Le segnalo questa notizia illustrata.
Una degna sepoltura “ei fu turistica” … con tanto di reception, spazi espositivi, giardini pensili e serra solare all’ultimo piano.
Proviamo a guardare questa proposta senza il solito sguardo prevenuto archiwatchiano…..fatto?
Immaginiamo una bella giornata trascorsa al cimitero…tra una mostra, una conferenza, un pò di shopping e magari un fiore ad un caro estinto al 30° piano… Fatto ?
Che ce ne pare?
Una cosa è certa…non è un paese per vecchi…”
Salvatore Digennaro
Riceviamo da Giancarlo Galassi: …
«Cos’è questa storia di dolori e stanchezza,
e ira, scontento e speranze cadute?
Figli e figlie degeneri,
la vita è troppo forte per voi—
ci vuole vita per amare la vita.»
E. Lee Masters
Un libro che si legge velocemente.
Interessante come una rivista per parrucchieri.
Quindi un libro importante.
Eventi dell’architettura locale e nazionale ritornano attraverso gli
occhi della quotidianità lavorativa di chi vivendoli e rimasto immune
al filtro della «storia» che ormai convenzionalmente noi epigoni diamo
all’istituto della scuola romana.
In generale c’è un’aria cinica di mesta delusione.
Escluso il primo dei 16, la cui intervista forse andava pubblicata
per ultima per non infierire sugli altri al suo confronto non potendo
nemmeno accampare l’età a scusante.
E forse anche per dare un’illusione di speranza a chi è agli inizi di
questo lavoro.
Vite di architetti non riuscite pienamente nonostante la residenza in
centro e figli sistemati all’università.
Chi voleva fare l’attore o il pittore e purtroppo ha dovuto fare il
costruttore per pasta e patate.
La fatica degli attriti di vite familiari all’ombra dell’illusoria
consolazione di avere una vocazione superiore quale costruttore di
«città».
Infine la delusione per la consapevolezza dello scarso valore
obiettivo della propria opera, un valore che non corrisponde alle
attese giovanili, al di là degli encomi formali, ben oltre l’ «io sono
io e voi non siete un c…» ripetuto ai colleghi fino a perdere il
significato delle parole.
Un libro in cui spira un’aria grama.
Da leggere e di cui liberarsi al più presto.
Liberare, almeno lui, nel cassonetto della carta da riciclo.
G.G.