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- Oggi ci ha lasciati Pietro Barucci all'età di 100 anni.Il Centro Studi, le figlie Clementina, Valentina, Luisa, tutti i nipoti e i pronipoti, si stringono a lui in un caloroso e forte abbraccio e porteranno per sempre con loro i suoi insegnamenti, la sua grande volontà e voglia di vivere. Grazie nonno ci mancherai molto!!Per tutti coloro che volessero dargli un ultimo saluto, i funerali si terranno lunedì 8 maggio alle ore 16:30 alla Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo.❤️#pietrobarucci
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Gent.mo prof. Muratore
Approfitto del suo “post” in occasione dell’avvicinarsi degli annuali Internazionali d’Italia per cercare, insieme a lei, che è stato uno dei primi a denunciare i problemi esistenti a proposito, ed al suo blog, di fare il punto sulla situazione del complesso del Foro Italico.
Lo scorso 14 aprile si è svolta una giornata di studi sul tema, organizzata dall’American Academy in Rome
con il patrocinio dello stesso ente CONI.
Vista la presenza del direttore degli impianti sportivi e del Parco del Foro Italico di CONI servizi Spa,
abbiamo accettato l’invito a partecipare in veste di relatori, decidendo strategicamente e provocatoriamente
di incentrare uno dei due interventi sull’importanza che dovette rivestire la progettazione degli spazi aperti
tra i diversi edifici costituenti il Foro, da parte di Del Debbio prima e di Moretti poi, con l’intermezzo
non poco significativo di Costantino Costantini,illustrando lo studio di un taccuino di rilievi eseguiti
ad opera e consumo dell’ufficio tecnico dell’ONB.da noi riscoperto ed analizzato, attraverso il quale sarebbero reintegrabili diversi elementi del tessuto connettivo pavimentale del complesso in corrispondenza proprio dell’area meridionale del complesso, via via scomparsi a partire dai lavori per l’organizzazione dei giochi del 1960, passando per le arbitrarietà commesse in nome dei mondiali di calcio del 1990, da lei denunciate oramai vent’anni orsono (per non parlare delle vicende della Casa delle Armi).
L’intervento di apertura del Direttore Nepi Molineris, persona peraltro affabile e di grande capacità
comunicativa ed evocativa, riguardo l’immagine di un patrimonio ereditato da riscoprire e da difendere giorno dopo giorno (DA CHI?), ha però, di fatto, annullato qualsiasi possibilità di tangenza (se non proprio di sovrapponibilità) tra gli interessi di una nicchia di persone interessate ai valori storico documentari
e quelli dell’ente gestore del bene demaniale (e sottolineiamo DEMANIALE quindi PUBBLICO!!!), completamente indirizzato verso la solita politica di una valorizzazione dai contorni mai pienamente definiti, in bilico tra gli interessi di pochi (si veda ad esempio il trattamento riservato alla palazzina dei servizi
del tennis, “valorizzata” affidandola ad uno studio di progettazione che produce progetti di resort
in atolli tropicali, separata definitivamente dal circuito pubblico del complesso ed inglobata in
strutture incongrue) e quelli di “alcuni”, ancora in fase di accertamento giudiziario (stiamo parlando
del nuovo centrale del Tennis che sembrerebbe essere stato incluso nelle oramai tristemente note
procedure della protezione civile per i famigerati “Grandi eventi” della cricca, nonchè di alcuni discutibili lavori eseguiti nella Casa delle Armi, finalizzati alle sedute – peraltro mai avvenute – del Comitato promotore per i giochi olimpici di Roma 2020 recentemente affossati dalle avverse condizioni economiche)
Spigolando nel terreno dei blog dedicati all’evento sportivo di turno,vista la sola preoccupazione da parte del pubblico sportivo praticante o meno, nei riguardi del CONTENUTO, dell’evento e del suo consumo, dal vivo o in poltrona, ci stiamo tuttavia ogni giorno di più convincendo che la partita per il recupero del CONTENITORE è persa, e con punteggio tennistico 6-0 6-0, per giunta!
Saluti
Alessandra Nizzi_Marco Giunta
Testamento professionale del architetto Anemone(!),molto amato dai tennisti per la vicinanza delle tribune,richiesto a gran voce dal pubblico (e soprattutto organizzatori) delle passate edizioni del torneo,quest’ opera,di cui si apprezza l’insipienza estetica e la volgarità verso il contesto,in particolare esternamente,rischia il definitivo completamento con l’aggiunta di una copertura che umilierebbe di certo quel poco che si è finora salvato.
che poi questa mania di costruire coperture,nessun impianto del Foro Mussolini era provvisto di copertura..tanto più per una settimana di tennis l’anno,giocata peraltro a maggio,durante la stupenda primavera romana
invasi o invasivi o invasati