Blocco del traffico … pari o dispari? …

Blocco del traffico, targhe alterne: una truffa pianificata dalla lobby dei produttori di auto

di

Ettore Maria Mazzola

 

L’ultima puntata de “le Iene” ha proposto un interessantissimo servizio dell’inviato Pelazza.

Uno specialista di “nanodiagnostic”, il dr. Stefano Montanari, ha mostrato come le auto di nuova generazione, ovvero le uniche ammesse a circolare in occasione del blocco del traffico, risultino molto più inquinanti di quelle vecchie:

Nei motori di vecchia generazione, il tubo di scappamento emette delle particelle a base di carbonio che, al loro interno, contengono delle particelle più piccole (ferro, cromo, manganese, magnesio, bario). Ebbene, il prodotto della combustione dei vecchi motori, essendo caratterizzato da particelle di carbonio all’interno delle quali restavano imprigionate le particelle dei metalli nocivi, risultava meno pericoloso di quello che accade oggi: le dimensioni di quelle particelle, infatti, erano tali da non arrivare all’interno degli alveoli polmonari degli esseri viventi.

Poco prima del 2000 venne inventato il “filtro antiparticolato”, il cui scopo è quello di trattenere le polveri sottili prodotte dal motore. Però, ogni 500/1000 Km il filtro deve pulirsi, sicché parte un processo di combustione delle particelle di carbonio che libera quelle particelle finissime che erano contenute nelle particelle di carbonio, espellendole dal tubo di scappamento. Questa volta, però, quelle particelle sono così sottili da penetrare all’interno degli alveoli polmonari!

Alla domanda dell’inviato sulle conseguenze di questa situazione, lo scienziato ha risposto: “queste particelle, una volta annidate nel nostro organismo, possono provocare ictus, infarto, parecchie forme di cancro, deformazioni fetali, aborti e perfino il diabete!”

Qui inizia la cosa più sconvolgente che il video ha mostrato. La troupe de “le Iene” e lo scienziato hanno fatto un prelievo dei gas di scarico prodotti in venti minuti da due auto, una di vecchia e una di nuova generazione. Il prelievo è poi stato esaminato in un laboratorio specializzato, e i risultati sono stati portati nei “Laboratori di Riferimento della Comunità Europea” e mostrati a quegli ingegneri che hanno convinto la Comunità stessa ad imporre, tramite leggi apposite, l’installazione sulle auto dei filtri antiparticolato!

I tre ingegneri intervistati da Pelazza hanno finto di non sapere ciò che succedesse al momento della “rigenerazione del filtro” per cui, una volta viste le immagini e i dati mostratigli da Pelazza, uno dei tre ha detto: “ben vengano i contributi, noi siamo qui per fare ricerca, nessuno ha mai detto che la ricerca è finita … anzi!

Anzi cosa?

Per il momento possiamo solo capire che la ricerca è stata avallata dai cialtroni della Comunità Europea come inconfutabile, tanto da imporre alle nazioni l’uso di auto e motorini Euro 3, 4, 5 ecc.

La sperimentazione è dunque stata fatta, e viene fatta, sugli esseri umani (e sugli altri animali) tutt’ora ignari dei rischi che stanno vivendo. Per l’ambiente non sembra esser stato provato alcun beneficio, gli unici benefici li ha ottenuti la lobby dei produttori di autoveicoli!

È assurdo che a far scoprire certe cose debbano essere i programmi televisivi satirici. Certe notizie dovrebbero essere riportate all’interno dei telegiornali nazionali, ma questi, purtroppo, preferiscono fare servizi record di ascolto del programma di Fiorello, o sull’ultima moda in materia di toeletta per cani o sulla presunta gravidanza della nuora del Principe Carlo!

Alla luce dell’evidenza di questa schifosa realtà, c’è da chiedersi perché dovremmo continuare accettare il blocco del traffico e le giornate a targhe alterne che ci vengono imposte? Perché dovremmo accettare queste misure il cui unico scopo è di incentivare la vendita di auto Euro “n” (il numero cambia sempre per obbligare ad acquistare l’ultima Euro che ci consente di circolare)?

Un sindaco meno cialtrone, una volta appresa questa situazione, dovrebbe sospendere le misure prese ed imporre solo il blocco delle auto di nuova generazione! … Ma ciò non avverrà mai, a meno che non ci si vuole suicidare politicamente, o “farsi suicidare” in circostanze misteriose!

Visto che a pensare male, come diceva Giulio Andreotti, “si fa peccato … ma spesso si ha ragione”, sono portato a pensare che, analogamente a ciò che accadde negli USA degli anni ’40-’50, quando l’intero sistema di trasporto pubblico venne acquistato e smantellato ad opera della più potente casa automobilistica con l’intento di imporre l’urbanistica a macchia d’olio e l’acquisto delle auto, il problema dei trasporti pubblici in Italia non verrà mai risolto: se questi funzionassero la gente eviterebbe molto volentieri di usare l’auto privata … la dimostrazione ci è stata fornita dalla totalità delle interviste telefoniche che la trasmissione Caterpillar AM su Radio Rai e su Rainews24 ha mandato in onda un paio di giorni fa.

Propongo quindi due cose:

1)    indire un referendum che abroghi le leggi che impongono l’acquisto di auto di ultima generazione e, nel frattempo, sospendere la farsa dei blocchi delle auto, a meno che non si blocchino solo le auto di nuova generazione;

2)    in sostituzione dello stanziamento di milioni e milioni di euro pubblici per progetti inutili e assurdi come il Ponte sullo Stretto e la TAV in Val di Susa, propongo lo “spostamento” di quei fondi per favorire i potenziamento del trasporto pubblico, sì da adeguarci agli standard di Paesi più civili del nostro in questo campo. Gli autobus non inquinanti, i tram, i filobus, le metropolitane, i treni ad alta frequentazione, devono esser garantiti con passaggi non superiori ai 5 minuti. In quest’ottica sono disposto ad accettare, come avviene a Londra, una supertassa per chi intenda utilizzare il proprio autoveicolo in centro città!

Per chi avesse perso la puntata delle Iene, eccovi il link

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/263202/pelazza-filtr

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14 Responses to Blocco del traffico … pari o dispari? …

  1. ettore maria mazzola ha detto:

    Grazie professore,
    ne approfitto per segnalare che il post è divenuto una petizione pubblica, vi invito a partecipare e a darne notizia:
    http://www.petizionepubblica.it/?pi=P2011N17412

  2. waferboards ha detto:

    vorrei sfruttare questo post per segnalare qualcosa che ho avuto modo di notare in questi due giorni di “targhe alterne”..:

    Roma questi due giorni mi è sembrata fantastica..una città vivibilissima,dove spostarsi è facile,non c’è caos e nemmeno rumore

    con questo non voglio assolutamente dire che le targhe alterne siano un rimedio efficace e ancor meno una soluzione,ne tantomeno rifrirmi all’interessante post sulle “microparticelle”,ma semplicemente far notare una banalità: a Roma ci sono troppe auto.
    credo che prima ancora che una necessità quella della macchina sia una cultura che vada invertita..non penso servano mille miliardi di euro per costruire linee della metropolitana per diminuire le auto,sone certo basti molto meno

    • ettore maria mazzola ha detto:

      caro waferboards,
      condivido l’idea che quando circolano meno macchine Roma risulti molto più vivibile, tuttavia in assenza di un adeguato sistema di traspsorto pubblico, e non parlo di metropolitana che a tuo avviso costa mille miliardi, ma semplicemente di un adeguato numero di autobus che abbiano una frequenza di 5 minuti e che non risultino delle scatole di sardine, diviene molto difficile muoversi, specie per chi vive in quartieri meno centrali, o per chi si rechi a Roma per lavorare. Sono appena rientrato a casa dall’università dove insegno: A Largo Argentina non c’erano tram, sicché ho preso un 30 express fino a via Petroselli e, dopo aver aspettato un tempo vergognoso, ho preso un 44 in condizioni allucinanti dove la gente inveiva contro l’ATAC e contro la proposta di alzare il prezzo del biglietto a partire da gennaio. Sono arrivato a Monteverde un’ora dopo … non è questo il modo di promuovere l’uso del trasporto pubblico, e te lo dice uno che, volentieri, butterebbe nell’immondizia le chiavi della sua auto

  3. e magari, al posto dell’auto, pedalare e, dopo aver usato la bici, riporla nell’apposita postazione ad essa dedicata…

    http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?13700

    robert

    • Pietro Pagliardini ha detto:

      Il fatto è che si fregano anche le biciclette private. Le catene per chiuderle pesano più delle biciclette stesse. E se non ti fregano la bici ti fregano il sellino o le ruote. La bici è ansiogena in questo modo
      Pietro

      • LdS ha detto:

        ecco, te pareva, l’ansia, c’è pure la scusante per non pedalare :-)
        e io, povero scemo che non sono altro, sto lì a pensare, mentre salgo in bici, che il problema principale è come non farmi mandare al pronto soccorso dall’automobilista medio…
        cazzarola… che problemi inutili che mi faccio…

        robert

        ps: per la cronaca, ho due lucchetti, così come ad admsterdam ogni bici…

  4. Pietro Pagliardini ha detto:

    hai due lucchetti e quindi sei per forza di cose ansioso. Però è vero, non sono un pedalatore, e ti dirò che non amo nemmeno troppo i pedalatori: sono più prepotenti degli automobilisti e credono di avere tutti i diritti.
    Comunque mi posso permettere il lusso di non esserlo, dato che la mia città è relativamente piccola e, una volta in centro, tutto è raggiungibile a piedi (anche perché in salita anche i pedalatori sono alla pari). Hanno messo un servizio di bike sharing, “acecassi” se ho visto qualcuno usarlo. Mi dirai: ma come ci arrivi in centro? Non ho scelta, con l’auto: che vuoi che faccia 7 chilometri in bici tutte le mattine e tutte le sere per strade extraurbane?
    Ciao
    Pietro

  5. LdS ha detto:

    non sono ansioso, è solo una buona abitudine imparata ad amsterdam e i due lucchetti li uso in base alle circostanze, il più delle volte chiudo solo il fisso, entrambi si usano solo se lasci la bici molte ore ferme… e trovo assai più ansioso pagare: benzina, meccanico, tagliandi, assicurazione, fare le code alle rotatorie, ai semafori ecc ecc… la cosa che veramente mi dà ansia è veder sfrecciare a un metro da me le auto a 70 km/h dove magari è indicato 30 km/h.
    su questa frase: “e ti dirò che non amo nemmeno troppo i pedalatori: sono più prepotenti degli automobilisti e credono di avere tutti i diritti”, non mi metto nemmeno a discutere, è un modo molto comune di pensare che trovo assai irresponsabile.

    robert

    ps: nell’ultimo anno ho percorso 25.000 km di cui 18.000 in auto e 7.000 in bici, quest’ultima la uso per tracciati sino a 3-4 km… sono un ibrido che va in bici a 20 km/h e rispetta i limiti di velocità in auto.

  6. LdS ha detto:

    dimenticavo… mi sono reso conto del pericolo che costituisco per gli altri quando uso l’auto solo nel momento in cui ho iniziato a usare la bici… sfortuna vuole che gran parte degli automobilisti non usa le due ruote, ragion per cui non si rende nemmeno conto di queste problematiche e se ne esce, appunto, coi luoghi comuni.

    robert

    • Pietro Pagliardini ha detto:

      robert, non so se sono luoghi comuni, visto che in giro senza solo esaltare i vantaggi della bicicletta, anche se devo dire lo sento più dire che fare. Ad Arezzo ci sono pure le piste ciclabili ma sono alquanto deserte. Comunque io non dicevo che metti i lucchetti perchè sei ansioso, dicevo che diventi ansioso perchè metti i lucchetti….. E con 18000 chilometri all’anno in auto hai anche tutta l’ansia dell’auto. Io, fortunatamente, ne faccio molti meno, ma ho l’ansia per il portafogli perchè in compenso li fa mio figlio
      Ciao
      Pietro
      PS Non ricordo bene i dati ma le statistiche di incidenti causati da biciclette mi pare non fossero molto incoraggianti. Se hai qualche dato preciso fammelo sapere

      • LdS ha detto:

        sono luoghi comuni assai diffusi, non sei il primo che me lo dice, l’ho sentito da sconosciuti e amici. solitamente noto questa antipatia per questa minoranza che usa la bici ed è un’arroganza tipica di chi sa usare solo l’auto.

        chiedere i dati per gli incidenti causati da bici, dopo le stragi che continuano a fare le macchine… è come chiedersi se gli uragani in america son dovuti al battito d’ali delle farfalle in giappone. ti posso solo dire che ogni giorno a padova un ciclista viene coinvolto in un incidente: http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2011/12/01/news/ragazzino-in-bici-investito-alla-sacra-famiglia-e-grave-1.2259604

        comunque circa un terzo degli spostamenti degli italiani è sotto il chilometro, possono essere fatti tranquillamente in bici o a piedi, è solo una questione di educazione delle persone, le piste ciclabili servono fino a un certo punto. ultimamente però vedo sempre più persone in bici, complici anche le bici a pedalata assistita, questo mi rallegra, spero solo che un giorno siano la maggioranza e così le auto saranno viste come quello che si mette a fumare in un locale pubblico…

        i miei chilometri in auto sono dovuti al fatto che vivo nella dispersione veneta, per spostamenti nelle provincie limitrofe sono “costretto” all’uso dell’auto essendo il trasporto pubblico impossibile da attuare nella città diffusa. fortunatamente sono spostamenti assai meno stressanti che muoversi in centro abitato con l’auto.

        robert

  7. Pietro Pagliardini ha detto:

    Non contestavo i tuoi chilometri in auto, io sono piuttosto tollerante, la mia era solo una constatazione e una battuta per lo stress. Comunque, se la città fosse compatta, si potrebbe fare molto meno uso dell’auto e quindi andare a piedi e, nella Padania, anche in bicicletta . Ma su questo so che sei teoricamente d’accordo.
    L’arroganza tipica c’è nella misura in cui le varie associazioni ciclistiche diventano arroganti e “retoriche” con gli altri, pedoni o automobilisti, e immaginano, anzi pretendono, che tutti vadano in bicicletta. C’è qualcosa di male ad andare con lo scooter?
    Io non pretendo niente da nessuno, invece, solo comportamenti educati e ragionevoli, da parte di tutti.
    Complimenti per i 7 mila km/anno sulle due ruote.
    Ciao
    Pietro

  8. LdS ha detto:

    una volta un urbanista mi disse: l’unico modo per risolvere i guai del traffico provocati dalla città diffusa è incentivare l’acquisto della vespa da parte dei veneti… sono totalmente d’accordo, lo scooter è un modo per togliere di mezzo un bel po’ di veicoli ingombranti.

    ti ringrazio per i complimenti ma se uno ci pensa non sono poi così tanti: tragitto casa-studio è 3km, lo faccio quasi quattro volte al giorno e son già 12; aggiungici qualche km per commissioni che posso fare in bici e si arriva facilmente alla media di 19 km/g che si ottengono dividendo i 7000 per 365 gg l’anno… ovvio che non uso la bici ogni giorno, certe volte mi serve l’auto (per fortuna io e la mia compagna, lavorando assieme, ci organizziamo e portiamo in studio solo un’auto) ragion per cui non pedalo ogni giorno, però solitamente il fine settimana qualche giro un po’ più grande lo si fa. pertanto i chilometri annui sono assai più facili da raggiungere di quanto sembra… se penso che vi sono persone che pagano per andare in palestra a camminare su tapis o pedalare sulle cyclette davanti a un muro…

    sulla retorica e sull’arroganza di alcune associazioni posso anche esser in parte d’accordo, ma mettiti nei panni di chi usa la bici: sa che fa un favore alla collettività togliendo auto dalla strada, diminuisce i costi delle città, non produce inquinamento, rischia la propria vita nel zigzagare tra le auto e… per ricompensa… si trova a fronteggiare le demenzialità di chi vorrebbe mettergli il caschetto:

    http://lucaconti.blogspot.com/2011/09/il-casco-dei-ciclisti-sul-corriere.html
    http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_ottobre_2/casco-ciclisti-urbani-de-santis-1901698614753.shtml

    robert

    ps:a quanto so, è l’australia l’unico paese al mondo che ha provato a mettere il caschetto ai ciclisti, è tornata sui propri passi in quanto l’uso delle bici si era dimezzato provocando un raddoppio del traffico motorizzato.

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