SALVIAMOCIDALLANORMA …

Ettore Maria Mazzola commented on LAGRANDETRUFFA: …

“La polemica sui certificatori, grazie a Dio, sembra non escludere i “giovani”. Poco fa sul profilo FB del N.I.B.A. è stato postato un commento al post sulla ridicola Biennale di Padova nel quale si legge: (…) Per quanto riguarda l’idea di sostenibilità: cos’è una città sostenibile? E con quale parametro la definiamo? …con una continua proliferazione di certificati e certificatori si riesce a fare molta confusione senza trovare una reale sostanza”. Penso che l’obiezione sia più che lecita, sicché ho commentato così:
(…) sicuramente,non occorre alcun certificatore per la vera città sostenibile. Il certificatore è una di quelle figure assurde e truffaldine che sono state introdotte nella nostra professione per volontà delle multinazionali (e non) produttrici di materiali pseudo-sostenibili che dettano legge a Bruxelles, trovando l’avallo delle lobbies degli ordini professionali che, sapendo di poter ottenere dei soldi dalla comunità europea che possono girare a “persone di fiducia” (parenti, amici, compagni di merende, ecc.) delle varie propaggini degli ordini che, pur non avendo alcuna esperienza di pratica professionale, vengono abilitate magicamente ad “insegnare” stronzate di ogni tipo, dalla sicurezza dei cantieri alla certificazione energetica, ecc. La sostenibilità è invece un qualcosa sulla quale il pianeta non si era mai interrogato prima dello sfacelo generato da un pessimo modo di fare urbanistica e architettura che trova le radici nelle follie di LeCorbusier e nella Carta di Atene del ’33. Basterebbe tornare ad adoperare il buon senso, piuttosto che l’ideologia, e le città potrebbero magicamente tornare ad essere sostenibili, poiché tutto ciò che viene fanno con il buon senso risulta rispettoso dell’ambiente e dell’uomo.
Vogliamo fare un elenco? Bene.
Iniziamo a parlare di costruzioni a chilometri zero, di materiali naturali e durevoli disponibili in loco, di necessità di investire sull’artigianato locale e non sull’industria edilizia, di necessità di dare la massima importanza ai pedoni piuttosto che alle automobili, di necessità di dare la massima importanza al trasporto pubblico piuttosto che all’automobile privata, di opportunità di adoperare materiali tradizionali che possiedono un comportamento termoigrometrico che nessun prodotto industriale riesce ad eguagliare, specie se considerato nel medio-lungo termine.
In poche parole, basterebbe inziare ad osservare quello che chi legifera ha omesso per poter comprendere cosa bisognerebbe fare, la ragione è che tutte queste cose, non facendo gli interessi delle aziende, non possono venir considerate. Faccio un esempio pratico: per quale oscuro motivo si deve consentire lo sgravio fiscale delle spese per l’installazione di pannelli fotovoltaici o di isolanti termici, e non si deve fare altrettanto per chi costruisce in maniera tradizionale con tecniche e materiali che abbattono del 50% le spese di riscaldamento e del 100% quelle di raffrescamento? Come è possibile accettare che la Comunità Europea stia incentivando l’espianto di ulivi secolari nel Salento da rimpiazzare con ettari ed ettari di pannelli fotovoltaici per i quali non esiste nemmeno un piano di smaltimento nazionale pur sapando che tra 15/20 anni andranno sostituiti? Insomma potrei andare avanti all’infinito e non voglio annoiare. Quello che però mi preme è di pregare tutt i di diffidare di certe iniziative che servono solo a dare il colpo di grazia alle nostre città ed all’ambiente!”

E.M.M.

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2 Responses to SALVIAMOCIDALLANORMA …

  1. Manuela Marchesi ha detto:

    Che le parole e gli intenti di E.M. Mazzola diventino pensiero e azione diffusi, e credo che questi criteri, semplici ma non semplicistici, possano oltretutto dare molto lavoro qualificato, e ce ne è davvero bisogno. La modernità ubriaca i cervelli, l’ingordigia ci mette del suo… Buona domenica

    • ettore maria mazzola ha detto:

      Grazie a Manuela per le sue parole e al prof. Muratore per aver tramutato in post il mio commento. Spero possa fungere da primo passo verso la sparizione di certi soprusi e prese per i fondelli. Spero che soprattutto i più giovani tra gli architetti possano rendersi conto di quanto vengano traditi da chi finge di aiutarli

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