Biennale di Venezia: lo slum è verticale
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- Pubblicazione del volume “INNOCENZO SABBATINI. ARCHITETTO 1891-1983”.
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Uno slum verticale: il peggio di tutto. Non c’è peggior modo di vivere che in un grattacielo, totalmente dipendenti dalla tecnologia, se si ferma la quale sei in trappola, sia che ti trovi dentro che fuori. Uno slum verticale ha le stesse limitazioni, probabilmente non occasionali ma permanenti, e inoltre toglie ai suoi abitanti la possibilità stessa di creare la loro città, emarginata certo dal resto della città, ma che pure cresce e si trasforma con le sue stesse leggi.
Per puro caso, mentre scrivo sento un film su un ascensore “assassino” in un grattacielo e il direttore dell’edificio che dice che sarebbe impensabile fermare gli ascensori per 15 giorni perchè si fermerebbe tutto e ci sarebbe una perdita economica enorme. Quando i film, anche i più idioti, sono specchio della realtà!
Per la cronaca, il titolo è Down-Discesa infernale, su RAI:4: la migliore pubblicità contro gli ascensori e i grattacieli. Figuriamoci i grattacieli slum.
Che scoperta… A San Paolo esistono da cinquant’anni e si chiamano corticos…
Curioso che a VEnezia si sia deciso di premiare il grattacielo di Caracas a pochi giorni dalle elezioni che hanno riconfermato Chávez presidente