Da Eduardo Alamaro : …
“Cari muratorini,
essendo Voi architetti con i piedi ben piantati a terra (e la testa progettuale sulle spalle), certamente amate la decorazione dei pavimenti ceramici. Napoli, lo sapete, è stata (fino alla ignobile resa a Sassuolo secondo ‘900 piastrellato), gran città italiana delle riggiole. Sia quelle dei pavimenti barocchi e rococo che quelle, già modulari e semplificate, dell’800 e primo novecento.
Da rivistare, da ristudiare, da rigiocare nell’oggi. Così sia.
In questo senso e nonsense mi piace allegarVi due immagini dell’ultima mostra (in corso e in corsa) allestita al museo MIAAO di Torino. Qui, tra l’altro, hanno cercato di evidenziare come in certe “riggiole” napoletane, quelle più povere, da cucina, in bianco e nero, fosse già presente -in nuce e in luce ceramica- il concetto di una “DecAstrazione”. Ovvero (e ‘o vero) di una astrazione decorativa intesa come segnale di una “avanguardia popolare”. O di una “retrogradia aristocratica di massa”. Fate voi, tanto, la riggiola e il MIAAO non si offendono (e poi ogni sguardo critico intelligente è legittimo).
Un abbraccio virtuale,”
Eldorado






Caro Eduardo, a dir poco fantastiche!