scenografia di fronte) si riversava nella stanza un quadrante di cielo di luce riflessa dal travertino rinascimentale di fronte trafugato al Colosseo.
Da quell’imbuto passavano un paio di millenni di architettura ma nel piccolo studio ci stavano tutti e non bastavano a riempirlo.
Grazie 43, insisti.
Tutti i miei professori a Valle Giulia, Purini, Muratore si tennero alla larga da quei banchi. Chi ci andò preferì non parlarne per non rischiare l’inquisizione, muratoriani e tardo-epigoni compresi.
Però, adesso che più di un muro è giù per terra, e dalle rovine possiamo raccogliere quello che può durare di Muratori, Zevi, Quaroni etc. e tentare una nostra sintesi in piedi sulle loro spalle, sono curioso come una comare.”





Quando si dice, G.G., “Vedi le coincidenze!”! Mi sono appena alzato dal divano dove, insieme a mia moglie, ho visto su Rai Movie un discreto film del 1996 con Ray Liotta e Linda Fiorentino. Il titolo era “Specchio della Memoria”. Il protagonista, per trovare le prove della sua innocenza, si inietta un liquido che, mescolato con il liquido cervicale di qualsivoglia individuo, risveglia in lui i ricordi e la memoria di quella persona. La morale che ne ho tratto, un pò alla “Minority Report”, è che i ricordi, come le premonizioni, sono cose pericolose da maneggiare. Quindi prometto che la smetterò di rievocare tempi lontani da noi. Un conto è parlarne amichevolmente, seduti all’esterno di un bar mentre ordiniamo un caffè, Guido, tu, Lapo ed io…cioè, volevo dire!…Giancarlo, tu, Giorgio ed io (oramai la stagione si presta,) un conto è ingolfare un blog il cui compito precipuo (“Precipuo! Ti è piaciuta questa parola? Precipuo!”!, direbbe Ettore Petrolini) e quello di lasciare spazio alle voci di tanti giovani.