Povera Italia … Workscape …

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anche l’Italia merita un premio … l’oscar della monnezza …

Collocato all’esterno del Padiglione Venezia ad anticipare la visione della mesta mostra “MAXXI cantiere d’autore – WORKSCAPE” trovate questo “coso”, non meglio identificato, che, secondo il Ministero per i beni e le attività culturali, sarebbe: “Il mandala del cantiere: intervento autoriale e segnaletico firmato da Italo Rota con la collaborazione, per la grafica, di Giorgio Camuffo, che introducendo il cantiere attraverso un intreccio di significati e di segni, ne sottolinea l’autonomia rispetto all’opera finita. L’installazione farà parte delle collezioni per il MAXXI architettura” …

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lo staff, al completo … davanti all’autoriale intervento …

Ancora una volta … grazie a Pio …
L’Italia conquista l’ambito “Oscar della monnezza” con questo pietoso larario dell’imbecillità istituzionale … dovuto alla illuminante genialità del reverendo Rota, già e non dimenticato, autore della chiesa-pollaio di Tor Vergata …

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5 Responses to Povera Italia … Workscape …

  1. Cristiano Cossu ha detto:

    Fatico a credere che tutto questo sia vero… Ora esiste pure l’autonomia del cantiere rispetto all’opera finita, autonomia autorale s’intende…
    E’ scioccante assistere alla celebrazione del nulla da parte di questi chierici mezzo affaristi mezzo estenuati chiacchieroni.
    A ottobre sarò a Venezia per seguire un convegno collegato alla Biennale, metterò anch’io una tunica e girerò intorno al mandala sino a che non mi apparirà qualche divinità… Pur di credere che in Italia sia possibile fare architettura sono disposto a tutto!
    saluti
    cristiano

  2. maurizio de caro ha detto:

    Caro Professore,
    lo staff fotografato esprime uno dei momenti più significativi dell’involuzione architettonica del nostro paese perchè Guccione,Pio Pio Baldi e soprattutto Italo(Sacra)Rota,non rispondono a nessun criterio di scientificità e di cultura progettuale.Cospirano contro la ragione e le ragioni dell’architettura e mi sembra che stiano vincendo…..si ricordi del trionfo fascista dell’Arengario di Milano opera yè-yè di I.S.A., si sempre lui: il parroco…

  3. maurizio s. conte ha detto:

    Non sono andato alla Biennale nè vi andrò, giacché il tema conduttore mi sembra esattamente il contrario di quel che dovremmo discutere ed affrontare. Sempre più grandi capitali immobiliari internazionali investono sulle rapide trasformazioni urbane, e per indorare la pillola si agghindano di qualche nome altisonante di archistar, grimaldello acquiescente per i torpori culturali del nostro bel mondo occidentale, stupito da cotanta fantasia e stregato nella rete della propria ignoranza.
    D’altronde non era Fuksas, recente ed ineffabile direttore della Biennale, colui che per realizzare e sostenere la sua nuvola romana utilizza piloni di peso abnorme(alla faccia della leggerezza), che affermava che ogni vent’anni le città bisogna rifarle?
    Questi architetti/artisti/vate, in nome dell’innovazione, sarebbe meglio dire della novità, e di cospicui compensi rappresentano la testa d’ariete di quella globalizzazione economica che sta rapidamente annichilendo la complessità e diversità dei luoghi del mondo.
    E in questa inesausta rincorsa cominciano ad essere sostituiti da designers, scultori, artisti in genere(termine che ormai non si nega a nessuno), specchio dolente del disastro dei nostri antichi saperi.
    A Napoli lo scultore anglo-indiano Kapoor ha ricevuto l’incarico di progettare una stazione della metropolitana; e cosa ha fatto? Ha riproposto pari pari la gigantesca bocca/vulva di Washington al costo di 50 milioni di euro, tra l’ammirazione patetica dei più, auspice il nostro governatore regionale, con giganteschi problemi di acqua piovana, che penetra all’interno fin sui binari, e di surriscaldamento. Tutta la sottostante parte logistica costerà altri 100 milioni di euro!
    Evviva la modernità, l’arte, la tecnologia! Ma l’Architettura dov’è? Il significato pubblico, il luogo, il senso di responsabilità, la sostenibilità e così via…

  4. Attilio Agonagro ha detto:

    A quando una petizione per rimontare i ponteggi sul Museo dell’Ara Pacis in maniera da coprirne pudicamente certe zone prima non viste? Ha notato, professore, quale altra (misera) valenza urbana assume l’opera una volta messa a nudo proprio come se fosse un progetto maturo e adulto? Sarà banale dirlo, ma la sua invadenza ora si percepisce benissimo. Attendiamo l’obelisco ora, che germogli vigoroso.

  5. non direi proprio ha detto:

    perfetto maurizio. ma due precisazioni. l’esposizione delle metropolitane di napoli era l’unica assieme al funerale israeliano a mettere in mostra l’architettura. proponendo tra l’altro il compitino ben svolto con linguaggio non originale ma ormai consolidato di Pitzalis che si aggiudica il premio di miglior progetto intravisto (era nel corridoio d’uscita e comunque la gara non vedeva troppi concorrenti al via).
    la seconda precisazione riguarda il progetto di kapoor che non è esatto assimilare ad una vulva quanto a quei cuscini-scherzetto stile amici miei che sottoposti alla pressione corporea del sedente provocano peti ed ilarità.

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