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CHEDIOCELAMANDIBUONA …
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come ho già fatto con il post di Prestinenza Puglisi sul sito del NIBA, commento così:
la realtà è che, nel settembre 2005, i “grandi nomi” dell’architettura italiana, presentarono una lettera al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio, per rivendicare la loro bravura e il loro disappunto riguardo l’affidamento di progetti ad archistar straniere.
Oggi, per evitare polemiche, secondo il principio del “do ut des” i politici italiani affidano incarichi e consulenze a questi dinosauri per evitare che essi li attacchino pubblicamente in caso di progetti-scempio fatti fare a delle star straniere. Alla fine dei conti chi ne fa le spese sono i giovani, che risultano perennemente esclusi da concorsi che, sempre per far contenti i dinosauri, prevedono la necessità di mostrare volumi di affari e numero di impiegati impossibili per chi abbia meno di 60 anni (e i “giusti contatti”) … questo perché certi argomenti dovrebbero essere sinonimo di garanzia, anche se poi succede che il Ponte di Calatrava rischia di venire giù, e alla Stazione Tiburtina non c’è la possibilità di accesso per i camion dei VV.FF.
Ma anche le città ne soffrono, perché i progetti di questi personaggi, stranieri e nostrani, parlano una lingua che, rarissimamente, ha a che fare con i contesti in cui intervengono, sicché la gente comune, quella che necessità un senso di appartenenza al luogo, viene gradualmente obbligata a spersonalizzarsi in realtà che risultano uguali in qualsiasi angolo del pianeta … per esempio si noti l’imbarazzante somiglianza tra il Museo di Liverpool e il MAXXI. Che dire poi dell’artigianato locale e dell’ambiente, penalizzati da un’edilizia industriale che prevede la produzione degli elementi costruttivi a migliaia di chilometri di distanza dal luogo d’impiego. Il risultato di tutti i “grandi progetti” (energivori) realizzati in nome dell’ego dell’archistar di turno, inclusi quelli che vengono spacciati per essere “bio” o “green” è che l’ambiente ne soffre a causa della loro sconsiderata dipendenza dall’energia e a causa della loro vita breve
Poggioreale. Curiosa omonimia.
arch. Paolo Portoghesi, classe 1931 e mi fermo qui… Evvai, largo ai giovani!!!!!
ARCHITETTURA E PANNOLONI
La Wanda Osiris de “Noantri” non molla la scena, come una patetica diva sulla via del tramonto che sgomita tra più toniche e sculettanti aspiranti divette, Portoghesi cerca l’ultimo riflettore e lo trova, complice un disperato sindaco Alemanno che comincia a vedere materializzato lo spettro della mancata rielezione dopo una interminabile sequela di errori. Ma il problema non sono solo gli ottant’anni dell’architetto romano; (il centenario Niemeyer lo avremmo accolto con un plauso unanime), Portoghesi è considerato quasi universalmente un ottimo storico, ma una pippa stellare come architetto e vederlo ancora proporsi nel suo ruolo peggiore, senza che la presunta saggezza che portano gli anni intacchi la spessa scorza di arroganza e presunzione, lo espone al ridicolo, al compatimento e all’inevitabile pubblico
ludibrio.http://www.facebook.com/#!/profile.php?id=1551152728
Tutto sommato, l’amianto presente sull’area Italcementi di Senigallia era peggio… …forse!