‘NA SCOLA ASSAI PIZZUTA …

chissà perché nessuno vuole dire una parola su quest’architettura? …

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6 Responses to chissà perché nessuno vuole dire una parola su quest’architettura? …

  1. ettore maria mazzola ha detto:

    forse perché è oscena?
    Ste schifezze le facevano fare (a forza) negli anni ’80 nei corsi di composizione a Valle Giulia, ricordo ancora i miei attriti con Desideri nel corso di Aymonino … e poi accusano di passatismo chi rispetta le tradizioni

  2. filippo de dominicis ha detto:

    ma che vuol dire un’architettura “oscena” ? sta in piedi, parla da sé, parlano i suoi dettagli, i suoi spazi. é un’architettura che parla del suo tempo, che forse é un tempo passato, forse tanto quanto le tue convinzioni. poi ognuno fa, pensa, insegna quello che studia, quello in cui crede!

  3. ettore maria mazzola ha detto:

    Caro De Dominicis, quando si progetta per il pubblico e con i soldi pubblici, non c’è spazio per progettare in base alle proprie convinzioni, troppi progetti del secolo scorso nati in questo modo stanno lì a ricordarcelo! A casa propria, e con i propri soldi e sulla propria pelle, ognuno può far ciò che crede, non ci sarebbe nulla da obiettare in una scelta del genere, ma non in questo caso. Se non ci sono le capacità di progettare per il bene comune e il buon senso, è bene che si faccia dell’altro nella propria vita. L’ideologia ha distrutto questa disciplina, e con lei le nostre città e il paesaggio, è ora di avere il coraggio di esprimersi senza mezzi termini, non c’è più spazio nemmeno per l’ipocrisia

  4. memmo54 ha detto:

    De minimis non curat praetor; qualunque foruncoloso studente del terz’anno farebbe meglio…molto meglio.
    Potrebbe essere questo il motivo…chissà…del successo tra gli addetti ai lavori in fieri o tra quelli già stremati.
    Qualcuno, non ricordo più chi fosse, diceva che gli dei tessono sventure perchè agli uomini non manchi di che cantare: quest’abisso farraginoso, capace di rivalutare in un istante, tutta la produzione del new-abusivism, è il contrappeso che esige un solo dettaglio dell’Architettura Vera; quella che abbiamo davanti agli occhi ogni volta che sfidiamo i centri storici.
    Quella che non parla al “suo tempo” ma al Tempo; quella devota all’Universo intero e non all’attimo fuggente.
    Ingegnarsi per essere riconosciuto è il miglio modo per farsi dimenticare.
    Saluto

    • :G ha detto:

      Caro memmo94,
      ti ho seguito fino a «…quella che non parla al “suo tempo” ma al Tempo; quella devota all’Universo intero e non all’attimo fuggente…» che ci ho come l’impressione sia una frase da terzo anno.

      Una saluto,
      :G

  5. stefano nicita ha detto:

    Sicuramente certe architetture moderne o contemporanee, soprattutto se concettuali, ideologizzate e autoreferenziali, invecchiano molto presto sia materialmente che linguisticamente. Quando poi, come certe opere d’arte, devono essere addirittura spiegate (o giustificate?) siamo alla frutta.

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