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LACAPANNADIDUILIO …
Pubblicato in Architettura
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CENTOCINQUANTESIMO …
Pubblicato in Architettura
3 commenti
1911-2011..cento anni di progresso (?) …
“caro professore,
passando per Valle Giulia questi giorni ci si imbatte in alcuni sconcertanti (e oltremodo scomodi per i cittadini) “padiglioni” che dovrebbero celebrare i 150 anni del nostro paese.
Non ho potuto fare a meno di confrontare i suddetti padiglioni con la Valle delle Accademie e il Museo d’Arte Moderna,costruiti giusto 100 anni fa per l’analoga ricorrenza.
Si potrebbe obiettare che in questo caso si tratta (fortunatamente) di costruzioni temporanee..eppure sempre un secolo fa,spostandosi solo oltreTevere,nella odierna piazza Mazzini ci si ritrovava in uno scenario sorprendente,soprattutto per noi che conosciamo la zona oggi,fatto di padiglioni regionali,anch’essi “effimeri”.
Viene da chiedersi se in questi ultimi cento anni siamo migliorati,se la nostra architettura sia divenuta più raffinata o se piuttosto si sia smarrito il gusto (certo opinabile e soggettivo) e soprattutto la capacità di elaborare soluzioni mai banali a problemi complessi;in poche parole progettare.”
Andrea Bentivegna
………………….
L’arcipelago della vergogna …
caro Bentivegna, lo spettacolo offerto dalle “isole” espositive di Valle Giulia è, semplicemente desolante e ben corrisponde
all’uso indecente dell’architettura e degli spazi pubblici di questi ultimi anni …
(credo che tra gli organizzatori di questa patetica “kermesse” ci siano anche gli immarcescibili “gestori” della vergognosa
“valorizzazione” “culturale” del Vittoriano) …
Freccia Rossa e Frecce Tricolori … trullallà …
non ci sono parole per sottolineare l’insipienza, l’arroganza, l’ignoranza e la volgarità, anche, di quest’ultima iniziativa …
non so chi siano i “progettisti” attuali … e, comunque, mi vergogno per loro …
riconosco però, nelle foto d’epoca che ci invia, …
la mano di Arnaldo Foschini, di Marcello Piacentini e di Cesare Bazzani …
anche all’epoca del primo cinquantenario esistevano sicuramente le cricche, le confraternite, le massonerie, ma, almeno, …
gli architetti avevano le palle …
Pubblicato in Architettura
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Cozze e … Budere …
Da Eduardo Alamaro: …
“…. Un ulteriore esempio d’adattamento della lingua al locale quotidiano vernacolare “prensile” nostro, mi è capitato oggi: parlando stamani della prossima estate con una mia amica (per la verità molto colorita e colorata)…; parlando di spaghetti con le cozze mangiate in riva al mare … mi diceva che loro poi vanno sempre via in macchina, da Sorrento a Napoli, alle 15.
“E perché così presto?” …, le domandato. … “Pecchè ‘e budere stanno ancora spaparanzate ‘o sole ‘ncopp’a spiaggia”… e non c’è traffico.
Domanda mia: “‘E Budere, e che sso’?”.
Risposta sua meravigliata: “Ma comme … ‘o saje a chillu pittore che fà ‘e femmene chiatte – chiatte …?” … “Ah, Botero? … e tu dici Budere!”, le ho risposto.
“E va bè, è più giusto: so’ femmene, … io dico ‘e quadri suoi …”
Quindi per lei Botero dipinge Budere, … il maschile del suo cognome Botero è stato girato al femminile Budere (delle sue femmine chiatte-chiatte dipinte); la “o” è diventata “u” (così come l’Edoardo del Nord diventa Eduardo al Sud-Italia, a Napoli), .. e la t è diventata d, …; e poi Budere (forse) ha più assonanza con balene e budelle, burdelle, … non so, suona meglio così: è più dispregiativo.
Adotterò anch’io questo vocabolo: da oggi quelle donne napoletane chiatte-chiatte “spaparanzate beatamente ncopp’a spiaggia ‘e Surriento” alle 15, anzi a tutte le ore, saranno anche per me “‘e budere”.
Magari piacerà anche a voi muratorini, … magari avrà successo … ma quale studioso scoprirà mai questa radice così nobile d’arte in “Budere”? Che tutto è iniziato dal travisamento e traviamento del cognome del famoso pittore Botero che dipingeva femmene chiatte-chatte (e che abitavano –forse- in case chiatte chiatte e tonde tonde di vernacolo edelizioso)?
Saluti e grazie a te, Ettore Maria Mazzola dalle Puglie,”
Eldorado
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