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ILMENOE’ILPIU’ …
Pubblicato in Architettura
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Le lacrime di Le Corbusier …
A chi ricordava della fatica per realizzare un opera di architettura
immaginando lo stress di Zaha Hadid o di Daniel Libeskind ecco
un’immagine di Le Corbusier in lacrime alla cerimonia inaugurale
dell’Unità di Marsiglia.
L’emozione gioca strani scherzi ai nervi anche alla vigilia dei
sessanta. In quelle lacrime tutta la fatica di venti anni di estenuante
entusiasmo per progettare architetture per un’umanità piena di speranza
nel futuro che, per di più, usciva sfiancata da una guerra terribile.
Per non parlare delle scaramucce a colpi di elzeviri combattute
contro i portatori sani di buon senso. Per l’Unità di Abitazione si
scatenò addirittura un’associazione di psicologi che assicurava
l’invivibilità degli alloggi e il certo formarsi di una generazione di
alienati da soffitti troppo bassi e pareti troppo vicine. Sul genere
di quelle argomentazioni parascientifiche che ancora oggi tormentano la
critica di architettura.
Non abbiamo da piangere più lacrime di speranze per l’umanità
realizzate in architettura come quelle che versa Papà Corbu. L’
architettura non può più essere idolatrata ed avere questo ruolo
salvifico. Per questo Zaha Hadid e Libeskind non mi faranno mai
pena.
Mi spiace, ma non fino a piangerne, che restino sempre i «portatori
sani di buon senso». Ancora oggi, come allora, il buon senso è la cosa
peggiore che possa esserci, se non altro perché è molto più discutibile
di quanto non voglia apparire. Il fatto che basti un po’ di buon senso
per capirlo ne è la dimostrazione.
G.G.
Pubblicato in Architettura
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PERIFERIAROMANA …
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