Questa voce è stata pubblicata in Architettura. Contrassegna il permalink.

7 Responses to

  1. isabella guarini ha detto:

    Non riesco a spiegare il motivo per cui le ali dell’Angelo escono dal colonnato, tagliando la prospettiva delle colonne. Ciò si verifica non solo nell’Annunciazione di Cortona, ma anche in altre, mentre, nel dipinto dello Sposalizio della Vergine in predella, è una coppia di sottili trombe allungate a tagliare le colonne in prospettiva!

  2. Pietro Pagliardini ha detto:

    Cara Isabella, la prima risposta che mi viene in mente è…che non c’entravano.
    In realtà penso che quelle ali riportino al centro del quadro sia l’Angelo che la Madonna. Senza, in effetti, la scena sarebbe sbilanciata tutta a destra, essendo la parte sinistra abbastanza vuota. Se guardi bene nel punto di fuga del colonnato non c’è praticamente niente.
    Inoltre credo che le ali e la parte inferiore dell’abito che si inseriscono tra le colonne servano ad accentuare la profondità e quindi l’effetto prospettico.
    Ciao
    Pietro

  3. isabella guarini ha detto:

    Caro Pietro, ti ringrazio per avermi sollecitata ad approfondire la questione, che un po’ mi ha tormentato. Penso che le ali dell’Angelo, fuoriuscendo dal colonnato, servano a segnare la linea d’orizzonte che divide lo spazio a sinistra in un sopra, in cui è rappresentata la cacciata di Adamo ed Eva come prima rottura tra l’Uomo e Dio, e un sotto, in cui sono minuziosamente disegnati fiori, simbolo e presagio della vita del nascituro, tra purezza e passione. Lo spazio “vuoto” di cui parli potrebbe rappresentare il contrappunto tra lo spazio simbolico e quello concreto, fatto di materia architettonica.

    • Pietro Pagliardini ha detto:

      Isabella, le tue sollecitazioni sono sottili e può darsi che il simbolismo di cui parli sia vero.
      Ma io sono legato al vituperato Matteo Marangoni, Come si guarda un quadro, che in pittura faceva una netta distinzione tra il “contenuto” e la forma del quadro. Come a dire che i contenuti possono essere profondi, importanti, coinvolgenti emotivamente, ma se il quadro fa schifo, fa schifo.
      Analogo metodo applico alle canzoni, al cinema e quant’altro. Mi sono trovato sempre bene (soprattutto con me stesso,in verità, meno con gli altri). Ma sai com’è, dopo qualche anno di cineforum con film brasiliani, ungheresi e polacchi, per non dire di Godard, uno di contenuti ne ha piene le tasche e ogni tanto cerca anche un bel film.
      Vedo piuttosto che il nostro prof. deve aver trascorso un’estate Umbro-Toscana, a metà tra il bucolico e il culturale, come dice Benigni. E’ tornato riposato e meno annoiato, dato che ne fa dieci al giorno, di post!
      Ciao
      Pietro

  4. Manuela Marchesi ha detto:

    Secondo me, a parte le ragioni compositive di bilanciamento, quelle ali danno il senso dell’Arrivo improvviso di un Messaggero estraneo, che è pronto a volare via appena portato a compimento il suo incarico. In buona sostanza mi appare una scelta “dinamica”.

  5. pietro pagliardini ha detto:

    Adesso sono a casa e ho preso il libro di Marangoni. Purtroppo questa Annunciazione non è commentata. E’ commentata invece un’altra Annunciazione del Beato Angelico, ma non quella del post che segue, bensì una, sempre a San Marco molto più essenziale, che si svolge all’interno del loggiato, con un frate o un Santo sulla sinistra nel fondo. Secondo Marangoni è la più bella di tutte le Annunciazioni dell’Angelico poiché impostata tutta in verticale (questo il link http://abbracciepopcorn.blogspot.com/2009/11/la-pittura-nel-cinema-giulietta-e-romeo.html – scorrere verso il fondo: è quella accanto alla finestra). L’idea geniale è ” di aver approfittato del ritmo curvilineo del soffitto della cella per farne quasi il motivo dominante continuandolo nelle figure… L’Arcangelo è uno dei più ammirevoli dell’Angelico, miracolo di grazia celestiale e di concretezza terrena, in quella sua ferma dignità statica e morale……”.
    Non posso trascrivere tutto il testo, ma si comprende abbastanza bene come l’autore del testo interpreti i quadri.
    Pietro

  6. isabella guarini ha detto:

    Caro Pietro, ma il Beato Angelico è tale proprio perché riesce a far una sintesi inscindibile tra forma e contenuti. Comunque, resta la grandezza dell’artista che sa parlare a tutti, a prescindere dai critici, che bisogna prendere sempre con le dovute precauzione per tutelare la partecipazione emotiva di chi comtempla l’opera d’arte.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.