+20% …

20percento

Stefano Salomoni ci scrive:

“Ho immaginato, un nuovo scenario.

Ora sono preoccupato.

Allego alla presente l’oggetto della preoccupazione!” …

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6 Responses to +20% …

  1. manuela marchesi ha detto:

    …..verandina…..

  2. Cristiano Cossu ha detto:

    Beh è molto più proporzionato dai… :-))))
    ciao
    c

  3. Pietro Pagliardini ha detto:

    Inquietante il 20%, visto così. Ma così non potrà essere per una serie di motivi, primo dei quali sarà impossibile accordare i condomìni e i condòmini (non è il caso della foto, ovviamente).

    Considero l’ampliamento del 20% delle abitazioni uni-bi-tri-(o che altro)familiari il segnale di un principio di libertà contro una pianificazione che non solo ha dato pessima prova di sé nel corso degli anni ma ha anche costretto i cittadini a divenire sudditi di politici, amministratori e anche architetti (che poi ci lucravano sopra con i progetti).
    Considero il suddetto 20%, in maniera un pò idealistica e ingenua lo ammetto, un ritorno alla crescita spontanea della città che, fino all’avvento dello sviluppo industriale, di una società complessa (che molti hanno fatto in modo di far diventare ancora più complessa), e dell’architetto di massa, cresceva secondo bisogno dandoci la confusione terribile e bellissima dei nostri centri storici.
    Sogno (sempre ingenuamente) un’urbanistica che dica:
    If= q.b. (quanto basta).
    Già, ma nella società complessa non è possibile. E allora contentiamoci del 20% per tutti (che non vuol dire nuove case) e rispondere ai bisogni e ai desideri della gente può vuol dire anche non spingere alla costruzione di altre case.

    Oggi non vedremo quelle meraviglie di un tempo ma almeno un principio di responsabilità rimesso nelle mani dei cittadini potrebbe esserci.

    E’ una norma che avrà più valore simbolico, un segnale appunto, che reale

    E poi….tranquillo Stefano Salomoni, di mezzo ci sono sempre le Regioni e i Comuni che, ne sono certo, sapranno “governare” queste crescite, facendo in modo che tutto rientri nei ranghi: “Grazie signor Sindaco per avermi concesso di aumentare di una stanza la mia casa!”.

    Non a caso il governatore Martini ha subito detto un bel niet (facendo incazzare, in realtà, molti dei suoi elettori e non solo per motivi di pancia, ma perché dimostra una volta di più il distacco di quella politica dalla realtà e dalla gente). Ma alla fine anche Martini e i vari Martini d’Italia, dovranno fare i conti con la realtà: quando la diga è rotta è difficile fermarla con il ditino alzato.

    Saluti
    Pietro

  4. pasquale cerullo ha detto:

    Già l’abusivismo imperversa senza bisogno che attenda di essere legalizzato. Le elucubrazioni di un uomo esaltato dal potere possono mai essere accettate pedissequamente? Nessuno controlla il suo stato mentale? Siamo in mano ad un esaltato megalomane, altro che contrapposizione politica, il problema va oltre gli schieramenti.
    Già il duo Veltroni-Rutelli ci ha fatto capire che lo scempio del territorio può essere agevolmente praticato attraverso le autorizzazioni degli enti locali, ed ora si legifera l’anarchia nazionale del faicomecazzotipare?!!?
    È una vergogna!!!

  5. sergio1943 ha detto:

    Avevo scritto, un pò annoiato delle solite giaculatorie e sui soliti luoghi comuni sull’uomo e sui suoi programmi così come descritti da Pasquale Cerullo. Ma, come spesso capita, batti un tasto sbagliato e tutto scompare dalla pagina. Come dice Paul Auster, sai quanto é meglio una vetusta macchina da scrivere che una dispettosa tastiera? Quindi riscrivo in breve il mio pensiero in merito alla proposta sul “20%” e mi ricollego ad una mostra di più di vent’anni fa ai Mercati Traianei. La documentata mostra voleva esporre i cambiamenti che la nostra città aveva subito appena dopo la Breccia di Porta Pia e la sua elezione a definitiva Capitale d’Italia. La città storica, insomma quella ancora della pianta del Nolli, nel giro di pochi anni si era dovuta sopraelevare quasi per intero (non certo Palazzo Farnese, Palazzo Pamphili, ecc. ecc.!) di uno, due piani, per venire incontro alle accresciute esigenze abitative dei cittadini di recente immigrazione. Come si vede niente di nuovo sotto il sole quando una crisi, vuoi politica, vuoi economica, vuoi sociale, obbliga gli amministratori a determinare nuove regole per ricomporre una situazione altrimenti gravosa. A me mette molto più paura un atteggiamento, non di attenzione e di opportuna critica, ma di rifiuto e chiusura a priori soprattutto quando viene da quell’establishment alla Crespi, Gregotti, Fuksas che sembra discendere da un empireo immacolato dove non esiste la vita vera dei milioni e milioni che debbono inventarsi di volta in volta una risposta alle loro mutevoli esigenze mentre le norme, necessarissime per un democratico quadro di riferimento, possono diventare un ostacolo se servono soltanto a rimandare, dilazionare, offuscare le richieste più che legittime dei cittadini.

  6. alfredo ha detto:

    senza dissertare sui massimi sistemi, terra terra, vorrei immaginare quello che succederà alla piccola casetta degnamente progettata e costruita da chicchessia. cosa ne sarà di quell’equilibrio e quelle proporzioni tanto sottilmente cercate e difese dagli attacchi inconsulti e stucchevoli della committenza o dall’incompetenza di piccole imprese edili poco inclini a capirti e a seguirti; il progetto di ampliamento andrà nelle mani del geometrucolo di turno o dell’ingegnere navale riciclatosi all’edilizia (perchè della riconoscenza della committenza, sono certo, non si potrà contare) e allora escrescenze tumorali e corpi estranei nasceranno come funghi e affanculo tutti i tuoi sforzi. (e intanto gli ordini professionali stanno a guardare).

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