Comunque si voglia definire l’opera di Buzzi (eclettica, surrealista, ecc.), sta di fatto che la creatività (ma anche la perizia tecnica) con cui Buzzi ha impiegato il classico blocchetto di tufo (ovvero l’elemento che più di ogni altro è associabile alle peggiori brutture dell’abusivismo d’emergenza), è paragonabile solo a quella dimostrata da Portoghesi nella casa Baldi (sia pure per tuttaltre finalità). Si tratta di opere che, nel bene e nel male, rappresentano un unicum nel panorama architettonico del ‘900, e che, a mio modesto parere, ancora attendono una rivalutazione.
Comunque si voglia definire l’opera di Buzzi (eclettica, surrealista, ecc.), sta di fatto che la creatività (ma anche la perizia tecnica) con cui Buzzi ha impiegato il classico blocchetto di tufo (ovvero l’elemento che più di ogni altro è associabile alle peggiori brutture dell’abusivismo d’emergenza), è paragonabile solo a quella dimostrata da Portoghesi nella casa Baldi (sia pure per tuttaltre finalità). Si tratta di opere che, nel bene e nel male, rappresentano un unicum nel panorama architettonico del ‘900, e che, a mio modesto parere, ancora attendono una rivalutazione.