ILCOMITATOSULSOTTOPASSO …

Il sottopasso della discordia

Riceviamo e volentieri vi giriamo:

COMITATO RIPETTA

Carissimi,
ricapitoliamo qual è la situazione e i motivi della contrarietà al sottopasso e al parcheggio di passeggiata di ripetta.

– il sottopasso non puo’ portare nessun benefico effetto sulla mobilità: e’ previsto tra due ponti (dopo il ponte Cavour e prima del
Ponte margherita) senza quindi sciogliere i nodi creati dai semafori esistenti.

– il parcheggio non è destinato ai residenti : non c’e’ infatti vincolo di pertinenzialita’ , dove finiranno le auto di chi vive qui e lavora qui???
Verranno eliminati gli attuali posti su lungotevere e su passeggiata di ripetta e i residenti potranno solo parcheggiare a pagamento nei
posti a rotazione del Parking.

– I posti in vendita sono BOX e non stalli perche’ questa scelta se sono piu’ costosi per il costruttore ed occupano piu’ spazio? E’ facile
prevedere che questi si trasformeranno in depositi e cantine, come è già avvenuto in altre zone di roma ( es. trastevere) quindi non
toglieranno auto dalla superficie.

– i cantieri abbandonati di lungotevere arnaldo da brescia e piazza augusto imperatore sono lì a testimoniare una pratica ricorrente:
si aprono i cantieri e non si chiudono,rimangono lì a testimoniare l’indifferenza per la qualità della vita dei cittadini e l’improvvisazione con cui
si affrontano opere complesse che richiederebbero ben altra attenzione.

vi chiediamo di aiutarci a far presente queste cose a chi ha la responsabilità di gestirle per evitare questo disastro o quantomeno capire PERCHE’ si vuole eseguire un lavoro cosi’ invasivo e costoso (se non per il COMUNE, certamente per la COMUNITA’ e che non ha finalita’ comprensibili

SAREBBE UTILE FARE UN PICCOLO SFORZO ED ESSERE PRESENTI E NUMEROSI.
MERCOLEDI’ 21 SETTEMBRE ALLE ORE 10
IN VIA DELLE VERGINI 18
PRESSO LA SALA COMMISSIONI DEL SEGRETARIATO
AVVERRA’ L’AGGIUDICAZIONE PROVVISORIA DELLA GARA

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BELLIMPOSSIBILE

La mitica E-Type compie 50 anni

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QUERGRANFIJODENA …

“Storia vera, giuro! Così me la raccontò mio zio Federico. Aveva avuto all’età di più di 80 anni un problema di cuore ed era stato ricoverato al San Giacomo. Andai a trovarlo e lo trovai, pur appeso a non ricordo quanti fili, come sempre di buon umore. Cominciò a raccontarmi un pò di storie della sua vita: da ragazzo, da marinaio in tempo di guerra della sempre sconfitta Marineria Italiana. Io l’ascoltavo ogni volta con piacere. Sapeva raccontare e aveva i giusti tempi comici di un Aldo Fabrizi. Capitò, tra una storia e l’altra, il ricordo di quando da ragazzino, abitando a Castel Gandolfo, era vicino di casa del grande Ettore Petrolini. Spesso la governante o lo stesso Ettore lo chiamavano per compiere qualche ambascieria. Un giorno l’attore lo chiama e gli dice: “Federi’! Il tabaccaio a Castello é chiuso! Vammi a prendere due pacchetti di sigarette a Marino. Il tabaccaio mi conosce. Eccoti dieci scudi (o lire, non ricordo come mi disse). Due pacchetti fanno otto, poi ti
dò” Zio Federico, pensando a quei due scudi di mancia, inforcò la bicicletta e si buttò giù verso Marino. Entrò in tabaccheria: ” Mi manda Sor Ettore. Vuole due pacchetti, i soliti”. “A ragazzi’! me fa specie de Sor Ettore! Che nun ce lo sa che sei minorenne e nun te le posso dà? Che me vò fa chiude bottega?”. Zio Federico risalì in sella e rifece tutta la salita. Ansando chiamò al cancello Petrolini: “Sor Ettore! Sor Ettore! Le sigarette nun ce l’ho! So’ piccolo e nun me l’ha potute dà!”. ” Che scemo che so’! C’hai ragione! Sai che fai? Torni a Marino a vai dall’amico mio Frustone e gli dici di comprarmi lui le sigarette, Poi tu me le porti”. Via! Un’altra volta giù a scapicollo verso Marino! Trova Frustone, un tipo chiamato così perchè alto allampanato: ” Frusto’! Frustò! dice Sor Ettore se je compri le sigarette” Frustone capisce, va, torna con i due pacchetti, zio Federico se li mette in saccoccia, risale in sella e, ondeggiando in salita, ritorna a Castello. Con
la lingua di fuori, richiama Petrolini: “Sor Ettore! Ecco i pacchetti e ecco i due scudi” Petrolini prende il tutto: ” Grazie, Federi’. Sei stato proprio bravo” e si mette con indifferenza i due scudi nel taschino dell’elegante panciotto. Mio zio, rosso dalla fatica e senza fiato, rimane mortificato appoggiato alla bicicletta. “Che c’è, Federi’? Ah, li due scudi! Vedi, Federi’, adesso ti dò gratis una lezione che non ti dimenticherai. Se ti davo questa moneta, tu che facevi? Ti andavi a prendere un gelato con gli amici, ti compravi un gioco e finiva lì: Adesso invece potrai sempre dire che “QUER FIJO DE ‘NA MIGNOTTA DE PETROLINI ME NEGO’ DUE SCUDI DE MANCIA”!
“Vedi, Se’ – mi disse zio Federico, aggiustandosi il cuscino dietro la testa – aveva ragione Lui. Io sto qua, incrociato su questo letto, e ancora stiamo parlando der Sor Ettore Petrolini. Hai capito la lezione? Però non é finita. Il giorno della Befana arriva a casa mia un’enorme scatola. L’apro e dentro c’era il più bel Meccano che potessi immaginare che, so’ sicuro, nun c’aveva neanche il figlio del Principe Colonna, accompagnato da un biglietto: “A FEDERICO, CON AFFETTO DA ETTORE PETROLINI”. E anche questa fu una bella lezione!”

Sergio43

 

A Li Castelli

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