“NON CON I NOSTRI SOLDI” …

Da Pietro Pagliardini: …

“Ieri Gabriella Rouf nell’incontro degli amici de Il Covile, tra le tante giuste considerazioni svolte sull’arte (arte?) contemporanea ha detto, più o meno: “non con i nostri soldi”.
Non è tollerabile che lo stato finanzi schifezze del genere e finanzi pure show-room tipo il MAXXI con centinaia di milioni su cui poi continuare a spendere per infilarvi “eventi” pietosi.
Che se li finanzino da soli. Trovino qualche banca, se ha ancora i soldi, qualche fondazione futurista, se è disposta a investire in questa “arte”, qualche partito, se è disposto a giocarsi l’elettorato su queste schifezze, qualche azienda o società privata (non pubblica né partecipata né municipalizzata tipo gas , acqua, trasporti, ecc) disposta a investire su questa immagine. Qualcuna ne troveranno sicuro e se non la trovano tanto peggio per loro e tanto meglio per noi. Si facciano pagare gli stipendi dai privati, si facciano acquistare quest belle “opere” dell’ingegno da qualche istituzione privata che se le cacci nell’ingresso della sede, ma non con i nostri soldi. Lo stato non può alimentare né il masochismo né il sadismo.
Gli show-room a Milano se li pagano gli stilisti non lo stato. E finite le sfilate li smontano.
Ci siamo stufati di dover subire oltre il danno la beffa: dover credere che questa sia arte e pagarla pure.
Film come quelli di Alberto Sordi nell’immagine sono il modo migliore per trattare non tanto quel tipo di “arte”, perché non puoi considerare qualcosa che non c’è, ma quel mondo tanto spocchioso, arrogante, vacuo quanto assistito che la sottende, la sostiene, la moltiplica e ci inquina con con le sue schifezze. E’ un problema di ecologia della mente e di etica pubblica.
Ebbene, c’è la lotta alla false pensioni di invalidità? Si cominci la lotta alla falsa arte e alla falsa critica.
E’ molto più facile individuarli di un falso invalido: le città ne sono piene, tutti sono capaci a farlo, non occorrono “esperti”. Costo zero.
Saluti
Pietro

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23 Responses to “NON CON I NOSTRI SOLDI” …

  1. ettore maria mazzola ha detto:

    Giustissimo Pietro.
    Se si pensa che i conti pubblici (in rosso) del MAXXI sono di 160 milioni per l’edificio, 60 milioni per la “collezione” che non c’era quando l’edificio è stato voluto e concepito, e che il costo di gestione annuale gita intorno ai 75 milioni, c’è davvero da indignarsi.
    La media dei visitatori è vergognosa (lo ha ammesso anche il direttore nel corso della conferenza che abbiamo fatto insieme a Palermo lo scorso giugno) e, come ho detto in un’altra occasione, è a dir poco assurdo che lo stato decida di contribuire a mantenere in vita questo schifo con soldi che dovrebbero essere utilizzati per curare e rendere fruibili opere e monumenti che attirano masse di turisti da tutto il mondo. Basta quindi con questi capricci costosissimi a spese nostre, se gli pseudocultori di arte e gli artisti vogliono continuare a fare certe cose nessuno glielo vieterà, ma che lo facciano a spese loro e in luoghi opportuni, evitando di violentare visivamente chi non ha alcun interesse

    • MAURO ha detto:

      Parole sacrosante, le tue Ettore.
      L’opera del tale De Dominicis (la cui biografia “artistica” non brilla per qualità degne di nota; che esponga, magari, per una qualche contiguità politica, cioè di tessera?) è un po’ lo specchio di quanto scrivete tu e Pietro: un paese, il nostro, che dimentica lo straordinario passato e la propria memoria storico-artistica; un paese ridotto “all’osso” da una classe politica corrotta e corrutrice; disteso con i piedi rivolti verso la porta (e non è un bel segno!!!); un paese con un naso così può solo rappresentare la classe politica che ci s-governa, mentendo quotidianamente sui danni che ha prodotto, pensando che non ci si accorga di quanto sia “ladra” di verità.
      Non servivano 24 metri di lunghezza, per ricordarcelo a spese nostre, ma più onestà civile e intellettuale.

      MAURO

  2. son stufo di pagare la sicurezza negli stadi tutto l’anno per quattro idioti che si menano e sfasciano macchine… son stufo di pagare le tasse anche per la chiesa… son stufo di pagare gli stipendi ai parlamentari… son stufo di pagar parcheggi per quelli che usano l’auto invece della bici… son stufo di pagar la sanità per quelli che si ammalano bevendo e fumando… son stufo di pagare il canone rai per le schifezze pomeridiane e serali… son stufo di pagar la sanità per quelli che pigliano malattie andando a puttane… son stufo di mantenere metà paese che non c’ha voglia di fare un cazzo… son stufo di populismi da quattro soldi…

    robert

    • Pietro Pagliardini ha detto:

      sono stufo di queste parole del Nulla che non hanno nulla davanti e nulla dietro
      Pietro

      • LdS ha detto:

        pietro, un esempio, perchè non fai la stessa battaglia quando fanno fuori un conduttore che fa il 20% di share serale e porta all’interno di un’azienda pubblica centinaia di migliaia di euro e, facendolo fuori, si avvantaggia il diretto concorrente che, guarda caso, è il presidente del consiglio a capo di un’azienda privata? perchè non ti lagni che il foglio e libero pigliano soldi pubblici?

        non c’è nulla di male nel fare i conti al pubblico quando usa i nostri soldi, anzi, è auspicabile. però sarebbe davvero ora di finirla con questa logica, da leghisti-coattaro-romani, che ciò che non ci piace non va finanziato.

        robert

  3. Pietro Pagliardini ha detto:

    robert, prendi una tachipirina perché mi sembra che tu sia preso da una strana febbre figlia di attesa per-elettorale che ti fa straparlare e, al mio paese si dice, “pisciare fuori dal vaso” (lo metto tra virgolette così si capisce che è una dotta citazione e non una volgarità).
    Perchè Bersani dice tutti i giorni la stessa cosa e non lo internano? Che c’entra? Niente, ma fa il paio con quello che tu dici. Forse non te ne sei accorto ma qui, in questo blog la politica c’entra ma un certo aggancio con il nome ce l’ha sempre.
    Al bar si discute così: si parte da Berlusconi e si arriva alla crisi dell’Inter e allo scudetto rubato e poi alle scommesse clandestine e agli arbitri comprati, per arrivare al traffico e quanto sono vagabondi gli statali e, gira, gira, si trona a Berlusconi.
    Divertentissimo, per carità, ma il professore non serve caffè. In compenso non ci chiede un euro ogni volta.
    Pietro

  4. ettore maria mazzola ha detto:

    Robert,
    Pietro ha ragione! Perché ami tirar fuori cose che non hanno nessun senso?
    Qui non si tratta di far politica (ma pare che tu non riesca a farne a meno), e non si tratta di prendersela con quelli che fanno, con denaro pubblico, cose che non piacciono alla maggioranza degli esseri umani, ma di prendersela con quelli che, per fare questo, obbligano lo Stato a dirottare denaro pubblico che potrebbe essere utilizzato per fini molto più redditizi per l’intera collettività. Qui si sta criticando chi, facendo spendere del denaro pubblico in edifici, mostre, convegni ed eventi che non hanno alcun valore, aumenta vergognosamente la spesa pubblica senza portare alcun ritorno per la collettività.
    Se vogliamo, ce la stiamo prendendo anche con gli intellettualoidi che con la loro pseudocultura non fanno altro che alimentare questo sistema marcio fin nelle radici!
    Spero di essere stato chiaro
    Ciao
    Ettore

    • LdS ha detto:

      ettore, criticate il maxxxi solo perchè siete infarciti di ideologismo.

      in italia vi sono circa, se non sbaglio, 3500 musei: dalla pinacoteca all’archeologico, a quello dedicato alla bonifica, alla civiltà contadina, sino al museo del fischietto. li visiteranno, forse (e sottolineo forse) una persona al giorno. praticamente soldi buttati dalla finestra per tenere aperto cose che nessuno visita e, a ‘sto punto, mi verrebbe da dire, che nessuno capisce.

      modesta proposta: chiudiamo il maxxxi però in cambio chiudiamo almeno 3000 musei e teniamo aperti solo quelli che fanno soldi.

      robert

  5. biz ha detto:

    Secondo me ha ragione Robert. Questo modo d’affrontare la questione “non coi miei soldi” è potenzialmente distruttiva di una società, perché i gusti sono diversi, e ciascuno ha poi sempre qualcosa da ridire su come vengono spesi i soldi (ad esempio, per quale c… di motivo si dà per scontato che lo Stato italiano debba “pisciare” decine di MILIARDI di Euro (mica milioni) per fare quell’opera di inutilità ormai conclamata che è la TAV Torino Lione? Per SCONTATO, e chi non è d’accordo è un mezzo criminale?) Ma questo è solo un esempio, giusto peraltro. L’elenco, ha ragione Robert, per ciascuno è infinito. E allora basta. Discutiamo nel merito di come nello specifico vengono usati i soldi pubblici, ma per favore, basta con queste nenie tipo “non coi miei soldi”. Se chi è stato democraticamente eletto ha deciso di spenderli così, rassegnati : anche coi tuoi soldi.
    Certo, si deve dare la possibilità di non votare pìù chi li spende in un modo che non ti va, cosa che con il PORCELLUM è ancora più difficile. Anche di questo dobbiamo ringraziare questa dannata maggioranza.

  6. Pietro Pagliardini ha detto:

    biz, in Francia hanno l’arte di stato che finanzia, per legge, l’arte contemporanea. Il fighissimo ministro Lang la istituì. Ma in Francia, avendo una “religione” laica di stato, sono, per così dire, giustificati: devono alimentare un’arte laicissima.
    D’altronde nei campanili delle chiese sopra o sotto l’orologio c’è scritto: libertè, egalitè, fraternitè. Il marchio dello stato nella religione, una religione superiore che ne controlla un’altra.
    In Italia non c’è l’arte di stato ma ci sono solo lobbies più potenti di altre che tirano da una parte o dall’altra facendo un patchwork piuttosto confuso e dispendioso.
    Non credo che nessuno di noi desideri un’arte di stato. Se qualcuno lo desidera ce lo dica per favore, così sappiamo di cosa si ragione. Però abbiamo un patrimonio immenso da salvaguardare. E dedicare a questa le risorse non mi sembra arte di stato ma solo sana amministrazione del bene e rispetto dei gioielli di famiglia.
    E’ chiaro che dietro c’è un giudizio, ci mancherebbe altro. Ma sfido chiunque a dire che si deve dare prevalenza alle schifezze contemporanee rispetto all’altro.
    Quanto alla TAV, mi spiace ma non c’entra un fico secco. Qui l’interlocutore, o l’obiettivo o il referente è il Ministero dei Beni culturali e i vari sindaci, non il Ministero delle infrastrutture o i sindaci direttamente interessati alla TAV.
    Mi risulta insopportabile legare insieme cose diverse e alimentare un inutile chiacchiericcio inconcludente, sfogatoio per pulsioni di tipo politico.
    Insisto: qui si parla di architettura e arte e io rivendico, qui, in questo blog e ovunque si parli di arte e architettura il diritto e la pertinenza di ribadire NON CON I MIEI SOLDI, come i cattolici hanno il diritto di protestare se le chiese costruite con le loro offerte fanno schifo e possono dire la stessa cosa.
    Se l’arte contemporanea è merce, ed è merce, vada sul mercato.
    Praticamente chiedo una privatizzazione. Virtuale ma che fa risparmiare molti soldi.
    Ciao
    Pietro

    • biz ha detto:

      Pietro, nel merito possiamo pure essere d’accordo. Ma noto di passata che il tema “arte contemporanea” e suoi finanziamenti pubblici è mondiale, non nazionale. Insomma, non è che nelle grandi capitali internazionali – tutte – le cose vadano diversamente.
      E comunque, il tema “come spendere il denaro pubblico”, nella forma protestataria “non coi miei soldi ciò che non mi piace” è cosa diversa. Perché allora posso parlare di tutto (ecco l’obiezione di Robert che condivido).
      Direi, comunque, che la TAV c’entra pure con l’architettura, in senso ampio. Di sicuro, una TAV non può portare che un certo tipo di concentrazioni e edifici (che a te non dovrebbero tanto piacere).

  7. ctonia ha detto:

    Pietro, tu vuoi uno stato non etico ma estetico :-)
    Il tuo programma può realizzarsi parzialmente solo con il “limite” degli strumenti democratici del consenso e quindi delle scelte, come succede in Gran Bretagna, Stati Uniti, Germania… Mentre è perfettamente realizzabile, senza limiti, in Cina.
    Tocca preferire la prima alternativa. Può riservare soprese non gradite, come il Maxxi-sòla di cui parliamo spesso, sono d’accordo… Però, come dire, anche dove l’amministrazione comunale funziona molto meglio che a Roma, Bilbao o San Sebastian, ad esempio, è impossibile trovare nella società un accordo onnicomprensivo anche quando mezzo mondo viene a vedere quegli edifici e quelle mostre. Ma poi, è davvero importante che tutti siano d’accordo? Secondo me no.
    L’unica cosa che puoi fare è politica, culturale, dibattiti, scritti, giornali, polemiche, blog, iniziative. Non mi pare poco rispetto alla Cina :-)

    • Pietro Pagliardini ha detto:

      Sono d’accordo ctonia, assolutamente d’accordo. Nel mercato però la democrazia non è il voto, è il la domanda e l’offerta e quindi l’acquisto. La mettono sul mercato, come fanno gli stilisti con i loro abiti, che sono molto più artistici di questi sciagurati artisti (l’ho già detto e adesso basta) e si affidino alla concorrenza.
      Però a quella vera non a quella municipalizzata. E se vince, pazienza, non voglio mica imporre con la forza niente.
      Ciao
      Pietro

      • ctonia ha detto:

        Si, certo, il criterio della concorrenza però lo applicherei alla gestione delle strutture finanziate dallo stato. Ad esempio, la gestione del MAXXI la metterei a concorso come una qualsiasi altra fornitura delle amministrazioni statali, e vinca il migliore ogni tot anni; hai visto mai che con la rotazione dei cervelli non si riesca ogni cinque o dieci anni a trovarne qualcuno meno decerebrato di quelli attuali…

    • MAURO ha detto:

      Abbasso lo stato ETICO (un vero liberale rifugge sempre dall’idea di uno stato etico)
      W lo stato ESTETICO.
      Mauro

  8. ettore maria mazzola ha detto:

    quando si spendono 220 mlioni per un museo inutile pur mancando nelle casse pubbliche gli 11 milioni che servivano per il restauro delle volte del colosseo … mentre si spendono 75 milioni all’anno per gestire un museo che non riesce a pareggiare i conti di gestione (perché non interessa a nessuno), e al contempo si assiste al di monumenti che attirano il pubblico di tutto il mondo, c’è da restare esterrefatti davanti a chi tira fuori commenti idioti a difesa – o a giustifica – di certe cose, menando il can per l’aia con dubbie argomentazioni pseudopolitiche.
    Mettete da parte la vostra ideologia e pensate al bene comune

    • biz ha detto:

      Scusate la ossessione: ma con 220 milioni non si fanno nemmeno due km di TAV.
      Se la linea attuale fosse satura, evvabè. Ma è usata al 30%. Quindi, il vantaggio sarebbe di avere la merce Lione Torino con un’ora d’anticipo.

      Questo per dire: ce la meniamo con il Maxxi, ma poi di fronte a queste autentiche TRUFFE di tanto, tano denaro pubblico gli architetti stanno zitti.

      • LdS ha detto:

        dai biz, sei un intellettualoide che mena il can per l’aia con argomentazioni pseudopolitiche… l’hai mica capito? :-)

        robert

  9. Pietro Pagliardini ha detto:

    ctonia, tu hai una grande fiducia nell’efficienza dello stato! Tu dici: diamole in gestione e spetta a voi far tornare i conti. Sembra vera, detta così. E se i conti non tornano chi ce li metterà i soldi?

    A biz dico: ma ti sembrano pochi 220 milioni di euro+75 per le spese annuali di gestione (e di personale?). Il confronto con la TAV proprio non sta in piedi: quelli sono cifre favolose buttate via (seguo il tuo discorso) e allora cosa vuoi che sia buttarne via altri 220! Questo è il ragionamento che fanno i politici per difendere ogni loro spesa: rapportarsi a quelle ancora più grandi, ugualmente buttate. Ma, come diceva Totò, è la somma che fa il totale.
    220 milioni è una cifra altissima in valore assoluto e 75 milioni all’anno è addirittura spropositata.
    Vuoi un paragone con gli stipendi dei parlamentari? 220.000.000/13 mensilità/1000 parlamentari=euri 16.923,00 in meno a ciascun parlamentare al mese, vale a dire che azzererebbe i costi del Parlamento (solo i politici, non il personale) e avanzerebbe pure qualcosa. Se ti sembra poco….
    Ciao
    Pietro

  10. sergio 43 ha detto:

    Una voce dal sen fuggita e risvegliata dal calor bianco della polemica chiede a se stessa: Ma quanto è convenuto alla Francia, in termini di costi, costruire il Viadotto di Millau, il più alto ponte strallato d’Europa, rispetto all’accorciamento di un paio d’ore del vecchio percorso? Ma quanto é convenuto ai due paesi frontalieri, Danimarca e Svezia, in termini di costi, costruire il Collegamento di Oresund, il più lungo ponte strallato d’Europa, rispetto all’accorciamento di qualche ora per unire Malmoe a Copenhagen? Quanto è convenuto a Francia e Inghilterra , in termini di costi, costruire il Tunnel sotto la Manica? Quanto é convenuto alla Svizzera, in termini di costi, costruire il più lungo tunnel ferroviario del mondo? Quanto é convenuto alla Turchia, in termini di costi, costruire i ponti sul Bosforo? Non tocchiamo poi il nervo scoperto, tutto dettato dalla vis polemica Sinistr- Destr, del Ponte sullo Stretto di Messina e la guerriglia in Val di Susa! Se tutta l’arte del costruire della nostra civiltà, che non è mai stata solamente di ispirazione religiosa ma, dagli acquedotti romani in poi, di civile utilità, si riduce soltanto ai calcoli da ragioniere e non ai sogni che cosa rimane? Da quello che dite sembrebbe oramai ineluttabile affermare che “l’Occidente è morto” e, come profetizzava il grande Woody Allen, “neanche noi stiamo tanto bene!”. A me pare invece che se anche la situazione della nostra civiltà occidentale non è florida per l’abbandono di ogni speranza escatologica e se chi sta grave è soprattuto l’Europa, noi siamo in condizione pre-agonica per nostri congeniti difetti che sono o auto-consolatori o auto-distruttivi e per la nostra conclamata incapacità di sentirci una comunità, alla nostra voluttà di vedere dall’altra parte sempre dei mostri e non dei concittadini, alla faccia della retorica sull”Unità d’Italia. Se tornasse Massimo D’Azeglio dovrebbe tristemente constatare che, se mai all’inizio c’era stata una possibilità, “gli italiani non si faranno mai”. Voglio però sperare che tante apocalittiche affermazioni siano dettate solamente da acidità di stomaco! Altrimento, con questi presupposti, a quale prò tenere aperte le Facoltà di Architettura, specialmente quella de “La Sapienza” (sic!)? Lasciamo che le nostre città ed edifici siano opera dei capomastri massoni (da leggersi derivante da “mason”/muratore) con la loro esperienza e con la loro pratica. D’altronde il 90% dei centri storici e delle cattedrali europee e il 90% delle odierne conurbazioni abusive, nell’indifferenza generale, lo hanno costruito loro con universale soddisfazione (ricordate di qualche giorno fa il titolo “Senza architetti”?).

    • Biz ha detto:

      Sergio, lei avrebbe ragione se si trattasse di contruire il traforo del Frejus. Ma le ricordo che è stato già fatto un bel po’ di tempo fa.
      Non si tratta di essere contro le grandi opere, le cose nuove, ecc. Si tratta di essere contro opere utili solo a drenare soldi dalla gente comune a grandi gruppi industriali e finanziari realizzando cose per lo più dannose e che non migliorano la vita delle persone.
      Il Traforo del Frejus migliorava la vita delle persone. La Tav valsusina no.

  11. sergio 43 ha detto:

    Si, Biz! Ma oramai non vogliamo credere più a niente e a nessuno! Una forma di nichilismo estremo per cui gli studi e le opinioni di commissioni di studiosi, esperti, economisti sono valutati mediaticamente alla stessa stregua delle opinioni di un centro sociale che alla fine si mette un cappuccio in testa, riempie una bottiglia di birra con la benzina e, sicuro che il giorno dopo apparirà sui media (un giorno o l’altro mi immagino di vedere come allo stadio il cartello “Hi, mom! I am here!), si scatena contro i Complotti o i Protocolli che, ripeto, non credendo più a niente e a nessuno, sempre immaginiamo siano dietro all’agire umano (una volta erano o pluto-giudaico-democratici o dei Savi di Sion o del SIM=Stato Imperialista delle Multinazionali o, ora, Grandi Gruppi Industriali e Finanziari). Tu dici: “Meglio il Frejus!” e io ti ascolto interessato, pur non avendo alcuna certezza che, fatte le sommatorie delle opportunità, questa scelta sia migliore della Val di Susa e non sia dettato principalmente dal famigerato e egoistico NIMBY o dalla contrapposizione ideologica da cui poi è impossibile uscire.

  12. ettore maria mazzola ha detto:

    Robert, non c’è alcuna ideologia, è una questione di etica e non di estetica.
    I musei che citi, e che anch’io chiuderei in massa quando non servono ad attirare turismo ma solo a giustificare stipendi, non sono costati 220 milioni di euro e, comunque, non costano 75 milioni di euro all’anno di gestione.
    Il tuo problema è che ami far polemica, specie contro me e Pietro, ma non hai nessuna argomentazione logica

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