Torri vecchie …Torri nove …

Sergio Marzetti: …

“Sembra niente però guardate la differenza tra la bianca torre di destra e la bianca torre di sinistra di Torbellamonaca. E’ bastato che un condominio decidesse di trattare il suo grigio scatolone, uno dei tanti regalato dal buon ex-sindaco Vetere a “Torbella”, ( così si studiano le gang di ragazzotti neo-pasoliniani: Io so’ de “Torbella”, e tu? – Io so’ der “Torpigna” e me ne avanto!) con fasce gradevolmente bicolori per fargli fare un salto di qualità. Questo per dire che basta poco perchè anche un edilizia economica e popolare possa apparire non indegna di una fuggevole e simpatetica attenzione passandole davanti. La stessa attenzione che porgiamo quando passando all’EUR sotto l’ex sede dell’Alitalia, ora Inail, notiamo che il semplice e leggero trattamento bicolore di superficie di Gino Valle ha dato a un edificio, già caratterizzato del suo, una nuova e fresca immagine. Purtoppo poco più in là appetiti molto più cannibaleschi hanno deciso di schiantare le tre belle e paesaggisticamente perfette torri, specchiantesi nel laghetto prospiciente. Ripropongo la proposta di uno, nessuno e centomila! Non sarebbe sufficiente, oramai vigliaccamente evaporata la proprietà pubblica, rivedere, con la stessa leggera intenzione, ‘utilizzo dei tre edifici di Ligini, parte a residenze e parte ad albergo per il vicino Centro Congressi? La speculazione economica avrebbe comunque il suo tornaconto, non sarebbe più necessario costruire il lastrone alberghiero di Fuksas (ci basta e avanza quello dell’ENI!), si eviterebbe di demolire un episodio importante della nostra storia e Alemanno eviterebbe di fare la figuraccia moltiplicata per tre di cui accusò le giunte precedenti quando demolirono la vecchia Teca per avere il bianco scatolone che nessun trattamento di superficie saprebbe vitalizzare (Ci provarono con tre patriottiche macchie di colore ma l’esperimento non é stato apprezzato! Allora il nessuno di prima, considerando questo blog nè un osteria nè un bar ma solo un comodo salotto dove un gruppo di conoscenti lasciano libero spazio alla loro fantasia e alle loro ipotesi, vorrebbe proporre un’altra idea! Perchè non spostare all’esterno del bianco scatolone di Meier il monumentale mosaico di Mimmo Palladino, appendendolo su una facciata verso il Mausoleo, invece di tenerlo nascosto nel foyer della Sala Conferenze? Vedi mai che colloquiando e opponendo linguaggio a linguaggio con gli altri mosaici della piazza, possa riuscire a dare un tocco di continuità all’invaso martoriato di Piazza Augusto Imperatore?”

S. M.

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