Materia scivolosa … molto … scivolosa …

Il misterioso Pi … risponde a S. M.: …

“Il testo di Sergio Marzetti è lungo e appassionato, vedo che condivide la preoccupazione per lo stato di abbandono e incuria in cui le nostre città si ritrovano, e credo che questa emergenza debba avere la priorità assoluta nelle attenzioni di tutti, massimamente di coloro che amministrano e delle persone avvedute e colte, che pure esistono, questo blog ne è una dimostrazione.
Confesso che lo scatenamento delle polemiche ogni volta che un architetto di nome riesce a costruire qualcosa di rilievo dalle nostre parti non mi appassiona per niente. Si tratta di eventi molto sporadici, a fronte di una attività edificatoria travolgente che procede impetuosa e indisturbata, alla faccia delle crisi e delle recessioni. Restando a Roma: l’agro romano è divorato pezzo a pezzo, gigantesche iniziative immobiliari si dispiegano in tutte le direzioni. Ogni volta che vado all’aeroporto di Fiumicino rimango allibito vedendo quello che cresce di qua e di là dall’autostrada, non tanto per la qualità delle architetture (che forse non sono neanche tutte orrende) ma per l’evidente assenza del benché minimo disegno strategico all’altezza della dimensione degli interventi e adeguato a quello che una capitale come Roma meriterebbe. A fronte di questi fatti confesso che accapigliarsi su Hadid o Fuksas, soprattutto per descriverli come poveri semianalfabeti del mestiere, non lo trovo né utile né interessante. Come non capisco l’eterna questione del rapporto con il cosiddetto “contesto”. Come detto, il 95% di quello che si è costruito o si va costruendo a Roma e altrove in Italia non ha minimamente la preoccupazione di riferirsi e rapportarsi ad alcunché. E’ ricorrente questo richiamare l’immagine dell’astronave marziana quando si esaminano queste sparute opere di rilievo che qua e là, con grande fatica, vengono alla luce. Si potrebbe dimostrare che la storia dell’architettura, dalle piramidi al Guggenheim della Quinta Strada, è quasi sempre uno lungo elenco di opposizioni al contesto, e che questo rapporto dialettico e conflittuale con il mondo circostante è spesso il sale stesso della qualità delle opere passate alla storia. La nostra è una materia scivolosa, perché tutto sommato si può sostenere qualunque tesi, e in fondo qui sta il bello del parlare di architettura, questo blog ne è la interessantissima dimostrazione.”

Pi

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3 Responses to Materia scivolosa … molto … scivolosa …

  1. pasquale cerullo ha detto:

    Cerchiamo di capirci. Dal 1989, l’anno della mostra sul decostruttivismo, sono passati ben, ben ben 20 anni. Un’epoca sufficientemente lunga per capire che certa architettura fatta in un certo modo, ha soddisfatto solo il palato della superflua visione della società. Io sono ancora del parere che si poteva fare di meglio e di più o non solo, per risolvere problematiche urbane; ma la ghiotta occasione di autocelebrarsi ha allontanato certi architetti e certa politica dalle necessità primarie dell’architettura e della società. Da questo punto di vista è stata un’ esperienza fallimentare. Resta in piedi sempre la validità del linguaggio moderno dell’architettura, meno in piedi l’uso strumentale che se ne è fatto. Quindi, misterioso Pi, il confronto relativo, tra la pessima architettura della provincia e della sofisticata architettura (di altra utilità) del centro, sono parte di uno stesso problema.

  2. sten. ha detto:

    Leggere casualmente questa critica alle 3 di mattina, 5 ore prima di fare la seconda prova dell’esame di stato, è stato determinante nonchè illuminante.
    Ho capito quanto sia importante l’opinione di quello che può definirsi un OSSERVATORE NEUTRALE CONSAPEVOLE.
    parlare di architettura è parlare di idee che ‘si picchiano’ a vicenda, una lotta deterministica.
    grazie e a presto.s.

  3. Pi,
    questo è un bel commento ‘bufala’.
    Ogni tanto ci vuole, specialmente per chi si ostina a vedere l’architettura dal divano del proprio salotto.
    Un caro saluto,
    Salvatore D’Agostino

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